approfondimenti

Regno Unito: BBC, il presentatore antiarabo è fuori
Robert Kilroy-Silk, dopo 17 anni di carriera, ha annunciato le sue dimissioni. Ex deputato laburista e personaggio controverso dello schermo, è stato al centro di polemiche per aver accusato i musulmani di essere dei «kamikaze, amputa-arti, oppressori di donne»
 


 

   
 

 

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BBC: assunto caporedattore di Al Jazeera
 

 

di Donatella Della Ratta
25 gennaio 2004
FONTE: il Manifesto

La Bbc firma un patto con il diavolo. Che in questo caso ha il volto del caporedattore della «tv di Bin Laden». Dalle pagine del quotidiano inglese Daily Express è scoppiata ieri l'ennesima polemica-bomba che vede ancora protagonista il servizio pubblico britannico, colpevole di aver assunto fra le sue fila «l'uomo che ha lasciato che i corpi degli eroi inglesi fossero mostrati in tv». Il personaggio in questione si chiama Ibrahim Helal, ed è colui che con un cenno del capo ha avuto il potere di dare carta bianca alla messa in onda dei videomessaggi di Bin Laden firmati Al Jazeera. È una delle teste pensanti più preziose della tv del Qatar: con le sue decisioni ha contribuito agli scoop più clamorosi e, di conseguenza, al successo della rete che si è trasformata nel giro di pochissimo da tv di un piccolo stato del Golfo a network di news globali in grado di competere con i giganti in lingua inglese calibro Bbc e Cnn. Helal ha recentemente rimesso le sue dimissioni ad Al Jazeera, dove lavorava come caporedattore dal 1996, anno della nascita della rete. Motivo: l'offerta «allettante» del Bbc World Service Trust, una fondazione che fa parte del braccio commerciale del servizio pubblico inglese, la Bbc World. Helal dovrebbe occuparsi per almeno due anni della formazione dei giornalisti dell'area mediorientale ed educarli ai principi che sorreggono la solida reputazione delle news made in Bbc: imparzialità, equilibrio, verifica e affidabilità delle fonti.

La Bbc ci tiene a precisare che l'assunzione dell'ex caporedattore di Al Jazeera è una decisione presa all'unanimità da tutta la corporation. Ed è proprio questo che fa andare su tutte le furie chi, come il Daily Express, accusa gli «arroganti capi» del servizio pubblico britannico di usare «due pesi e due misure», evidentemente riferendosi alla recentissima «cacciata» dal network del veterano presentatore di un popolare show Bbc, Robert Kilroy-Silk, colpevole di aver scagliato parole al vetriolo sugli arabi dalle pagine del Sunday Express (stesso gruppo del Daily).

L'articolo del popolare volto della Bbc, carico di veleno nei confronti degli arabi (tutti) «kamikaze, amputa-arti, oppressori di donne», aveva mandato su tutte le furie la comunità islamica inglese, scatenando una valanga di fax, e-mail e telefonate alla sede di Londra della tv pubblica di spettatori indignati che chiedevano spiegazioni su una presa di posizione così netta e decisamente razzista del presentatore. Una polemica trascinatasi per due settimane ed archiviata dopo una lunga riunione di otto ore di Kilroy-Silk con i vertici della Bbc, al termine della quale il presentatore ha comunicato le sue dimissioni, fortemente «raccomandate» dal network: Kilroy è un volto talmente popolare della rete che le sue opinioni potrebbero facilmente essere scambiate per quelle del servizio pubblico inglese. Tornando ad Helal, il suo trasferimento alla Bbc, a pochi giorni dall'esplosione della faccenda Kilroy, è per molti un chiaro segno della politica pro-araba che la Bbc sta adottando.

Ma piuttosto quello di Helal è un ritorno alla casa madre, dato che il giornalista è cresciuto, come molti altri della newsroom di Al Jazeera, alla scuola del Bbc Arabic Service, nucleo originario di quella che sarebbe diventata la tv all news del Qatar. E il suo rientro nelle fila del servizio pubblico inglese la dice più che altro lunga su quello che accade dentro Al Jazeera dove, silenziosamente ma inesorabilmente, da qualche mese è in atto una politica di epurazione dei giornalisti più scomodi (cioè quelli più brillanti, che hanno fatto il nome della rete).

Nella lista nera di Al Jazeera (e degli Usa?) sono già entrate le teste (cadute) di Mohamed Jasim Al Ali e Adnan Al Sharif, ex direttori generali della rete (il primo, soprattutto, responsabile della linea editoriale aggressiva e degli scoop collezionati dopo l'11 settembre) e, più recentemente, diverse personalità del sito in inglese del canale, come la senior editor Yvonne Ridley, inglese e musulmana, forse troppo antiamericana per il nuovo corso della tv del Qatar. Al Jazeera sta perdendo lo smalto iniziale e trasformandosi in una rete come tante.

La prima spia è la fuoriuscita, volontaria o forzata, dei suoi migliori nomi. La seconda è una politica editoriale che si orienta sempre più al bouquet di offerte tematiche piuttosto che al rafforzamento del suo cavallo di battaglia, le news. La rete ha infatti appena annunciato che, in collaborazione con la Qatar Foundation e con il gruppo francese Lagardere, produrrà entro la fine del 2004 un canale tematico in arabo dedicato interamente ai ragazzi e destinato al mercato mediorientale ma anche europeo e, in un secondo tempo, americano ed asiatico. Il nuovo canale ragazzi di Al Jazeera trasmetterà da Doha ma si avvarrà di una forte collaborazione con Parigi, anche in termini di produzione ed acquisto programmi. Mentre è data per prossima al lancio - giugno 2004 - la nuova rete tematica, sempre targata Al Jazeera, che si occuperà esclusivamente di documentari, acquistati da collaboratori di rilievo internazionale (Bbc, ancora una volta e, unica partner italiana, la GA&A di Gioia Avvantaggiato, fra le pochissime ad aver investito su questo genere «derelitto» dei nostri palinsesti).

Le mosse di Al Jazeera verso la «tematizzazione» dell'offerta sono senz'altro interessanti e testimoniano la volontà del canale di imporsi come marchio globale capace di fornire offerte televisive su diversi fronti, proprio come i più prestigiosi operatori globali. Eppure sviano l'attenzione dalle news, che pure sono state il genere forte della programmazione del canale, una voce nuova ed originale nel panorama arabo e mondiale. Al momento ad Al Jazeera non c'è più traccia del progetto del canale all news in inglese, il cui lancio era pur previsto per inizio 2004. Per adesso, l'unica vera novità a Doha resta la fuga dei cervelli.

 

   

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