torna alla home page

 

 


 
Appello dei giornalisti iracheni in difesa della libertà di stampa

di  Hisam as-Saffar (“Arab Press Freedom Watch”)
Fonte: Reporter Associati
15 febbraio 2005


Secondo dichiarazioni di ambienti ufficiali vicini al governo provvisorio iracheno, e secondo fonti del consiglio dei ministri, il governo si appresta ad emanare un insieme di norme repressive e di severe direttive che saranno imposte ai mezzi di informazione iracheni. Queste norme rappresentano una minaccia ed una svolta pericolosa che lascia presagire una pesante ingerenza nel mondo dell’informazione dell'Iraq.
La libertà di stampa ha cercato di farsi strada in Iraq dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, regime che annoverava fra le sue caratteristiche più evidenti la soppressione delle libertà di opinione e di espressione, e la violazione dei più elementari diritti umani.
Ora l'annuncio di norme restrittive avranno come risultato quello di ridurre un paese di più di 25 milioni di abitanti a poter disporre soltanto di un numero limitato di giornali, ovvero solo quelli che suoneranno il tamburo al servizio dell’attuale regime e del suo presidente.
Cadranno vittima di questi provvedimenti non pochi giornalisti e operatori dell’informazione che hanno osato sfidare la passata e l’attuale censura.
Noi non vogliamo di certo dichiararci contrari all’emanazione di norme che contribuiscano a regolamentare la pubblicazione dei giornali e a disciplinare la difusione di nuovi mezzi di informazione, poiché siamo contrari ogni tipo di confusione all’interno del paese. Tuttavia rifiutiamo con fermezza qualsiasi provvedimento di intimidazione che limiti la libertà di espressione e la libertà di stampa.
Noi siamo impegnati affinché vi sia nel nuovo Iraq un quarto potere reale che svolga il suo ruolo al servizio del popolo iracheno e nel quale le attività dei mezzi di informazione siano regolate ed organizzate in base a principi etici, e non in base a norme repressive e sotto la minaccia della censura e di una chiusura definitiva dei giornali non allineati.
Che si tratti di giornali o di altri mezzi di informazione, se i giornalisti non potranno avvalersi di una libertà effettiva, non accadrà altro che ripiombare nelle condizioni in cui i media si trovavano sotto il precedente regime.
Noi ci batteremo perché il governo provvisorio non riesca ad imporre queste norme, desiderando come tutti gli iracheni che l’Iraq imbocchi quanto prima la strada per la costruzione di una stato democratico, come richiesto a gran voce da tutti i cittadini  iracheni.
Queste minacce contro la libertà di stampa e di espressione che si vogliono applicare deluderanno le speranze di molti fra giornalisti ed operatori dell’informazione i quali attendevano, al contrario, delle misure di sostegno alla stampa ed al sistema dell’informazione per incoraggiare l’ancora incerto cammino democratico dell’Iraq.
Noi ci impegnamo, come giornalisti e operatori dell'informazione iracheni ad opporci a qualsiasi tentativo di pregiudicare la nostra libertà.
La nostra lotta sarà pacifica ed il nostro obiettivo sarà quello di costruire una stampa irachena libera, imparziale e indipendente da ogni potere.
   
   

torna alla home page

   

per ulteriori informazioni e per scriverci: direttore.isf@libero.it