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novità in libreria |
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C'ERA UNA VOLTA LA GUERRA... E CHI LA
RACCONTAVA
di Letizia Magnani
pagg. 570 - € 26
Edizioni Associate
Per analizzare le trasformazioni del mestiere
di giornalista di guerra, l'autrice segue un percorso
“classico”: interviste a diverse generazioni di inviati,
che mettono in luce continuità e rotture, prossimità e
distanze. Lo fa con passione, che del resto trova
riverbero negli intervistati. |
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Archivio
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in evidenza (video)
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AFGHANISTAN
La situazione della stampa nel Paese
Intervista
di Rai News 24 a Mir Haidar Mutahar, giornalista afghano, direttore del
giornale di Kabul 'Arman-e-Millie' (l'Ideale della
nazione) e membro del consiglio direttivo
dell'Associazione dei Giornalisti Afghani |
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Cina: ancora un giornalista si vede rifiutare
il visto
04.07.2008 - Reporters sans frontières ha
provocatoriamente domandato al Comitato olimpico internazionale (CIO) di
intervenire a favore del reporter Norman Choy, del quotidiano 'Apple Daily' di
Hong Kong, che alcuni giorni fa, si è visto respingere da Pechino l'accredito
per i Giochi Olimpici. Il reporter che lavora per un giornale notoriamente
critico verso il governo cinese è arrivato all'aeroporto di Pechino il 1° luglio
e subito è stato condotto in una stanza per essere interrogato dalla polizia.
Poco tempo dopo un addetto all'ufficio
all'immigrazione lo ha informato che in virtù della
legge sulla sicurezza nazionale gli era stato
confiscato il suo permesso di viaggiare nel Paese. Il
reporter è stato immediatamente rimandato in patria.
La vicenda dimostra ancora una volta l'estrema
arbitarietà del governo di Pechino nei confronti dei
cronisti ritenuti scomodi o indesiderati. Le
associazioni professionali dei giornalisti,
internazionali e del nostro Paese, piuttosto che
auspicare - come è stato fatto anche recentemente -
futuri e improbabili progressi per la libertà di
informazione in Cina, bene farebbero a chiedere
provvedimenti precisi e definiti ai governanti della
Repubblica Popolare. E cioè la liberazione dei
dissidenti e dei blogger condannati per reati di
opinione, una moratoria nel controllo del web da parte
del regime, e la piena possibilità di movimento nel
paese per tutti i reporter, a cominciare da quelli che
scrivono e trasmettono informazioni in lingua cinese.
Medio Oriente: la polizia israeliana maltratta
fotoreporter
04.07.2008 -
L’aggressione del corrispondente dell'Inter Press Service (IPS) Mohammed Omer dovrà essere chiarita
dal personale della sicurezza israeliano. Che però non sembra intenzionato a
farlo. Omer è stato aggredito e umiliato dal personale della sicurezza
israeliano presso il confine di Allenby tra Israele e Giordania, mentre tornava
a casa nella striscia di Gaza la scorsa settimana. Omer era di ritorno
dall’Europa, dove aveva contattato alcuni parlamentari europei per aggiornarli
sulla situazione a Gaza. A Londra aveva ritirato il premio giornalistico Martha
Gellhorn 2008 (insieme ad un altro corrispondente dell’IPS, Dahr Jamail). Omer,
che collabora anche con 'The Washington Report', ha raccontato all’IPS di essere
stato insultato verbalmente, perquisito dopo essere stato costretto a spogliarsi
e picchiato, e infine ricoverato in ospedale con le costole rotte e conseguente
trauma. Parlando all’IPS a Gerusalemme, i funzionari israeliani negano che il
vincitore del premio sia stato maltrattato. Hanno riferito che il giornalista di
Gaza aveva “perso l’equilibrio” dopo essere stato perquisito per “sospetto
contrabbando di merci illegali”. I funzionari non hanno saputo spiegare come
Omer, che è ancora in ospedale molto sofferente, abbia potuto “perdere
l’equilibrio” riportando fratture alle costole e un braccio pieno di lividi in
seguito alla “caduta”. Gli israeliani non hanno saputo spiegare quali merci
illegali sospettavano che Omer avesse cercato di introdurre illegalmente. È
stato aggredito dopo essere passato ai raggi X e dopo una perquisizione completa
di tutto ciò che aveva con sé. I funzionari si sono limitati a dire che volevano
vederci più chiaro.
Sarà presentata dall'operatore televisivo detenuto per anni a Guantanamo la nuova rubrica di
'Al Jazeera' dedicata al rispetto dei diritti
umani
04.07.2008 -
Dopo essere stato recluso sei
anni nella prigione di
Guantanamo senza nessuna accusa
formale, adesso Sami al-Haj
(nella foto),
operatore sudanese
dell’emittente televisiva
‘al-Jazeera’, è stato nominato
responsabile di una nuova
rubrica dedicata ai diritti
umani . “Farò l’impossibile per
far conoscere al mondo gli abusi
ai danni delle persone” ha detto
Sami al-Haj, che è stato
riconsegnato a maggio dagli
Stati Uniti al governo di
Khartoum, aggiungendo “spero che
al-Jazeera, attraverso la
creazione di questo servizio,
possa aiutare chi soffre in
silenzio a causa delle
violazioni dei propri diritti”.
Catturato dalle forze di
sicurezza pakistane mentre si
trovava vicino il confine con
Afghanistan nel dicembre 2001,
nonostante lavorasse per la
televisione araba, Haj è stato
ingiustamente accusato di aver
preparato video per Osama bin
Laden e quindi preso in custodia
dai militari statunitensi.
Portato a Guantanamo, Haj ha
successivamente accusato le
autorità americane di aver
ripetutamente violato la dignità
umana dei detenuti. Sono circa
400 i prigionieri ancora reclusi
nel carcere di Guantanamo e solo
una decina di loro è stata
formalmente accusata di aver
commesso un crimine.
(Fonte: Misna)
Opinioni scomode
04.07.2008 -
In Moldavia, esprimere le proprie opinioni su internet può essere rischioso.
Soprattutto se per le istituzioni minacciano "l'ordine costituzionale e
l'integrità dello stato". Per rappresentanti dei media ed euro parlamentari,
però, il governo di Chisinau viola la libertà di espressione... |
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Filippine:
ancora un giornalista ucciso, il
20° negli ultimi tre anni
02.07.2008 -
Robert "Bert" Sison ,
giornalista radiofonico della
provincia di Quezon ed
editorialista di una testata
locale, è stato ammazzato da due
sicari a bordo di una moto,
mentre rientrava a casa con la
figlia nella città di Sariaya
(un centinaio di chilometri a
sud di Manila). Lo riferiscono i
giornali locali che danno ampio
risalto all’ennesimo omicidio di
un professionista
dell’informazione nelle
Filippine, considerato uno dei
paesi più pericolosi dove
svolgere il mestiere di
giornalista. Al momento la
polizia ha fatto sapere di non
avere ancora nessuna pista sul
movente dell’omicidio. “Questo
clima di impunità che circonda
chiunque se la prenda con i
giornalisti deve finire. Il
governo deve agire in maniera
decisa per mettere fine a
omicidi e minacce ai danni dei
giornalisti” scrive oggi in una
nota il sindacato dei
giornalisti filippini - National
Union of Journalists of the
Philippines (NUJP) - diffusa
all’indomani
dell’uccisionedell’ennesimo
professionista dell’informazione
in circostanze ancora poco
chiare. Nella nota, il sindacato
dei giornalisti filippini chiede
all’amministrazione di Manila di
mettere immediatamente fine
“all’ondata di uccisioni di
professionisti dei media nella
provincia di Quezon”. Lo scorso
aprile il corrispondente da
Quezon per il Daily Inquirer,
forse il principale quotidiano
locale, era miracolosamente
sfuggito a un’imboscata.
(Fonte: Misna)
Cina: le autorità
impediscono ai figli di un cyberdissidente detenuto di iscriversi a scuola
02.07.2008 -
La polizia del Guangzhou impedisce ai due figli del cyberdissidente
imprigionato Guo Feixiong di andare a scuola. La moglie di Guo Feixiong, Zhang
Qing, ha recentemente scritto al primo ministro Wen Jiabao, una lettera nella
quale denuncia le continue minacce della polizia e la situazione di non
scolarizzazione dei figli: “Signor Ministro, i miei figli sono già stati
privati per un anno del diritto all'istruzione e sperano nel vostro aiuto. Da
parte mia non posso che rimarcare che alla loro età non dovrebbe essere
perpetrata una tale ingiustizia". Scrittore, avvocato e difensore dei diritti
dell'uomo, Guo Feixiong, 41 anni, è stato condannato a cinque anni di prigione e
40mila yuan di multa (circa 4000 euro) nel novembre 2007 con l'accusa di
"turbativa dell'ordine pubblico", in seguito a una riunione che aveva
organizzato, il 13 settembre 2006, nel villaggio di Taishi. Il suo stato di
salute è preoccupante. Lo scrittore soffre del cattivo trattamento carcerario
dovuto alla tristemente famosa brutalità delle guardie della prigione di Meizhou
(provincia del Guangdong).
(Fonte: RSF)
Turkmenistan:
giornalista internato in
un ospedale psichiatrico
02.07.2008 -
Sazak Dourdymouradov,
giornalista di Radio Free
Europe, è stato internato di
forza in un ospedale
psichiatrico della regione del
Lebap (est del Paese), famoso
per "accogliere" personaggi
critici verso il regime.
Esaminato da una equipe di dieci
medici gli è stato diagnosticata
una grave forma di "instabilità
mentale". Nel corso della sua
carcerazione il giornalista ha
subito vari elettrochoc allo
scopo di fargli firmare una
lettera di dimissioni da Radio
Free Europe.
(Fonte: RSF)
Sri Lanka: condannata l'aggressione a un giornalista e a un
diplomatico
02.07.2008 -
Le principali associazioni di difesa dello Sri Lanka hanno condannato
l'attacco a un giornalista e un diplomatico britannico e hanno chiesto che
vengano puniti i responsabili dell'aggressione. Mahendra Ratnaweera,
responsabile dell'ambasciata britannica, e Namal Perera, giornalista
indipendente specializzato in questioni di difesa, si trovavano in macchina ieri
sera quando sono stati aggrediti violentemente. Dopo le severe critiche sugli
attentati ai giornalisti, il governo sta cercato di dare maggiore protezione a
coloro che ricevono minacce di morte. Cinque associazioni che si occupano di
difesa della libertà della stampa stanno preparando una manifestazione perché ci
sia presto la fine di quella che loro chiamano 'cultura dell'impunità'.
Dall'agosto 2005 sono 12 i giornalisti uccisi, senza che nessuno abbia punito i
responsabili.
(Fonte: Peace Reporter)
Identificato
il killer della Politkovskaia?
02.07.2008 -
Il killer della giornalista di
opposizione Anna Politkovskaia
si nasconde in Europa
occidentale.Lo sostiene
Aleksander Bastrikin, capo della
Commissione investigativa presso
la Procura russa. "Sappiamo in
quale Paese si trova", aggiunge.
Lo scorso 18 giugno sono state
chiuse le indagini con il rinvio
a giudizio di tre ceceni
(concorso in omicidio) e di un
ex colonnello dei servizi
segreti (Fsb), Pavel Riaguzov
(abuso d'ufficio e estorsione).
(Fonte: Ansa) |
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Iraq:
al Hurra, storia di un fiasco imminente
30.06.2008 -Alla fine è caduta. Senza clamore, e soprattutto senza destare alcun senso di
novità. Presto le sue trasmissioni saranno oscurate. Presto la sua frequenza
passerà in altre mani. Presto al suo posto ci sarà qualcun altro. Così con
tutta probabilità diventerà un ricordo, Al Hurra. Doveva essere un trionfo.
Invece ha finito per rivelarsi un fiasco colossale. Tale è stata giudicata da
molti. Da tutti coloro che sono passati rapidamente, troppo rapidamente, da
una scialba indifferenza al rifiuto più netto. Al Hurra è un flop. I suoi
ascolti striminziti. E viene accusata di faziosità straripante. 350 milioni
di dollari di finanziamento non sono bastati. Come spiegarlo ai contribuenti
americani?..
Intervista a Carlo Ruta, giornalista condannato per il reato di stampa
clandestina
27.06.2008 -
Li chiamavamo blog e invece oggi scopriamo che "sono" stampa clandestina. E’
questa la storia che arriva dal tribunale di Modica (Rg) attraverso la sentenza
shock che condanna Carlo Ruta, autore di numerose inchieste "di peso" a una pena
pecuniaria per il reato di stampa clandestina, contestandogli "la periodicità"
dell' aggiornamento e la mancata registrazione di un sito di documentazione
storico – sociale; ritenendo, in sostanza, il suo www.accaddeinsicilia.net un
sito d’informazione di tipo giornalistico privo di adeguata gerenza. Attualmente
gestore del sito www.leinchieste.com nel quale sono confluiti gran parte dei
materiali del primo sito, oscurato tre anni fa, Carlo Ruta vive e lavora nello
“zoccolo duro” della Sicilia, la provincia di Ragusa e con il suo lavoro ha
contribuito a far luce su molti casi bui della Sicilia e non solo...
Corte diritti
dell'uomo : negare licenza TV viola libera espressione
27.06.2008 -
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che il rifiuto di
concedere licenze di trasmissione radiotelevisiva costituisce una violazione
dell'articolo 10 della Convenzione europea sui diritti umani, in quanto viola la
libertà di espressione. Il caso, che riguardava l'Armenia, si può applicare
estensivamente a tutti i Paesi firmatari della Convenzione, e quindi anche
all'Italia, in quanto le sentenze della Corte fanno giurisprudenza...
APPELLO INTERNAZIONALE A TUTELA DEI GIORNALISTI ATTACCATI
DALLA MAFIA
"Lanciamo un appello alle associazioni internazionali per
la libertà di stampa perché vigilino sulla incolumità e sul lavoro dei colleghi
che in Italia agiscono nei territori controllati dalle mafie. Sono nella stessa
condizione degli inviati di guerra. La mafia è un fatto, una notizia, non si può
pensare di censurarla, è uno dei problemi della democrazia italiana che va
risolto”. Questo l’allarme lanciato da ISF nel
corso dell’incontro con Frank Smyth coordinatore della sicurezza dei giornalisti
per il CPJ (Committee to Protect Journalist) di New York che si è svolto presso la sala Stampa Estera di
Roma. “I giornalisti delle diverse nazioni
devono lavorare insieme per portare l’attenzione – ha dichiarato Frank Smyth -
sugli attacchi contro i giornalisti, a prescindere da dove essi avvengano. In
particolare l’impunità per gli attacchi a giornalisti resta la più grande
minaccia oggi per la libertà di stampa nel mondo”.
Nel corso dell’incontro è stato presentato
un dossier sugli attacchi della
criminalità organizzata ai
giornalisti italiani,
disponibile alla seguente pagina
web:
NEL MIRINO DELLE
MAFIE
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per non dimenticare |
Per
ricordare la giornalista afghana Zakia Zaki
Grazie all’associazione AINA, un documentario che
presenta il talento e il coraggio della giornalista
Zakia Zaki, è disponibile su You Tube. La Zaki da sei
anni dirigeva la radio privata locale 'Radio Pace'. E'
stata uccisa nella sua abitazione l'8 giugno. |
Anna
Politkovskaya: "io vivo la vita e scrivo ciò che vedo"
Ricordo della splendida
coraggiosa giornalista russa uccisa a Mosca il 7 ottobre
2006 |
Hrant Dink: martire europeo
Ricordo del
giornalista di origine armena, direttore del
settimanale ‘Agos’. Proprio davanti alla porta del
giornale, nel quartiere Sisli di Istanbul,
il giornalista viene assassinato il 19 gennaio
2007 con tre colpi alla testa. |
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le nostre ultime
pubblicazioni |
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L'ultima primavera
La lotta per la libertà d'informazione
in Iran
a cura di Ahmad Rafat
pagg. 160
Polistampa Editore (2006)
•
intervista
all'autore |

Ultime notizie
Indagine sulla crisi dell'informazione in Occidente. I rischi per la
democrazia
di
Roberto
Reale
pagg. 380
Nutrimenti Ed. (2005)
•
intervista all'autore
•
recensioni
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Live News -
Guida alla sicurezza dei giornalisti
La traduzione italiana del manuale realizzato
dall'International Federation of Journalists
pagg. 118
Edito Regione Toscana (2004)
Esaurito ma disponibile gratuitamente in formato PDF
al seguente indirizzo
Live News
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Information Safety and Freedom
associazione a difesa della libertà di stampa e
di espressione nel mondo
sede: piazza Massimo D'Azeglio 18 - 50121 Firenze - tel.
0039 055 2001649
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