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E' la stampa bellezza!

di Guglielmo Ragozzino
fonte: Le Monde Diplomatique

Una passione comune per i giornali e per la storia degli Stati uniti ha portato Sofia Basso, passata per l'Unità e per Diario e prima ancora per Società Civile e Pier Luigi Vercesi, vice direttore del quotidiano di destra Il Tempo, a scrivere insieme una storia del giornalismo americano.
Mentre Vercesi si occupa del giornalismo di guerra, dagli specials della guerra di secessione agli embedded («incastonati») della seconda guerra irachena, Basso ci racconta dell'evoluzione del giornalismo di pace e soprattutto della sua capacità di plasmare la democrazia americana.
Ne esce un racconto di grande attrattiva, con una serie di persone conosciute da sempre, come Pulitzer o Hearst o Upton Sinclair o John Reed, collocati finalmente nel loro ambiente di lavoro e con molte spiegazioni sui tanti film hollywoodiani imperniati sui giornali che abbiamo visto e amato. Il giornalismo non è certo la spiegazione di tutto, ma è una buona chiave interpretativa. Dallo studio di Basso e Vercesi esce un affresco riepilogativo, una sorta di murale con molte immagini popolari di storia americana, in cui campeggiano tre protagonisti: il Popolo, il Potere e il Giornale, o per meglio dire la Stampa che ha il compito di raccontare al primo cosa sta facendo il secondo; e inoltre di elevare il primo e controllare il secondo.
Il Popolo cambia: gli Stati uniti sono un paese d'immigrazione, ci sono sempre nuovi arrivi di povera gente che non sa la lingua del posto, ma ha molta voglia di imparare, di essere come gli altri, quelli arrivati prima. I più poveri, sono quelli che sanno poche parole e hanno bisogno di immagini, di lettere grandi, di titoli a carattere di scatola per sapere gli avvenimenti, le guerre, i naufragi, gli amori regali.
Poi ci sono quelli che ce l'hanno fatta, almeno un po' e cercano nei giornali conoscenze sul mondo, divulgazione scientifica, economia. E la Stampa insegna, informa, spiega.
Promette sempre verità, imparzialità, rigore; spesso non mantiene le promesse, ma poi si pente, ragiona, si fa capire. Il telegrafo, la radio, la televisione, internet l'attraversano: la Stampa si fonde con essi e cresce al crescere dei nuovi strumenti. Si rinnova, la Stampa, e riempie le nuove invenzioni di contenuti sorprendenti. Il Popolo è riconoscente, capisce gli sforzi e si allea alla Stampa: ne viene educato e la educa: la modella a sua volta, attraverso il successo e le vendite, secondo le sue mutevoli esigenze di apprendere, di divagarsi, di informarsi. Dall'altra parte c'è il Potere: la Stampa è il suo cane da guardia. A volte per ringhiare contro di lui, quando si comporta male, tradisce la democrazia, mente di fronte al Popolo. A volte è la Voce del Padrone e ringhia contro il Popolo e attacca chi si permette di non allinearsi con il Potere, in nome dell'America e delle sue guerre sante.

Sofia Basso, Pier Luigi Vercesi
Storia del giornalismo americano
Mondadori 2005
13,90 euro

   
   

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