Una
passione comune per i giornali e per la storia
degli Stati uniti ha portato Sofia Basso,
passata per l'Unità e per Diario e prima ancora
per Società Civile e Pier Luigi Vercesi, vice
direttore del quotidiano di destra Il Tempo, a
scrivere insieme una storia del giornalismo
americano.
Mentre Vercesi si occupa del giornalismo di
guerra, dagli specials della guerra di
secessione agli embedded («incastonati») della
seconda guerra irachena, Basso ci racconta
dell'evoluzione del giornalismo di pace e
soprattutto della sua capacità di plasmare la
democrazia americana.
Ne esce un racconto di grande attrattiva, con
una serie di persone conosciute da sempre, come
Pulitzer o Hearst o Upton Sinclair o John Reed,
collocati finalmente nel loro ambiente di lavoro
e con molte spiegazioni sui tanti film
hollywoodiani imperniati sui giornali che
abbiamo visto e amato. Il giornalismo non è
certo la spiegazione di tutto, ma è una buona
chiave interpretativa. Dallo studio di Basso e
Vercesi esce un affresco riepilogativo, una
sorta di murale con molte immagini popolari di
storia americana, in cui campeggiano tre
protagonisti: il Popolo, il Potere e il
Giornale, o per meglio dire la Stampa che ha il
compito di raccontare al primo cosa sta facendo
il secondo; e inoltre di elevare il primo e
controllare il secondo.
Il Popolo cambia: gli Stati uniti sono un paese
d'immigrazione, ci sono sempre nuovi arrivi di
povera gente che non sa la lingua del posto, ma
ha molta voglia di imparare, di essere come gli
altri, quelli arrivati prima. I più poveri, sono
quelli che sanno poche parole e hanno bisogno di
immagini, di lettere grandi, di titoli a
carattere di scatola per sapere gli avvenimenti,
le guerre, i naufragi, gli amori regali.
Poi ci sono quelli che ce l'hanno fatta, almeno
un po' e cercano nei giornali conoscenze sul
mondo, divulgazione scientifica, economia. E la
Stampa insegna, informa, spiega.
Promette sempre verità, imparzialità, rigore;
spesso non mantiene le promesse, ma poi si
pente, ragiona, si fa capire. Il telegrafo, la
radio, la televisione, internet l'attraversano:
la Stampa si fonde con essi e cresce al crescere
dei nuovi strumenti. Si rinnova, la Stampa, e
riempie le nuove invenzioni di contenuti
sorprendenti. Il Popolo è riconoscente, capisce
gli sforzi e si allea alla Stampa: ne viene
educato e la educa: la modella a sua volta,
attraverso il successo e le vendite, secondo le
sue mutevoli esigenze di apprendere, di
divagarsi, di informarsi. Dall'altra parte c'è
il Potere: la Stampa è il suo cane da guardia. A
volte per ringhiare contro di lui, quando si
comporta male, tradisce la democrazia, mente di
fronte al Popolo. A volte è la Voce del Padrone
e ringhia contro il Popolo e attacca chi si
permette di non allinearsi con il Potere, in
nome dell'America e delle sue guerre sante.
Sofia Basso, Pier Luigi Vercesi
Storia del giornalismo americano
Mondadori 2005
13,90 euro
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