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Ucraina: mezzi informazione sotto pressione per l'avvicinarsi delle elezioni
 


 
19 luglio 2004

Fonte: Freedom House


Mentre i cittadini ucraini si preparano a votare per le elezioni presidenziali di ottobre, i media sono sotto assedio secondo un rapporto redatto da Freedom House. Il dossier “Sotto assedio: i mezzi d’informazione e le elezioni presidenziali 2004 in Ucraina” era stato reso pubblico già nell’ottobre del 2003 ed è stato aggiornato per riflettere la condizione della stampa dagli inizi del 2004. (Il dossier aggiornato è disponibile alla pagina: www.freedomhouse.org/research/specreports/ukmedia604.pdf).
Le prossime elezioni hanno non solo un significato politico, ma hanno anche un’importanza economico e sociale: offrono all’Ucraina la possibilità di ricominciare. E il risultato potrebbe avere importanti conseguenze in Europa e nella comunità transatlantica.
“I media ucraini soffrono di un complesso sistema di controllo che cerca di mantenere lontani i gruppi di opposizione lontani da programmi  e stampa”, ha dichiarato Jennifer Windsor, direttore generale di Freedom House, “la situazione è solo peggiorata con l’avvicinarsi delle elezioni”. Da gennaio le autorità ucraine hanno aumentato le pressioni e le intimidazioni nei confronti dei media indipendenti e di opposizione.
Secondo il rapporto presentato, le stazioni radio private sono state chiuse per “rimuovere voci alternative e dibattiti politici dalla programmazione.” A febbraio
Radio Free Europe/Radio Liberty (RFE/RL) ha interrotto la sua programmazione su Radio Dovira, decisione presa dal nuovo direttore della radio, un fedele supporter del presidente Leonid Kuchma. Le autorità hanno anche fatto chiudere improvvisamente Radio Kontynent.
Inoltre il 3 marzo scorso,
Heorhiy Chechyk, direttore della compagnia radiotelevisiva Yuta, è morto in uno strano incidente automobilistico. Numerosi altri giornalisti sono stati uccisi in circostanze poco chiare negli ultimi anni, tra i quali anche Gheorgiy Gongadze, un giornalista che aveva indagato sulla corruzione agli alti livelli governativi. Registrazioni segrete effettuate nell’ufficio del presidente prima della scomparsa di Gongadze, nel settembre 2000, sembrano coinvolgere Kuchma nel rapimento del giornalista.
Il rapporto evidenzia anche come la politica del presidente distorca le notizie e offra una visione distorta degli eventi politici.
Oltre alle interferenze e alle influenze da parte dello stato, il dossier mette in luce altri ostacoli che i giornalisti devono affrontare, incluse le vulnerabilità economiche, gli standard etici bassi e un inadeguato addestramento.

L’attuale amministrazione ha anche prodotto una serie di decreti che vietano qualsiasi segnalazione negativa sull’Ucraina da parte dei governi o delle organizzazioni internazionali, suggerendo “un certo sforzo per proteggere l’elettorato dalle critiche provenienti da Bruxels e Washington”. 
“Secondo la nostra prima valutazione, il livello delle pressioni sui giornalisti indipendenti in Ucraina ha reso impossibile la creazione di un contesto aperto per la discussione delle idee in vista delle elezioni di ottobre”, sostiene Windsor, “Attualmente stiamo assistendo ad una escalation di intimidazioni, insieme alla preoccupante morte di un giornalista. Tutto ciò suscita nuove preoccupazioni non soltanto perché la correttezza delle elezioni sarà compromessa, ma perché le condizioni generali della stampa in Ucraina stanno raggiungendo un nuovo livello, pericolosamente basso.”
Il dossier mette in evidenza che, nonostante l’incapacità di Kuchma di cercare un alternativa, il presidente e il suo staff stiano cercando di pilotare le elezioni per assicurare la vittoria ad un successore già stabilito.
A meno che la comunità internazionale e i mezzi di informazione ucraini, editori, giornalisti e organizzazioni civili, non esercitino una notevole pressione sulle autorità,  l’uniformarsi e la polarizzazione del potere mediatico nella vita politica ucraina intensificherà solamente la corsa alle elezioni.
Tra numerose raccomandazioni
Freedom House chiede anche al governo ucraino di:
cessare immediatamente la pubblicazione e la diffusione di "temnyky" (direttive che informano agli editori su come diffondere le notizie), e di terminare le azioni intimidatorie nei confronti degli editori più importanti delle agenzie di informazioni;
assicurare un accesso equo ai candidati alle elezioni per i programmi, sia sulle televisioni sia alle radio private e statali e garantire ai candidati criticati lo stesso tempo nei dibattiti prima delle elezioni. 

Ma Freedom House chiede anche alla comunità internazionale di:
chiedere al governo ucraino e all’amministrazione di sostenere la libertà di espressione e la libertà del diritto di informazione, in particolare di far rispettare le leggi già esistenti che dovrebbero proteggere queste forma di libertà;
assicurare che il monitoraggio internazionale per le elezioni inizi almeno sei mesi prima delle votazioni, con un controllo intensivo e sistematico sull’accesso ai programmi dei candidati.

Nell’indagine dell’anno precedente, “ Libertà di stampa 2003”,
Freedom House aveva definito l’Ucraina paese “Non libero”, degradandolo da paese “parzialmente libero”, perché ”la censura nella programmazione televisiva, le continue pressioni, la sospensione dei media indipendenti e la mancanza da parte delle autorità di adeguate indagini sugli attacchi ai giornalisti”.
Il rapporto è stato preparato da Jeremy Druker e Dean Cox, analisti cechi di Transitions OXLINE (
http://www.tol.cz), in collaborazione con Freedom House.
 

   

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