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Russia: chiude  "Libertà di parola", il più seguito talk show russo
 


 
di Giampaolo Visett1
10 luglio 2004

Fonte : la Repubblica


MOSCA - La Russia della «democrazia guidata» di Vladimir Putin, chiude l´ultimo talk show politico in diretta. Oggi per «Libertà di parola», la trasmissione settimanale più seguita del Paese sull´ex canale indipendente Ntv, sarà l´ultima puntata. Non è ancora chiaro se il programma del popolarissimo Savik Shuster, giornalista di origine lituana con passaporto canadese e moglie di Firenze, andrà in onda in diretta. L´addio, per la prima volta, potrebbe essere trasmesso in differita.
La puntata, come sempre con gli ospiti in studio, dovrebbe essere dedicata alla guerra del Cremlino contro le privatizzazioni, al caso Yukos e alla scissione del partito comunista. In realtà nessuno sa se la puntata si farà, se sarà in diretta e se gli argomenti saranno confermati: oppure se «le ferie inizieranno in anticipo», come suggerito alla nuova direzione dell´emittente da un consigliere presidenziale. Il licenziamento dal video è stato comunicato a Shuster, che più volte ha criticato Putin per il mancato rispetto del diritto d´espressione, mercoledì notte. Il nuovo direttore generale di Ntv, Vladimir Kulistikov, ha chiamato il giornalista a casa e gli ha parlato di una «sospensione temporanea». Kulistikov è salito al vertice della rete da pochi giorni: dopo un passato all´americana Radio Liberty, è divenuto un uomo di fiducia di Putin. Ha motivato la scelta con i costi troppo elevati e i bassi indici di ascolto. I giornali russi, che ieri hanno parlato dell´«ultima epurazione dello zar», hanno dimostrato che tali ragioni sono infondate. «Libertà di parola», tutta ripresa in studio, costa poco e negli ultimi due anni è stata la trasmissione con i più alti indici di visione. Nel 2004 il suo share è stato superato solo una volta: dal telegiornale che in febbraio diede la notizia della strage nel metrò di Mosca.
Nel comunicare lo stop immediato, Kulistikov ha offerto a Shuster la poltrona da vicedirettore generale del network con delega sui documentari. Un posto creato ad hoc, proposto ad un giornalista specializzato nell´approfondimento politico libero e irriverente, ma digiuno di riprese naturalistiche. Shuster non ha voluto commentare la rimozione-promozione: ha fatto solo sapere di «essere un cronista e di volerlo restare».
La verità, secondo i commentatori russi, è che concluso il periodo elettorale il Cremlino ha voluto normalizzare l´unica rete tv che ancora godeva di una certa autonomia. Ntv, nata all´inizio degli anni Novanta e primo canale privato dopo il crollo dell´Urss, già nel 2000 era stata a un passo dalla chiusura. Il suo fondatore, Vladimir Gusinski, dopo alcuni scontri con l´apparato presidenziale fu costretto a cedere il network. Incalzato da inchieste politico-fiscali simili a quelle che hanno mandato in carcere il presidente della Yukos, Mikhail Khodorkovski, si è ritirato in Spagna. Ntv fu rilevata da Gazprom, gigante energetico di Stato. Le epurazioni sono quindi proseguite. La più clamorosa, un mese fa, è stata quella dell´anchorman Leonid Parfionov. La sua colpa fu l´intervista-choc alla vedova di un leader ribelle ceceno. Il vicedirettore generale Alexandr Gherassjmov, dopo che un segretario di Putin sconsigliò la messa in onda, tagliò il servizio già annunciato. Parfionov si oppose e venne licenziato.
Oltre a «Libertà di parola», i nuovi vertici normalizzati di Ntv avrebbero deciso di chiudere anche «Contributo personale», lo scomodo approfondimento video dello stesso Gherassjmov, e il notiziario della notte intitolato «Il Paese e il mondo». I giornalisti indipendenti, alcuni dei quali rimasti disoccupati, definiscono il caso «una censura netta e palese del Cremlino». E ricordano il precedente italiano di Biagi e Santoro alla Rai: «Quando l´amico Berlusconi parla con il compagno Putin - ha scherzato un altro illustre epurato da Ntv, Ievghieni Kiseliov - evidentemente i due si capiscono».

 
   

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