Se la notizia è già
nota di
Franco Carlini
8 dicembre 2004
Fonte: il Manifesto
«Las Ultimas Noticias» è
il giornale più letto in Cile e secondo il suo editore, Augustine
Edwards, questo primato è dovuto all'Internet. Come racconta il
Cristian Science Monitor, il quotidiano ha deciso di ascoltare più
attentamente le preferenze dei lettori e di adeguarsi ad esse con
scrupolo. Come? Il sistema è semplice: come la gran parte dei giornali
«Las Ultimas Noticias» è dotato di un sito web (www.lun.com), ma in
questo caso i clic dei lettori durante la giornata vengono controllati
attentamente dai capiredattori, i quali così si rendono conto, ora per
ora, di quali fatti del giorno appaiono più interessanti ai
navigatori; sulla base di queste statistiche decidono dunque come
impaginare il giornale del giorno dopo, quali argomenti approfondire e
quali invece trascurare. Così, in occasione dell'incontro
internazionale svoltosi a Santiago, i lettori sono risultati
particolarmente interessati a cosa aveva mangiato il segretario di
stato americano Colin Powell (couscous e gamberetti) e a quale
delegazione avesse dato le mance più generose alle cameriere (quella
giapponese, con foto di accompagno delle ragazze in abiti succinti).
All'estremo opposto, quello di un giornale solo di bit, c'è da tempo
Google News: il noto motore di ricerca offre una compilation delle
notizie più importanti del mondo (e anche dei singoli paesi). In
questo caso siamo di fronte a un vero prodigio del software: senza
l'intervento di alcun giornalista umano, il software di Google esamina
4mila fonti giornalistiche, ne estrae le notizie più rilevanti, le
mette in pagina e offre i link per andare alle molteplici fonti
originali: ieri mattina, per esempio, Google News Italia offriva ben
41 diversi articoli sulla manovra finanziaria del governo, tutti
leggibili con un clic.
Nel panorama dell'informazione quotidiana online dalla fine di
novembre c'è poi un'altra novità, per ora appena agli inizi, ma
promettente. E' un'iniziativa figlia di Wikipedia, la grande
enciclopedia in rete ormai arrivata a 413 mila voci. Wikipedia è una
grande impresa collettiva e volontaria, dove chiunque può scrivere una
voce o editare quelle già esistenti (nel senso di modificarle,
aggiungere o togliere testo). Di ogni voce è disponibile una «history»
e cioè la successione delle diverse versioni di quel lemma, di modo
che ognuno, in piena trasparenza, può vedere come l'interazione
multipla dei lettori-autori l'ha modificata. Sull'onda di questo
successo i fondatori di Wikipedia hanno deciso di fare un altro passo,
aprendo, in versione sperimentale (beta) anche il giornale
quotidiano Wikinews. La decisione è avvenuta con una votazione online
tra i membri del progetto; il 12 novembre si sono chiuse le urne con
una larga maggioranza di favorevoli e immediatamente è stato lanciato
il nuovo quotidiano.
A differenza di Google news, Wiki è scritto solo ed esclusivamente da
persone e il software serve solo per trasmettere i pezzi, per editarli
e metterli a disposizione dei lettori. L'obbiettivo dichiarato del
progetto è di «raccogliere in maniera collaborativa notizie su tutti
gli argomenti da un punto di vista neutrale». E qui nascono appunto i
problemi: come si garantisce indipendenza e neutralità? Wikinews conta
sulla serietà dei suoi collaboratori volontari, ma offre agli autori
una possibilità in più, quella di chiedere esplicitamente agli altri
di rivedere e controllare i propri testi (il processo che nei giornali
scientifici si chiama «peer review»); un articolo «revisionato» in
questo modo ha un'etichetta verde, per indicare che esso è stato
sottoposto a tale processo da parte della comunità.
Lo scopo di tutto ciò, scrivono i membri del gruppo, è di «promuovere
l'idea del giornalista civico (citizen journalist) poiché
riteniamo che ognuno possa dare un utile contributo alla grande
rappresentazione di quanto avviene nel mondo attorno a noi. E' venuto
il momento di creare una fonte libera di notizie, da parte della gente
e per la gente (by the people and for the people). Vi invitiamo
a unirvi a questo sforzo che ha la possibilità di cambiare il mondo
per sempre».
E' uno scenario tecno-utopico quello disegnato da questi tre casi di
giornalismo? Non è detto e anche gli editori tradizionali, di carta,
ci stanno riflettendo. Per esempio Vittorio Colao, il manager passato
nello scorso agosto da Vodafone Italia alla guida del gruppo Rcs. La
sua lezione agli studenti della Bocconi, il 23 novembre, era dedicata
alla «Convergenza delle comunicazioni» e in quella occasione Colao
notava come nel passato «la stampa campava essenzialmente vendendo
informazione e formazione» (fatti e opinioni, ndr), mentre ora,
per effetto delle tecnologie digitali e convergenti, «i detentori di
contenuti e notizie possono essere sempre di più venditori delle
stesse ... parte del valore aggiunto è migrata a monte». I quotidiani
insomma si trovano «depauperati di parte del valore del proprio
prodotto una parte del quale diventa soggetto al `lo so già'». Lo
sanno già grazie alla televisione, grazie a Internet, grazie ai
cellulari con le breaking news. E allora? La strada del giornale
cileno, di cui all'inizio, sembra democratica, ma è col trucco, dato
che le notizie web da cliccare per fare il giornale del giorno dopo
qualcuno in redazione pur le sceglie e le mette in pagina, e in ogni
caso sia «Las Ultimas Noticias» che, ancora di più, Google News,
esplicitamente rinunciano a quel ruolo civile di
informazione-formazione che i giornali hanno storicamente svolto.
Secondo Colao c'è un rischio, se le tecnologie portano a «una minore
diffusione nella società di formazione delle idee e dell'opinione». I
media in effetti plasmano la loro visione della realtà non solo con
gli editoriali, ma usando «i principi della selezione, dell'enfasi e
della presentazione» dei materiali (lo scrisse a suo tempo Todd
Gitlin, professore di giornalismo alla Columbia university). Con
queste tecniche decidono (o almeno propongono) «che cosa esiste, che
cosa accade e che cosa è importante». Ma oggi non sono più soli e
l'universo dei siti wiki e dei blog, comincia a costituire per i
giornali di carta sia una fonte che un elemento di controllo e
verifica. I giornali non muoiono per colpa della Rete, ma si devono
confrontare con lettori che usano anche altri media e che proprio per
questo hanno un grande bisogno non tanto di notizie che «già sanno»,
ma anche di «altre» notizie e di altri e divergenti punti di vista.