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  IRAQ: la morte in diretta

14.09.04 - La Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) ha sostenuto ufficialmente il suo appoggio alla richiesta avanzata dai giornalisti che si trovano nei territori palestinesi di aprire un’indagine sulla morte del giornalista televisivo palestinese Mazen Al-Tomaizi, ucciso da un elicottero americano. L'IFJ sostiene che la rabbia dei giornalisti palestinesi per l’omicidio – che è stato testimoniato dalle televisioni – è comprensibile. "Ancora una volta, un giornalista che non aveva niente di più pericoloso di un microfono è stato ucciso senza una spiegazione accettabile," ha dichiarato Aidan White, segretario generale dell'IFJ. "Questa tragedia rafforza la nostra richiesta di giustizia nei confronti dei giornalisti che sono stati uccisi dal cosiddetto fuoco-amico".  Dall’inizio dell’invasione dell’anno scorso l'IFJ afferma che 13, tra giornalisti e operatori, sono stati uccisi in incidenti che non hanno poi trovato spiegazioni. "Abbiamo bisogno di un’inchiesta dettagliata e di risposte per questo e per gli altri casi dove sono morti i nostri colleghi. Fino ad ora ci sono stati una serie di rapporti attraverso i quali si sono liberati da qualsiasi responsabilità. È inaccettabile."

BACKGROUND
È morto davanti alle telecamere, mentre raccontava la battaglia di Bagdad, il giornalista palestinese Mazen Al Tomaizi, 26 anni, ucciso durante un bombardamento di elicotteri statunitensi. Le immagini con due macchie di sangue al centro dell´obiettivo hanno presto fatto il giro del mondo. Al Tomaizi lavorava per la televisione al-Arabiya e si trovava tra la gente ammassata attorno a un blindato americano, attaccato e bruciato dai ribelli. Durante lo stand up, la prima ripresa non era venuta bene. «Ripetiamo» ha detto e le registrazioni sono ripartite. I primi scoppi e la gente è scappata via ma lui ha continuato a filmare. Solo per qualche istante, però, prima che un missile centrasse il tank. Una scheggia lo ha colpito mentre la telecamera, continuava a registrare. L´uomo ha avuto solo il tempo di gridare «Seif, seif, sto morendo...» al suo operatore rimasto ferito in modo lieve, per poi cadere a terra senza vita. Nel bombardamento, insieme ad Al Tomaizi, sono morte altre 12 persone; tra i 55 feriti un cineoperatore iracheno della Reuters e un fotografo dell´agenzia Getty, anche lui iracheno. Al Tomaizi è il quarto giornalista palestinese ucciso in Iraq in un anno e mezzo.

APPROFONDIMENTI
Morte di un reporter in diretta televisiva
di Vittorio Zucconi
   
   

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