"No al Grande fratello anti-Al Qaeda"
L'Europarlamento respinge la proposta di
Londra e Parigi
di Franco Papitto
(Fonte: la Repubblica)
28 settembre 2005

Non ci sarà il "grande orecchio" europeo
che avrebbe dovuto controllare e conservare fino a tre anni i dati
sulle comunicazioni telefoniche, di posta elettronica e via SMS nella
Ue.
La battuta d´arresto al progetto proposto dai governi di Gran
Bretagna, Francia, Svezia e Irlanda nell´ambito della lotta al
terrorismo - è stata imposta ieri a Strasburgo dove gli eurodeputati
hanno approvato una relazione del liberale tedesco Alexander Nuno
Alvaro che, a nome della commissione parlamentare delle libertà
civili, ha bocciato il progetto ritenendolo inutilmente invasivo,
costoso e inefficace. Nello stesso tempo il Parlamento ha suggerito di
«analizzare attentamente» la nuova proposta formulata la settimana
scorsa dalla Commissione Ue, su iniziativa di Franco Frattini, e che
riduce a dodici mesi i tempi di conservazione dei dati. In una
conferenza stampa Frattini aveva spiegato che la nuova proposta della
Commissione vuole «armonizzare a livello della Ue gli obblighi dei
fornitori di servizi elettronici di comunicazione o dei gestori di
reti di telecomunicazioni di conservare per un periodo di un anno i
dati relativi alla telefonia mobile e a quella fissa nonché per sei
mesi i dati relativi alle comunicazioni via Internet». La proposta non
riguarda il contenuto delle conversazioni. Per Frattini «si tratta di
una proposta costruttiva ed estremamente equilibrata, che tiene conto
dei diritti fondamentali alla sicurezza, alla vita privata e alla
tutela dei dati personali» e che nello stesso tempo «salvaguarda gli
interessi delle autorità preposte all´attuazione della legge».
Gli eurodeputati hanno ribadito ieri che, oltre a violare la privacy,
la conservazione dei dati per un periodo eccessivamente lungo non è
proporzionata agli obiettivi dichiarati. Nella sua relazione, il
deputato Alexander Nuno Alvaro ha calcolato che la mole di dati da
conservare, secondo il progetto respinto ieri, «rappresenterebbe
l´equivalente di quattro milioni di chilometri di classificatori
oppure dieci montagne di fascicoli alte dalla terra alla luna». Una
tale mole di dati imporrebbe tempi enormemente lunghi per ogni
ricerca, compresi fra i 50 e i 100 anni. Perciò, invece della
conservazione generalizzata di tutti i dati è di gran lunga più
efficace, secondo l´Europarlamento, un approccio mirato e valutazioni
caso per caso. «Echelon», la rete globale di intercettazioni
indiscriminate creata dagli americani, non ha impedito gli attentati
alle Torri gemelle, ricorda l´Europarlamento nel caldeggiare indagini
mirate invece dei controlli di massa.
Dal canto suo l´industria europea ha denunciato a più riprese
l´aggravio dei costi provocato dall´eventuale approvazione della
direttiva. Sarebbero stati necessari investimenti massicci per
«adeguare le tecnologie di generazione e conservazione dei dati,
nonché quelle per la loro archiviazione sicura». Anche i costi di
esercizio del sistema sarebbero stati enormi. Il ministro della
Giustizia tedesco, signora Brigitte Zypries, aveva avvertito
recentemente i suoi colleghi in una riunione comunitaria a Bruxelles:
«L´industria sosterrà che tocca allo Stato assumersi i costi
dell´operazione».
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