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In Tailandia i media hanno dovuto far fronte a numerose restrizioni nel 2003
   
 

 

9 gennaio 2004
FONTE:
Thai Journalists Association (TJA), Bangkok

Il Thai Journalists Association (TJA) ha definito il 2003 un anno di controllo per l'informazione tailandese. I media hanno fatto ricorso all'auto censura e hanno rinunciato alle critiche nei confronti delle autorità in conseguenza della pressione del primo ministro Thaksin Shinawatra e della interferenza sistematica nelle operazioni mediatiche.
Il resoconto annuale della situazione dei media per il 2003 è stato pubblicato il 28 dicembre.
Il TJA ritiene che la politica attuale del governo sia finalizzata a mettere a tacere le voci critiche.
Il budget delle agenzie statali di pubbliche relazioni è stato destinato in maniera sempre maggiore ai media che si sono espressi in modo favorevole nei riguardi del governo. "Questa è considerata una violazione dell'articolo 39 della costituzione, il quale vieta qualsiasi forma di finanziamento ai media, sia che essi siano privati o pubblici", ha dichiarato il TJA.
Non si deve inoltre dimenticare che il giornalismo equilibrato è stato scoraggiato dal fatto che le fonti di notizie si sono rifiutate di fornire informazioni o di essere critiche nei confronti del governo per paura di perdere il loro lavoro. Questo garantisce al governo il monopolio completo dell'opinione pubblica.
Il TJA ha dichiarato che il governo ha imbrigliato i media bersagliando le loro operazioni, strategia ancora più sottile e difficile da comprendere.
La situazione è ancora peggiore nel settore radio televisivo. Non solo il governo ha fallito il suo tentativo di portare avanti una riforma sulle telecomunicazioni, come prescritto dall'articolo 40 della costituzione, ma ha anche fatto ricorso alla vecchia tattica di sospendere o non rinnovare le licenze alle compagnie private.
Sono passati sei anni da quando il processo costituzionale aveva prodotto una legge che permetteva agli organi di governo di controllare l'operato dei media. Fortunatamente, dopo un lungo dibattito in Parlamento e forti obiezioni da parte dei giornalisti, la legge è stata abolita.
In rispetto agli standard etici professionali, il TJA ha concluso che mentre i media hanno da un lato denunciato la politica e le ingiustizie sociali, hanno dall'altro  limitato la pubblicazione di articoli particolarmente polemici.
Le emittenti radio televisive hanno inoltre ricevuto la critica di essere state manipolate dalle fonti di notizie come risultato di un'eccessiva competizione tra queste. I media ricevono fiumi di notizie dalle fonti, dimenticando di selezionarle e di controllarne la validità.
Per concludere il TJA ha detto che il governo ha fatto uso di una graduale e sottile strategia per imbavagliare l'informazione. L'obiettivo del governo era quello di assicurarsi che i media operassero in loro favore nel corso del 2004, ultimo anno del suo mandato, favorendo la rielezione dello stesso.
 

   

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