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31 gennaio 2004
di Orsola Casagrande
FONTE: il Manifesto
«Le critiche di Lord Hutton a Andrew Gilligan e alla Bbc
sono infondate e il rapporto è una minaccia all'indipendenza
giornalistica in questo paese». E' durissimo Jeremy Dear,
segretario nazionale del sindacato dei giornalisti
britannici (NUJ), nel commentare il rapporto Hutton.
Che cosa pensi delle conclusioni di Hutton?
Addossare alla Bbc e al suo giornalista la colpa del disagio e dei
problemi causati dalla denuncia di Gilligan al governo è una minaccia alla
tradizione di giornalismo indipendente di questo paese. Lord Hutton può pensare
quello che vuole ma è evidente da tutte le prove che sono state presentate alla
sua inchiesta che il dossier sull'Iraq è stato manipolato, reso «più sexy». Non
c'è dubbio che molti all'interno dei servizi segreti non erano affatto
soddisfatti di quello che stava finendo dentro al dossier del governo. La storia
di Gilligan era sostanzialmente corretta. Gilligan ha realizzato diciannove
servizi il primo giorno in cui ha esposto i disagi dell'intelligence per un
dossier che è stato usato dal governo come base per entrare in guerra. Ma lord
Hutton ha scelto di estrapolare una sola frase da quei diciannove servizi, una
frase contenuta nel primo servizio e che per giorni nessuno aveva nemmeno notato
(la frase in cui Gilligan dice che "il governo probabilmente sapeva che
l'informazione sui 45 minuti non era corretta" ndr). Per questo il mio
giudizio e quello del sindacato che rappresento non può che essere uno: questo
rapporto è selettivo, grossolanamente di parte e rappresenta una minaccia seria
per il futuro del giornalismo di inchiesta. Alla Bbc chiedo di sostenere
fino in fondo Gilligan. Il tentativo del governo di affossare la storia della
Bbc prima, e ora il rapporto Hutton non esentano il premier e i suoi ministri
dalla risposta ad una accusa ben precisa: dove sono le armi di distruzione di
massa per le quali questo paese è sceso in guerra? Perché in Iraq non ne sono
state trovate. La sostanza delle accuse mosse al governo rimane: le prove
presentate di fronte al parlamento e all'opinione pubblica per dimostrare che
Saddam rappresentava per il mondo intero una minaccia imminente, sono state
gonfiate se non addirittura inventate.
I media nuovamente sotto accusa. L'abbiamo visto nella guerra in Iraq...
Ironicamente il governo ha accusato la Bbc di avere una posizione
contraria alla guerra, quando la prima analisi che abbiamo fatto come sindacato
sulla copertura del conflitto da parte dei media rivela che, al contrario, la
Bbc è stata la televisione più apertamente a favore della guerra. La Bbc
ha fatto il suo lavoro: aveva il dovere di rendere pubblica la storia raccontata
a Gilligan dal professor Kelly sul dossier sull'Iraq. Il governo del new Labour
ha una macchina mediatica formidabile e spende una quantità incredibile di
denaro per cercare di fare in modo che i giornalisti e i media dicano quello che
il governo vuole che dicano.
Sarà più difficile ora per i giornalisti britannici lavorare?
Sì. E credo che proprio rendere la vita difficile ai giornalisti sia stato uno
degli obiettivi del gran polverone sollevato contro la Bbc. I
giornalisti, d'ora in poi, penseranno non una ma dieci volte prima di raccontare
storie che potrebbero creare imbarazzo a questo governo. A nessuno piacerebbe
trovarsi nella posizione in cui si è trovato Andrew Gilligan. A prescindere
dall'esito delle inchieste parlamentari sulla morte di David Kelly, l'intera
vicenda avrà un effetto paralizzante. E lo stesso vale per le fonti. D'ora in
poi saranno molto più caute. Perché ciò che è accaduto al professor Kelly e la
sua tragica morte non potrà essere dimenticato.
La Fnsi come i colleghi del sindacato del Regno Unito sono
preoccupati per le invasioni di campo della politica nell’informazione
“Il Consiglio nazionale della Stampa italiana,
riunito a Roma il 29 gennaio 2004 esprime la sua
preoccupazione per alcuni risvolti della vicenda che ha opposto la BBC e il suo
reporter Andrew Gilligan, riconosciuto colpevole di gravi violazioni
deontologiche, al Governo di Tony Blair.
Il rapporto Hutton contiene inaccettabili invasioni di campo della politica
nell’informazione. In particolare desta grave preoccupazione il punto 455 del
documento dove il giudice sostiene che Gilligan ha sbagliato e a non avvisare il
ministero della Difesa britannico in anticipo sui contenuti della trasmissione e
ha sbagliato a intervistare una fonte non autorizzata,
Un’interpretazione della libertà di stampa che i colleghi del Sindacato dei
giornalisti del Regno Unito hanno definito “una minaccia al giornalismo
indipendente”.
In sostanza il rapporto Hutton pretenderebbe che ogni resoconto di giornalismo
investigativo sia sottoposto alle fonti ufficiali prima di essere reso pubblico.
Un non sense dal punto di vista delle libertà dell’informazione, al di là del
merito della sentenza che condanna Gilligan e la BBC. Una fonte ufficiale
infatti non avrebbe mai avallato trasmissioni come quella. Un reportage,
peraltro, che il Sindacato dei giornalisti britannici ha definito
"sostanzialmente corretto”.
Purtroppo pretese come quelle di Hutton non sono nuove neanche in Itala dove il
potere politico ed economico si fa sempre più aggressivo con l’informazione.
Occorre impedire che questi punti discutibili della sentenza del giudice Hutton
diventino un pericoloso precedente per tutta l’informazione.”
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