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Giornalista uzbeco ha vinto il Golden Pen of Freedom

 

 

Fonte: World Association of Newspapers (WAN), Parigi
27 novembre 2003

"Sharipov ha resistito ad indicibili avversità per essersi rifiutato di piegarsi alla volontà di quanti gli chiedevano di non essere così critico nei confronti del governo e di cessare il proprio lavoro in difesa dei diritti umani", ha dichiarato la commissione esaminatrice del WAN, in un meeting a New York. "Il suo rifiuto di autocensurarsi, anche di fronte ad intimidazioni, prigione e torture, è un atto coraggioso che deve essere d'esempio per i giornalisti e per gli attivisti in difesa dei diritti umani di ogni paese."
Nell'assegnare il premio, il WAN ha chiesto al presidente Karimov di rilasciare Sharipov ed altri giornalisti attualmente detenuti e di cessare la repressione al giornalismo critico.
Sharipov, fondatore dell'Unione dei giornalisti indipendenti dell'Uzbekistan (UIJU) e corrispondente della Moscovita Human Rights News Agency, è stato condannato a cinque anni di reclusione nell'agosto 2003 "per aver assunto atteggiamenti omosessuali" e "per aver abusato sessualmente di minori". Tali accuse sembrano essere nient'altro che un pretesto per metterlo a tacere.
In seguito all'istituzione dell'UIJU, Sharipov ha regolarmente dato notizia sullo stato e sulla libertà di stampa nel paese, e sulle violazioni dei diritti umani nel paese.
Il reporter all'inizio ha negato ogni accusa spiegando che queste erano state fabbricate per metterlo a tacere. Tuttavia durante il processo, ha rinunciato al suo diritto di difesa e si è dichiarato colpevole. Sharipov ha affermato di essere stato torturato fisicamente e psicologicamente affinché cambiasse la sua posizione: gli è stata iniettata una non ben nota sostanza, è stato costretto ad inalare una polvere che gli ha causato problemi respiratori, minacciato di un possibile contagio con il virus dell'HIV, e forzato a scrivere memorie riguardo al suicidio.
 Il processo ha dimostrato la scarsità delle prove contro di lui ed anche le testimonianze delle presunte vittime sono risultate
contrastanti. Anche il suo avvocato è stato vittima di violenze e intimidazioni, è stato aggredito da quattro uomini che indossavano abiti militari, i quali lo hanno percosso determinando la rottura di due costole.
 Il severo controllo sui media ha indebolito la libertà di stampa in Uzbekistan. Il presidente Karimov ha inviato messaggi differenti riguardo alla sua posizione nei confronti della libertà di stampa: mentre invitava i giornalisti ad essere critici nei confronti del governo ha anche dichiarato che il paese non sarebbe ancora pronto  per una totale libertà di stampa ed
espressione. Nonostante la censura sia stata ufficialmente abolita nel maggio 2002, numerosi giornalisti sono stati cacciati dal proprio impiego, aggrediti, arrestati, e condannati a lunghi periodi di reclusione.
Sharipov, 25, ha studiato giornalismo all'Università della Georgia negli Stati Uniti grazie ad una borsa di studio assegnatagli dalla Fondazione presidenziale uzbeca nel 1999. Tale borsa è stata revocata nell'agosto dell'anno successivo perché la Fondazione riteneva che la stampa locale non fosse ancora pronta per la democrazia occidentale e desiderava imbrigliare l'attivismo internazionale di Sharipov.
Il WAN, l'associazione globale dell'industria mediatica, assegna annualmente il premio Golden Pen dal 1961.

 

   

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