|
di
Rafael Marques
(traduzione: Francesca Cricelli per Informazione senza friontiere)
7 febbraio 2004
“Il rap
è parlare in rima al ritmo di un battito”, Kurtis Blow
Tra gli angoli ed i labirinti che ritagliano la periferia del Margoso,
serpeggiano infiniti corsi d’acqua fetida. Da queste parti passano e abitano,
ormai abituati al cattivo odore, generazioni di cittadini, abbandonati all’oblio.
É per queste strade, per questi angoli politicamente dimenticati, che una
generazione di giovani, risentiti ed esclusi, ingaggiano in una nuova
rivoluzione politica, attraverso il rap per le accumulate frustrazioni di una
cittadinanza rubata.
MCK, 22 anni, ha guadagnato notorietà. La guardia pretoriana di Eduardo dos
Santos ha ucciso, il 26 novembre 2003, Arsénio Sebastião “Cherokee”, 27 anni,
per aver cantato “A téknica, as kausas e as konsekuências” (La tecnica, le cause
e le conseguenze) di MCK. A sua volta, Cherokee é diventato un simbolo dell’ingiustizia in Angola, dove il potere uccide i cittadini, come chi fa fuori
conigli in una caccia sportiva, e con una certa soddisfazione.
Questo fatto ha portato a galla la fragilità del regime. Una dittatura di oltre
un quarto di secolo trema all’improvviso di fronte al suono della veritá. Una
strofa “chi dice la veritá finisce nella bara”, é l’unico filo di comprensione
che lega il cantante, la vittima e i boia (il potere).
Scendendo lungo quei vicoli, sulla strada di casa, MCK scherza sul suo status
sociale soprattutto quando, durante la mattina, si dedica a trasportare l’acqua
a casa, con un bidone sulle spalle, dietro alla schiena sulle spalle o con le
mani, in qualunque modo sia possibile farlo e per il maggior numero possibile di
viaggi. “Sono il piú piccolo di casa, e devo portare l’acqua tutti i giorni”
racconta.
La sua stanza é troppo piccola, anche per una sola persona. Durante la stagione
delle piogge le preghiere aiutano a conservare la casa e la fede. In questo
spazio di sopravvivenza, si ritrovano altri attivisti del rap. Furacão e o Keyta
Mayanda. Mancava Brigadeiro 10 Pacotes, incaricato di organizzare la messa
mensile per la memoria di Cherokee.
L’oltraggio che si legge nei volti delle persone e nei cartelli appesi sui muri
dei vicoli del Marçal, dove viveva Cherokee, é una dimostrazione di maturità
acquisita e di presa di coscienza sulla realtà del rapporto tra il regime ed il
popolo.
In un paese dove la solidarietà e lo spirito d’impossessamento del potere si
sono uniti, i rappers sono riusciti, per propria iniziativa, a mettere insieme
all’incirca 1.000 dollari da regalare alla famiglia della vittima. E ancora, MCK si è impegnato a prendersi cura
della scolarizzazione degli orfani di Cherokee. MCK vende in modo indipendente i
suoi dischi ed investe i suoi guadagni nelle cause da lui sostenute. Questa è
la sua rivoluzione.
“Dobbiamo promuovere una rivoluzione mentale per correggere ciò che è avvenuto
del 1975. Il colonizzatore è cambiato ma il sistema è rimasto uguale. Noi non
siamo nessuno nel nostro paese,” ha dichiarato Keyta Mayanda.
“Schiacci play e cadi in una trincea di idee”, avverte la prima canzone del CD
di MCK, con 13 tracce, con il suggestivo titolo “Trincea di Idee”.
Questo album ed altri, tanto radicali quanto “Conosci la verità e la verità ti
libererà”, di Brigadeiro 10 Pacotes, sono stati registrati e prodotti in studi
improvvisati, come munizioni per alimentare un fronte ideologico.
Taxisti volenterosi, gli indispensabili candongueiros, trasportatori delle
masse, sono tra i principali propagandisti del risveglio delle coscienze,
artefici anche loro di questa politicizzazione delle masse. Mettono sullo stereo
delle loro macchine, cariche di passeggeri, questo tipo di musica contestata e
censurata, la cui qualità si vede nel contenuto dei testi ma anche nel ritmo.
“Il governo suona uno strumento diverso”, dei Brigadeiro 10 Pacotes, è la
canzone più controversa e ascoltata in questo circuito di distribuzione. È uno
scontro diretto e discorsivo contro il Grande Soba.
La rivoluzione delle masse
Frantz Fanon avverte i politici africani sulla politicizzazione delle masse.
Essa non avviene e non può avvenire attraverso un discorso politico:
“Politicizzare é aprire lo spirito, è risvegliare lo spirito, dar luce allo
spirito”.
Nei luoghi dove si incontrano le masse – la maggioranza assoluta – il silenzio
del popolo è imprigionato nella miseria, è stato paralizzato dalla guerra e
dalla repressione. La traccia numero 11, “Ekos de Revolta” (Echi di
Rivoluzione), risveglia questo spirito addormentato – balumuk. È un’analisi di
un “popolo che soffre nelle mani dei governanti”. Esamina l’ importazione dei
costumi (e delle maschere) occidentali da parte della classe politica che
saccheggia le risorse del popolo e retribuisce con “bei discorsetti”.
“Ekos de revolta” fa appello ai cittadini perchè “si preparino/ il silenzio del
popolo parla/ la passività del popolo esplode”.
La rima riassume il messaggio sul e per il popolo:
“noi siamo politicamente addomesticati
Economicamente colonizzati
Culturalmente stagnati
Socialmente arretrati(...)”
Da dove arriva questa coscienza critica? MCK indica la vita attorno a sè. Ha
finito il suo corso di scuola superiore in amministrazione e non ha né l’accesso
all’università pubblica né le risorse per iscriversi a una scuola privata.
“Vivere nel musseque significa essere un eroe”. Troppa miseria, troppe malattie... tuttavia,
vi sono anche alcune conquiste quali la libertà di stampa. Il cantante ha sotto il suo letto una grande collezione
di ritagli della stampa, dove abbondano i casi di corruzione, mal-governo ed
altro! “Scriviamo i nostri testi in base a ciò che riceviamo anche dalla stampa
e dalla Radio Ecclesiastica”,
Nonostante la sua ristretta circolazione, in media un totale di 30.000 copie a
settimana per oltre 3,5 milioni di abitanti in Luanda, la stampa indipendente
è stata un vero motore per la creazione di una coscienza democratica che inizia
ad imporsi.
Anche per questo la traccia numero 6 di “Trincea di
Idee”, “Topikos p’ro argito” è un tributo alla stampa indipendente e una parodia
di quella stampa che serve solo ad abbellire la realtà. Vi è la
partecipazione di Brigadeiro Mata- Fracos, Iconoclasta, Kua Kubanza e Mil &
Segundo. Il tema tratta, in maniera forzatamente positiva, cosa è cambiato e
cosa non lo è, e constata che “l’estetista della polizia ha voti pettinati/
(...) Il Parlamento, in fondo, è una commedia/ e chi può farne qualcosa non se
ne frega/ (...) i giovani sono persi nel deserto come i cammelli (...)
E la conversazione continua nel luogo del delitto, all’aggancio di Mussulo,
dove la guardia del Senhorio, a mezzo giorno in luogo pubblico, ha torturato ed
affogato Cheeroke. Lì dove l’elite si rilassa e gode dei privilegi di una
Angola per poche persone. In questo cimitero delle verità, dove il silenzio del
popolo è festeggiato con risate e sdegno. È parte del processo.
“I nostri cuori sono infranti”, lamenta la perdita di Cheeroke un suo amico e
collega, lavatore di auto. A voce alta scarica la sua rabbia. “Le autorità che
volevano farlo fuori, avrebbero dovuto prendere MCK e non un innocente. Vogliono
vederci vivere come muti”.
MCK abbassa lo sguardo, gratta gli infradito invecchiati dal camminare e
sospira. Non è innocente. L’uomo che lava le auto non lo conosce. Egli continua
a parlare, e dice di non dover più toccare questo argomento per non infastidire
gli uomini della presidenza e della DNIC che sono in giro. Quanto piú parlava
della paura meno impaurito si dimostrava. Forse preferisce il discorso
indiretto, mantenere il velo della paura.
L’intromettersi della musica nei meandri della politica non rientra nei calcoli
fatti e negli scenari elaborati. Soprattutto questo rap inventato all’inizio
degli anni ‘70 nei ghetti del Bronx, a New York, da criminali dotati di una
grande creatività, che fondevano ritmi e melodie di musiche conosciute con la
poesia sulla vita nei ghetti.
Senza la previsione di cambiamenti né di nuove elezioni, quale sarà l’evoluzione dell’abisso che separa il regime, l’opposizione, i centri urbani, i
musseques di Luanda, gli antichi combattenti, i palazzi dei governanti ed il
resto del paese?
|