Cia-gate, rischia anche Cheney
di Alberto Flores D'Arcais
Fonte: la Repubblica
19 ottobre 2005
Ieri un tabloid di New York, il Daily News ha
scritto che l´asso nella manica di Fitzgerald
sarebbe un testimone interno alla vicenda (che
secondo un sito internet sarebbe John Hannah,
uno stretto collaboratore dell´ex
sottosegretario di stato e oggi ambasciatore
all´Onu John Bolton) che avrebbe dato al
procuratore notizie e dati estremamente
importanti per l´inchiesta: notizie che
potrebbero portare perfino all´incriminazione
del vice presidente, Dick Cheney.
Di Cheney ha parlato ieri anche il Washington
Post. Secondo il quotidiano della capitale
Fitzgerald avrebbe diverse prove di un suo ruolo
per smascherare Valery Plame, dovuto a vecchi
rancori e qualche conto ancora da regolare che
il vicepresidente aveva con la Cia. Un ex
funzionario dell´agenzia di spionaggio avrebbe
detto agli inquirenti che già nel maggio 2003 -
due mesi prima dell´articolo di Robert Novak che
rese pubblico il nome della Plame - l´ufficio di
Cheney fece di tutto per ottenere informazioni
sulla missione di Joseph Wilson (ex ambasciatore
in Africa e marito dell´agente Cia) inviato in
Niger per appurare se quel paese aveva venduto
uranio a Saddam Hussein.
Fitzgerald starebbe cercando di appurare se
questi sforzi possano essere considerati parte
di un complotto criminale ordito dal
vicepresidente e dagli altri membri del
cosiddetto "gruppo Iraq" (tra cui Condoleezza
Rice), per punire Wilson, feroce critico
dell´amministrazione Bush e della guerra in
Iraq.
Secondo l´Associated Press l´ufficio di Cheney
avrebbe peró commesso un errore, dando alla
giornalista del New York Times, Judith Miller,
informazioni sbagliate sulla Plame: che stando
agli appunti della reporter lavorava presso la
divisione Winpac (Weapons Intelligence,
Non-Proliferation and Arms Control), una unità
pubblica dell´agenzia di spionaggio, mentre in
realtà era alle dipendenze del Direttorato delle
operazioni, l´ala della Cia i cui agenti
lavorano sotto copertura.
Negli ultimi giorni il Cia-gate si è fatto
ancora più complicato. L´intreccio
politico-legale che vede protagonisti alcuni
degli uomini più potenti dell´amministrazione
Bush, famosi giornalisti e agenti segreti sta
diventando un giallo dalla difficile soluzione;
una vicenda partita dall´articolo di Novak, che
potrebbe vedere sul banco degli imputati Karl
Rove (il potente consigliere di George W. Bush
che ieri ha cancellato tre appuntamenti che
aveva in questi giorni per raccogliere fondi tra
i gruppi conservatori) e Lewis "Scooter" Libby
(il capo dello staff del vicepresidente Cheney),
che ha già rovinato mezza reputazione di un
giornale famoso e potente come il New York Times
e quella di una delle sue reporter di punta,
Judith Miller.
Cosa farà ora il procuratore speciale? L´ipotesi
di complotto criminale è difficilissima da
provare; sul fatto che Rove o Libby abbiano
fatto il nome della Plame ai giornalisti le
testimonianze sono contraddittorie; e l´ipotesi
di incriminare gli alti funzionari della Casa
Bianca per spergiuro è giuridicamente una mezza
mostruosità (sarebbero accusati di un reato
commesso nel corso dell´inchiesta e non di
quello per cui l´inchiesta è partita). Ma un
nulla di fatto verrebbe letto come un´inutile
perdita di tempo e di denaro di un procuratore
politicizzato (anche se Fitzgerald non è
considerato tale) o come un tentativo di
affossamento della verità da parte della Casa
Bianca. In ogni caso, un grande pasticcio.
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