Mario Spezi, 61 anni, è stato per oltre vent'anni capocronista giudiziario e di "nera" del quotidiano fiorentino 'La Nazione'. Come autore di thriller ha esordito proprio con "Il Mostro di Firenze" edito da Sonzogno nel 1983, premio Miglior Libro per il Cinema.

IL NOSTRO Dossier: il caso SPEZi, un altro attacco alla liberta' di opinione in italia


 

   
 

 

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Sintesi in italiano della lettera del CPJ


19 Aprile 2006


The Honorable Silvio Berlusconi
President of the Council of Ministers
Presidenza del Consiglio dei ministri
Palazzo Chigi
Piazza Colonna 370
00186 Roma
Italia

Eccellenza,
 
Il  Committee to Protect Journalists, organizzazione indipendente no-partisan dedicata alla difesa dei diritti dei giornalisti nel mondo, è profondamente interessata al destino di Mario Spezi, un giornalista veterano della cronaca nera imprigionato a Perugia.
Molti giornalisti locali hanno dichiarato al CPJ che i giornalisti italiani hanno paura di parlare apertamente a favore di Spezi perché temono che ciò irriti le autorità. Parecchi hanno chiesto di non essere citati per nome per la paura di molestie ufficiali. Daniela Preziosi, redattrice del settimanale indipendente Avvenimenti, con sede a Roma, ha dichiarato al CPJ che i giornalisti lavorano in Italia in un clima di paura e sente che la libertà di stampa è in pericolo in Italia.
La Preziosi ha detto di essere stata interrogata da Mignini (il pm di Perugia ndt) a più riprese riguardo al proprio lavoro sul caso del mostro di Firenze.
“Per i giornalisti, lavorare in un clima come questo è un problema molto serio,” ha detto la Preziosi al CPJ.

I giornalisti non dovrebbero avere  paura di condurre le proprie inchieste  sulle questioni sensibili o parlare apertamente e criticare i funzionari. In un paese democratico come il Suo, che è parte integrante dell'Unione Europea, tale paura è inaccettabile. Ci rivolgiamo a Lei  per assicurarci che le autorità italiane chiariscano quali sono le gravi accuse contro il nostro collega Mario Spezi e rendano pubbliche tutte le prove disponibili a sostegno di quelle accuse, o lo rilasci immediatamente.
La persecuzione di Mario Spezi e del suo collega americano Douglas Preston, che ha paura di viaggiare in Italia per timore di essere incriminato, invia un messaggio pericoloso ai giornalisti italiani e cioè che le storie delicate come gli assassini di Toscana dovrebbero essere evitati da loro.
Il clima di autocensura è un anatema alla democrazia.

La invitiamo perciò a fare tutto quanto in suo potere per fermare la persecuzione del nostro collega italiano, Mario Spezi, ed assicurare che il nostro collega americano, Douglas Preston, possa recarsi in  Italia e gli sia consentito di lavorare liberamente.
La ringrazio per la sua attenzione a queste questioni urgenti.
Attendiamo la sua risposta.

Sinceramente,


Ann Cooper
direttore esecutivo Cpj

   
   

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