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23 aprile 2004
FONTE: Sociedad Interamericana de Prensa (SIP)
Nel sesto anniversario
dell'assassinio del giornalista Nelson Carvajal (un
giornalista radiofonico della località di Pitalito, Huila,
ucciso nel 1998 in una rappresaglia dopo le sue denunce
riguardo la corruzione) la Sociedad Interamericana de Prensa
(SIP), rivela il risultato di un'indagine sull'andamento di
processi giudiziali di 51 crimini per ragioni professionali.
Il documento completo è
disponibile al sito: //www.impunidad.com/procesoscolombia.
L'indagine è stata realizzata dall'Unità di Risposta Rapida
(URR) della SIP. Alberto Ibargüen presidente della URR ha
rilevato che "questo lavoro ci permette di essere più
specifici e responsabili nell'ora di chiedere al governo una
maggiore determinazione per chiarire le azioni di violenza
contro la stampa. Dopo la compilazione dei dati di tutti i
giornalisti uccisi tra il 1993 e il 2003, la URR ha
investigato su ciascuno dei 99 casi. 51 di questi omicidi
sono stati accertati come derivanti sicuramente dal mestiere
di giornalista, in 16 casi si ignorano le circostanze, altri
32 giornalisti sono stati uccisi per moventi distinti dal
loro mestiere. Oltre al caso Carvajal, l'indagine permette
alla SIP di reiterare la preoccupazione riguardo alle
decisioni giudiziali sui presunti autori materiali e
intellettuali degli assassinii di Jairo Elías Márquez,
Ernesto Acero Cadena, e Carlos Lajud Catalán.
L'investigazione dimostra anche che nelle ricerche ufficiali
raramente viene segnalato il mandante del delitto. Per
quanto riguarda i moventi si stabilisce che 19 giornalisti
furono assassinati per aver denunciato la corruzione
politica e amministrativa, 11 per aver scritto artcioli
sulle organizzazioni paramilitari,10 per articoli sulla
guerriglia, 6 per articoli sul narcotraffico, 4 per aver
denunciato membri della forza pubblica.
Il presidente della SIP, Jack Fuller, presidente del Chicago
Tribune Publishing Company, ha dichiarato che"la revisione
dei processi giudiziali di casi di assassinio di giornalisti
sarebbe un passo avanti verso l'applicazione rigorosa della
legge nei confronti dei colpevoli, consentendo così di
dissuadere coloro che applicano la violenza, e mostrando
loro che tali azioni sono rifiutate dalla società
democratica."
Ibargüen, presidente del The Miami Herald Publishing
Company, ha concluso che "il lavoro professionale che
impegna laURR in paesi come la Bolivia Argentina, Brasie,
Costa Rica, Guatemala, Haití, Messico, Paraguay, Uruguay e,
specialmente, in Colombia, permetterà di continuare a
insistere sull'urgenza di sconfiggere l'impunità che
circonda da sempre gli assassinii di giornalisti. In questa
area del pianeta”.
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