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  FONTE: Free Media Movement (FMM), Colombo

La Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite ha legiferato contro il governo dello Sri Lanka su  un caso di libertā di espressione divenuto ormai un punto di riferimento per le proteste internazionali contro la legge criminale e diffamatoria dello Sry Lankadi cui č stato vittima Victor Ivan, un giornalista ed editore di un settimanale di Ravaya. Il giornalista, fondatore e membro del Free Media Movement (FMM), si č congratulato con la segreteria pdell'FMM er  suo coraggio e la tenacia nel difendere la libertā di stampa, sottoponendo il caso allšattenzione delle Nazioni Unite nonostante gli innumerevoli ostacoli.
Il 26 agosto 2004 la Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite ha deciso che nel caso sottoposto lo Stato dello Sri Lanka aveva violato palesemente il protocollo della Convenzione Internazionale sui diritti civili e politici.
La Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite ha condannato il governo dello Sri Lanka a risarcire Victor Ivan oltre che a pubblicare interamente la sentenza. Il governo dello Sri Lanka deve inoltre fornire una risposta alla sentenza entro 90 giorni.
La sentenza č stata pronunciata durante lš81esima sessione della Commissione che si č tenuta dal 5 al 30 Luglio 2004 durante la quale si č presa la decisione definitiva riguardo alla richiesta inizialmente portata avanti dal Procuratore Suranjith Hewamanne sullšoperato di Ivan.
Fin dal 1993 il giornalista č stato accusato in numerose occasioni di aver pesantemente diffamato ministri e alti ufficiali della polizia in articoli e reportages pubblicati sul suo giornale. Ivan sostiene che queste imputazioni sono state formulate in modo arbitrario e indiscriminato ed in seguito trasmesse dal Procuratore generale Sarath Silva allšAlta Corte dello Sri Lanka senza le adeguate valutazioni dei fatti come richiesto dalla legislazione dello Sri Lanka.
Ivan sostiene inoltre che i casi siano stati montati per il solo scopo di diffamarlo.
Sul caso, Ivan ha dichiarato di aver ricevuto intimidazioni e di aver subito forti limiti alla sua libertā di espressione, senza contare che la redazione del suo giornale č stata distrutta.
Il 16 febbraio 1998 Ivan si era rivolto alla Corte Suprema per invalidare queste sue accuse sulla base del fatto che erano stati violati gli articoli 12(1) e 14(1)(a) della Costituzione dello Sri Lanka i quali sanciscono uguaglianza davanti alla legge, eguale protezione davanti alla legge e il diritto di libertā di espressione. Inoltre aveva richiesto alla Corte Suprema di sospendere le accuse pendenti su di lui.
Il 3 aprile 1998 la Corte Suprema aveva deciso che Ivan non avesse presentato prove sufficienti sul fatto che le accuse fossero discriminatorie, arbitrarie o irragionevoli e gli aveva negato il diritto di procedere.
Successivamente l'FMM si era rivolto alla Commissione per i diritti umani di Ginevra sostenendo che il Procuratore generale Sarath Silva non avesse esercitato correttamente i suoi poteri, ovvero in modo discrezionale e sotto rigide regole (si richiede per questo genere di procedimento una valutazione accurata dei fatti come per le accuse penali) ed inoltre che avesse esercitato i suoi poteri in modo arbitrario.
La sentenza pronunciata dalla Commissione per i diritti umani afferma che con il suo comportamento il Procuratore generale Sarath Silva abbia violato sia la libertā di espressione secondo lšarticolo 19 della Convenzione sia il diritto di eguaglianza e di eguale protezione davanti alla legge, garantito dallšarticolo 26.
Sarath Silva č lšattuale capo della giustizia della Corte Suprema in Sri Lanka.
Nel 2002 il governo precedente guidato dal partito di Unitā Nazionale aveva abrogato la legge sulla diffamazione criminale in seguito a una lunga campagna delle organizzazioni che si occupano di libertā di stampa sia locali che internazionali.
   
   

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