Angola: si organizzano le elezioni mentre ancora vengono
violati i diritti sulla libertà di stampa
27 luglio 2004
Fonte: Himan Rights Watch
La pace in Angola sembrava aver aperto la
strada allo sviluppo della libertà d’espressione, di associazione e
assemblea ma l’Osservatorio per i Diritti Umani ha affermato, in un
dossier, che queste libertà vengono tuttora violate all’interno del
paese. Il 2 luglio scorso il consiglio ha suggerito di organizzare le
elezioni generali nel 2006, le prime dal 1992.
Il dossier "Unfinished Democracy: Media and Political Freedoms in
Angola" nota come la detenzione e le pressioni nei confronti dei
giornalisti siano diminuiti dal 2002, dalla fine della guerra civile,
e come le autorità siano diventate più tolleranti verso l’attività
politica di opposizione.
Ma questi cambiamenti sono limitati spesso alla sola capitale angola:
Luanda. In tutta la nazione invece gli ufficiali del governo usano
spesso la violenza contro gli attivisti di opposizione e non esistono
mezzi di informazione indipendenti.
"È incoraggiante che il governo angolanoo stia pensando ad organizzare
le elezioni nel 2006,” ha dichiarato Peter Takirambudde, direttore
dell’Osservatorio sui Diritti Umani per l’Africa, “ma per avere
elezioni credibili il governo dovrà salvaguardare la libertà politica
e di stampa in ogni parte del paese.”
Le dimostrazioni pacifiche dei partiti politici e dei gruppi civili
sono sempre più diffuse a Luanda. Ma secondo la testimonianza ricevuta
dall’Osservatorio, la polizia, l’Organizzazione per la difesa civile e
le locali amministrazioni spesso arrivano ad interferire con il lavoro
dei gruppi di opposizione.
A febbraio, un uomo armato ha sparato a nove persone, tra cui tre
bambini, durante una manifestazione contro la rimozione dei generatori
elettrici dalla città di Cafunfo, una provincia a nord di Lunda. La
polizia ha arrestato 17 persone alla manifestazione, tre dei quali
sono morti durante la custodia, mentre gli altri sono rimasti in
carcere senza aver subito un regolare processo ed è stato impedito di
comunicare con le loro famiglie.
In un altro incidente che si è verificato ad aprile, alcuni membri
dell’opposizione della città di Kalima, nella provincia di Huambo,
hanno riportato come membri della Difesa Civile abbiano fatto
irruzione e tentato di bruciare gli uffici del partito di opposizione,
a abbiano assalito alcuni membri. La polizia non ha avviato nessuna
indagine sul caso.
Nel novembre 2003, nella periferia della capitale, i membri della
polizia presidenziale hanno annegato un uomo per aver cantato una
canzone critica sul governo. (per approfondimenti: una
morte per una canzone e il trionfo dell'impunità)
I media privati in Angola sono spesso indipendenti dai partiti
politici e sono spesso criticati dal governo. Lo stato controlla
l’unico quotidiano e l’unica televisione non satellitare del paese. La
programmazione radio, il mezzo di informazione più diffuso in Angola,
rimane un monopolio del governo in molti parti del paese, le stazioni
private sono infatti disponibili in poche città. L’emittente
cattolica, Rádio Ecclésia, che attualmente è la più accessibile fonte
di informazioni nella capitale, non ha ricevuto il permesso di
estendere la sua programmazione in altre parti del paese.
I settimanali privati dell’Angola raggiungono solo alcune centinaia di
ricchi cittadini, quasi tutti che risiedono nella capitale.
"Il governo angolano deve assicurare ai leaders di opposizione e ai
loro sostenitori la libertà di esprimere i propri punti di vista in
modo pacifico senza paura di rappresaglie”, ha affermato Takirambudde,
“il governo dovrebbe inoltre eliminare le limitazioni applicate ai
media privati, e permettere alle stazioni radio non governative di
estendersi in tutta la nazione.”
L’Osservatorio sui Diritti Umani ha invitato i partners commerciali
dell’Angola a prestare maggiore attenzione alle violazioni sulla
libertà di espressione, di associazione e di assemblea e di promuovere
e proteggere altre numerose libertà come parte integrante delle
strategie di assistenza. I paesi partners dovrebbero anche considerare
un supporto ai media privati angolan per aiutare la diffusione delle
opinioni in vista delle elezioni.
Background:
Il 4 aprile 2002 le Forze Armate Angolane e i ribelli della União
Nacional para a Independência Total de Angola (Unione nazionale per la
Totale Indipendenza dell’Angola, UNITA) hanno firmato una tregua che
ha messo fine alla guerra civile che andava avanti dagli anni '60,
quando i due movimenti lottavano per ottenere una posizione in quella
che era una colonia portoghese. Quando il Portogallo ha lasciato
l’Angola nel 1975, il Movimento Popular de Libertação de Angola
(Movimento Popolare per la Liberazione dell’Angola, MPLA) prese il
potere nella capitale e nelle regioni del litorale mentre la UNITA si
era imposta nell’entroterra. Questo è il contesto nel quale si
sviluppò la guerra civile, alimentata dalle super potenze della guerra
fredda che fornivano fondi ed armi alle due fazioni.
Nel 1991 un accordo di pace aveva dato la possibilità di organizzare
le elezioni che si realizzarono l’anno seguente e che furono vinte dal
MPLA. Le elezioni però fallirono il loro compito di riportare al pace.
Dopo l’uccisione di numerosi militanti della UNITA, il movimento di
ribellione – che non aveva mantenuto la promessa sul suo disarmo –
riprese la guerra civile e il potere in molte aree dell’entroterra.
Il ritorno in guerra ha provocato l’eliminazione delle libertà
promesse dalla costituzione del 1992.
All’inizio del 2002, il governo è riuscito a isolare il fondatore e la
guida dell’UNITA, Jonas Savimbi, nell’Angola dell’est dove è stato
ucciso durante una battaglia il 22 febbraio. I leaders dell’UNITA
sopravvissuti hanno così iniziato i colloqui con il governo fermando
le ostilità e iniziando la smobilitazione delle forze della UNITA.