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Sotto pressione
Il giornalismo in Colombia prigioniero di guerriglia, narcotraffico, paramilitari e governo

a cura di Stefano Neri e Martin E. Iglesias
Edizione Stella (aprile 2008)
 
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novità in libreria



 

C'ERA UNA VOLTA LA GUERRA... E CHI LA RACCONTAVA
di Letizia Magnani
pagg. 570 - € 26
Edizioni Associate
Per analizzare le trasformazioni del mestiere di giornalista di guerra, l'autrice segue un percorso “classico”: interviste a diverse generazioni di inviati, che mettono in luce continuità e rotture, prossimità e distanze. Lo fa con passione, che del resto trova riverbero negli intervistati.
 
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   Archivio

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in evidenza (video)
 

AFGHANISTAN
La situazione della stampa nel Paese

Intervista di Rai News 24 a Mir Haidar Mutahar, giornalista afghano, direttore del giornale di Kabul 'Arman-e-Millie' (l'Ideale della nazione) e membro del consiglio direttivo dell'Associazione dei Giornalisti Afghani
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Cina: ancora un giornalista si vede rifiutare il visto
04.07.2008 - Reporters sans frontières ha provocatoriamente domandato al Comitato olimpico internazionale (CIO) di intervenire a favore del reporter Norman Choy, del quotidiano 'Apple Daily' di Hong Kong, che alcuni giorni fa, si è visto respingere da Pechino l'accredito per i Giochi Olimpici. Il reporter che lavora per un giornale notoriamente critico verso il governo cinese è arrivato all'aeroporto di Pechino il 1° luglio e subito è stato condotto in una stanza per essere interrogato dalla polizia. Poco tempo dopo un addetto all'ufficio all'immigrazione lo ha informato che in virtù della legge sulla sicurezza nazionale gli era stato confiscato il suo permesso di viaggiare nel Paese. Il reporter è stato immediatamente rimandato in patria. La vicenda dimostra ancora una volta l'estrema arbitarietà del governo di Pechino nei confronti dei cronisti ritenuti scomodi o indesiderati. Le associazioni professionali dei giornalisti, internazionali e del nostro Paese, piuttosto che auspicare - come è stato fatto anche recentemente - futuri e improbabili progressi per la libertà di informazione in Cina, bene farebbero a chiedere provvedimenti precisi e definiti ai governanti della Repubblica Popolare. E cioè la liberazione dei dissidenti e dei blogger condannati per reati di opinione, una moratoria nel controllo del web da parte del regime, e la piena possibilità di movimento nel paese per tutti i reporter, a cominciare da quelli che scrivono e trasmettono informazioni in lingua cinese.

Medio Oriente: la polizia israeliana maltratta fotoreporter
04.07.2008 - L’aggressione del corrispondente dell'Inter Press Service (IPS) Mohammed Omer dovrà essere chiarita dal personale della sicurezza israeliano. Che però non sembra intenzionato a farlo. Omer è stato aggredito e umiliato dal personale della sicurezza israeliano presso il confine di Allenby tra Israele e Giordania, mentre tornava a casa nella striscia di Gaza la scorsa settimana. Omer era di ritorno dall’Europa, dove aveva contattato alcuni parlamentari europei per aggiornarli sulla situazione a Gaza. A Londra aveva ritirato il premio giornalistico Martha Gellhorn 2008 (insieme ad un altro corrispondente dell’IPS, Dahr Jamail). Omer, che collabora anche con 'The Washington Report', ha raccontato all’IPS di essere stato insultato verbalmente, perquisito dopo essere stato costretto a spogliarsi e picchiato, e infine ricoverato in ospedale con le costole rotte e conseguente trauma. Parlando all’IPS a Gerusalemme, i funzionari israeliani negano che il vincitore del premio sia stato maltrattato. Hanno riferito che il giornalista di Gaza aveva “perso l’equilibrio” dopo essere stato perquisito per “sospetto contrabbando di merci illegali”. I funzionari non hanno saputo spiegare come Omer, che è ancora in ospedale molto sofferente, abbia potuto “perdere l’equilibrio” riportando fratture alle costole e un braccio pieno di lividi in seguito alla “caduta”. Gli israeliani non hanno saputo spiegare quali merci illegali sospettavano che Omer avesse cercato di introdurre illegalmente. È stato aggredito dopo essere passato ai raggi X e dopo una perquisizione completa di tutto ciò che aveva con sé. I funzionari si sono limitati a dire che volevano vederci più chiaro.

Sarà presentata dall'operatore televisivo detenuto per anni a Guantanamo la nuova rubrica di 'Al Jazeera' dedicata al rispetto dei diritti umani
04.07.2008 - Dopo essere stato recluso sei anni nella prigione di Guantanamo senza nessuna accusa formale, adesso Sami al-Haj (nella foto), operatore sudanese dell’emittente televisiva ‘al-Jazeera’, è stato nominato responsabile di una nuova rubrica dedicata ai diritti umani . “Farò l’impossibile per far conoscere al mondo gli abusi ai danni delle persone” ha detto Sami al-Haj, che è stato riconsegnato a maggio dagli Stati Uniti al governo di Khartoum, aggiungendo “spero che al-Jazeera, attraverso la creazione di questo servizio, possa aiutare chi soffre in silenzio a causa delle violazioni dei propri diritti”. Catturato dalle forze di sicurezza pakistane mentre si trovava vicino il confine con Afghanistan nel dicembre 2001, nonostante lavorasse per la televisione araba, Haj è stato ingiustamente accusato di aver preparato video per Osama bin Laden e quindi preso in custodia dai militari statunitensi. Portato a Guantanamo, Haj ha successivamente accusato le autorità americane di aver ripetutamente violato la dignità umana dei detenuti. Sono circa 400 i prigionieri ancora reclusi nel carcere di Guantanamo e solo una decina di loro è stata formalmente accusata di aver commesso un crimine. (Fonte: Misna)

Opinioni scomode
04.07.2008 - In Moldavia, esprimere le proprie opinioni su internet può essere rischioso. Soprattutto se per le istituzioni minacciano "l'ordine costituzionale e l'integrità dello stato". Per rappresentanti dei media ed euro parlamentari, però, il governo di Chisinau viola la libertà di espressione...

Il dossier di ISF: gli attacchi alla  libertà di stampa e di espressione in Cina
Cronaca di una repressione che non conosce limiti



campagna internazionale per liberare i quasi cento giornalisti e cyberdissidenti, attualmente in carcere nel Paese che ospiterà le prossime Olimpiadi



il rapporto del Committee to Protect Journalists



lo speciale di Rai News 24

Filippine: ancora un giornalista ucciso, il 20° negli ultimi tre anni
02.07.2008 - Robert "Bert" Sison , giornalista radiofonico della provincia di Quezon ed editorialista di una testata locale, è stato ammazzato da due sicari a bordo di una moto, mentre rientrava a casa con la figlia nella città di Sariaya (un centinaio di chilometri a sud di Manila). Lo riferiscono i giornali locali che danno ampio risalto all’ennesimo omicidio di un professionista dell’informazione nelle Filippine, considerato uno dei paesi più pericolosi dove svolgere il mestiere di giornalista. Al momento la polizia ha fatto sapere di non avere ancora nessuna pista sul movente dell’omicidio. “Questo clima di impunità che circonda chiunque se la prenda con i giornalisti deve finire. Il governo deve agire in maniera decisa per mettere fine a omicidi e minacce ai danni dei giornalisti” scrive oggi in una nota il sindacato dei giornalisti filippini - National Union of Journalists of the Philippines (NUJP) - diffusa all’indomani dell’uccisionedell’ennesimo professionista dell’informazione in circostanze ancora poco chiare. Nella nota, il sindacato dei giornalisti filippini chiede all’amministrazione di Manila di mettere immediatamente fine “all’ondata di uccisioni di professionisti dei media nella provincia di Quezon”. Lo scorso aprile il corrispondente da Quezon per il Daily Inquirer, forse il principale quotidiano locale, era miracolosamente sfuggito a un’imboscata. (Fonte: Misna)

Cina: le autorità impediscono ai figli di un cyberdissidente detenuto di iscriversi a scuola
02.07.2008 - La polizia del Guangzhou impedisce ai due figli del cyberdissidente imprigionato Guo Feixiong di andare a scuola. La moglie di Guo Feixiong, Zhang Qing, ha recentemente scritto al primo ministro Wen Jiabao, una lettera nella quale denuncia le continue minacce della polizia e la situazione di non scolarizzazione dei figli: “Signor Ministro, i miei figli sono già stati privati per un anno del diritto all'istruzione e sperano nel vostro aiuto. Da parte mia non posso che rimarcare che alla loro età non dovrebbe essere perpetrata una tale ingiustizia". Scrittore, avvocato e difensore dei diritti dell'uomo, Guo Feixiong, 41 anni, è stato condannato a cinque anni di prigione e 40mila yuan di multa (circa 4000 euro) nel novembre 2007 con l'accusa di "turbativa dell'ordine pubblico", in seguito a una riunione che aveva organizzato, il 13 settembre 2006, nel villaggio di Taishi. Il suo stato di salute è preoccupante. Lo scrittore soffre del cattivo trattamento carcerario dovuto alla tristemente famosa brutalità delle guardie della prigione di Meizhou (provincia del Guangdong). (Fonte: RSF)

Turkmenistan: giornalista  internato in un ospedale psichiatrico
02.07.2008 - Sazak Dourdymouradov, giornalista di Radio Free Europe, è stato internato di forza in un ospedale psichiatrico della regione del Lebap (est del Paese), famoso per "accogliere" personaggi critici verso il regime. Esaminato da una equipe di dieci medici gli è stato diagnosticata una grave forma di "instabilità mentale". Nel corso della sua carcerazione il giornalista ha subito vari elettrochoc allo scopo di fargli firmare una lettera di dimissioni da Radio Free Europe. (Fonte: RSF)

Sri Lanka: condannata l'aggressione a un giornalista e a un diplomatico
02.07.2008 - Le principali associazioni di difesa dello Sri Lanka hanno condannato l'attacco a un giornalista e un diplomatico britannico e hanno chiesto che vengano puniti i responsabili dell'aggressione. Mahendra Ratnaweera, responsabile dell'ambasciata britannica, e Namal Perera, giornalista indipendente specializzato in questioni di difesa, si trovavano in macchina ieri sera quando sono stati aggrediti violentemente. Dopo le severe critiche sugli attentati ai giornalisti, il governo sta cercato di dare maggiore protezione a coloro che ricevono minacce di morte. Cinque associazioni che si occupano di difesa della libertà della stampa stanno preparando una manifestazione perché ci sia presto la fine di quella che loro chiamano 'cultura dell'impunità'. Dall'agosto 2005 sono 12 i giornalisti uccisi, senza che nessuno abbia punito i responsabili. (Fonte: Peace Reporter)

Identificato il killer della Politkovskaia?
02.07.2008 - Il killer della giornalista di opposizione Anna Politkovskaia si nasconde in Europa occidentale.Lo sostiene Aleksander Bastrikin, capo della Commissione investigativa presso la Procura russa. "Sappiamo in quale Paese si trova", aggiunge. Lo scorso 18 giugno sono state chiuse le indagini con il rinvio a giudizio di tre ceceni (concorso in omicidio) e di un ex colonnello dei servizi segreti (Fsb), Pavel Riaguzov (abuso d'ufficio e estorsione). (Fonte: Ansa)
 

gli altri alerts di giugno

 
30.06.2008 Iran: Teheran soffoca la libertà di espressione, minaccia di chiusura per l’Associazione giornalisti
30.06.2008 Iraq: l'esercito Usa libera giornalista dopo quattro giorni di detenzione
27.06.2008 ROMANIA: PAR CONDICIO IN TV TRA NOTIZIE BELLE E BRUTTE
26.06.2008 Myanmar (ex Birmania): continua senza soste l'ondata di arresti tra i giornalisti
26.06.2008 UE in difesa dei prigionieri per reato di opinione
26.06.2008 Iraq: arrestato giornalista per un reportage 'senza autorizzazione'
25.06.2008 Bielorussia: la nuova legge sui media approvata dalla Camera bassa
25.06.2008 Il governo di Teheran nemico n°1 della stampa
25.06.2008 IRAN: MINISTERO DEL LAVORO ABOLISCE IL SINDACATO INDIPENDENTE DEI GIORNALISTI
25.06.2008 53 deputati europei aderiscono alla richiesta di boicottaggio della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici
23.06.2008 Iran: giornalista curdo condannato a 11 anni di reclusione
 

archivio alerts 2008

     Africa
Americhe      Asia
Europa e Asia Centrale      Medio Oriente e Africa del Nord
 

ultimi articoli recensiti

Iraq: al Hurra, storia di un fiasco imminente
30.06.2008 -Alla fine è caduta. Senza clamore, e soprattutto senza destare alcun senso di novità. Presto le sue trasmissioni saranno oscurate. Presto la sua frequenza passerà in altre mani. Presto al suo posto ci sarà qualcun altro. Così con tutta probabilità diventerà un ricordo, Al Hurra. Doveva essere un trionfo. Invece ha finito per rivelarsi un fiasco colossale. Tale è stata giudicata da molti. Da tutti coloro che sono passati rapidamente, troppo rapidamente, da una scialba indifferenza al rifiuto più netto. Al Hurra è un flop. I suoi ascolti striminziti. E viene accusata di faziosità straripante. 350 milioni di dollari di finanziamento non sono bastati. Come spiegarlo ai contribuenti americani?..

Intervista a Carlo Ruta, giornalista condannato per il reato di stampa clandestina
27.06.2008 - Li chiamavamo blog e invece oggi scopriamo che "sono" stampa clandestina. E’ questa la storia che arriva dal tribunale di Modica (Rg) attraverso la sentenza shock che condanna Carlo Ruta, autore di numerose inchieste "di peso" a una pena pecuniaria per il reato di stampa clandestina, contestandogli "la periodicità" dell' aggiornamento e la mancata registrazione di un sito di documentazione storico – sociale; ritenendo, in sostanza, il suo www.accaddeinsicilia.net un sito d’informazione di tipo giornalistico privo di adeguata gerenza. Attualmente gestore del sito www.leinchieste.com nel quale sono confluiti gran parte dei materiali del primo sito, oscurato tre anni fa, Carlo Ruta vive e lavora nello “zoccolo duro” della Sicilia, la provincia di Ragusa e con il suo lavoro ha contribuito a far luce su molti casi bui della Sicilia e non solo...

Corte diritti dell'uomo : negare licenza TV viola libera espressione
27.06.2008 - La Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che il rifiuto di concedere licenze di trasmissione radiotelevisiva costituisce una violazione dell'articolo 10 della Convenzione europea sui diritti umani, in quanto viola la libertà di espressione. Il caso, che riguardava l'Armenia, si può applicare estensivamente a tutti i Paesi firmatari della Convenzione, e quindi anche all'Italia, in quanto le sentenze della Corte fanno giurisprudenza...

APPELLO INTERNAZIONALE A TUTELA DEI GIORNALISTI ATTACCATI DALLA MAFIA
"Lanciamo un appello alle associazioni internazionali per la libertà di stampa perché vigilino sulla incolumità e sul lavoro dei colleghi che in Italia agiscono nei territori controllati dalle mafie. Sono nella stessa condizione degli inviati di guerra. La mafia è un fatto, una notizia, non si può pensare di censurarla, è uno dei problemi della democrazia italiana che va risolto”. Questo l’allarme lanciato da ISF nel corso dell’incontro con Frank Smyth coordinatore della sicurezza dei giornalisti per il CPJ (Committee to Protect Journalist) di New York che si è svolto presso la sala Stampa Estera di  Roma. “I giornalisti delle diverse nazioni devono lavorare insieme per portare l’attenzione – ha dichiarato Frank Smyth - sugli attacchi contro i giornalisti, a prescindere da dove essi avvengano. In particolare l’impunità per gli attacchi a giornalisti resta la più grande minaccia oggi per la libertà di stampa nel mondo”.
Nel corso dell’incontro è stato presentato un dossier sugli attacchi della criminalità organizzata ai giornalisti italiani, disponibile alla seguente pagina web:
NEL MIRINO DELLE MAFIE

per non dimenticare

Per ricordare la giornalista afghana Zakia Zaki
Grazie all’associazione AINA, un documentario che presenta il talento e il coraggio della giornalista Zakia Zaki, è disponibile su You Tube. La Zaki da sei anni dirigeva la radio privata locale 'Radio Pace'. E' stata uccisa nella sua abitazione l'8 giugno.
Anna Politkovskaya: "io vivo la vita e scrivo ciò che vedo"
Ricordo della splendida coraggiosa giornalista russa uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006
Hrant Dink: martire europeo
Ricordo del giornalista di origine armena, direttore del settimanale ‘Agos’. Proprio davanti alla porta del giornale, nel quartiere  Sisli di Istanbul, il giornalista viene assassinato il 19 gennaio 2007 con tre colpi alla testa.

le nostre ultime pubblicazioni

L'ultima primavera
La lotta per la libertà d'informazione in Iran
a cura di Ahmad Rafat
pagg. 160
Polistampa Editore (2006)
intervista all'autore

Ultime notizie
Indagine sulla crisi dell'informazione in Occidente. I rischi per la democrazia
di Roberto Reale
pagg. 380
Nutrimenti Ed. (2005)
intervista all'autore
recensioni

 

Live News - Guida alla sicurezza dei giornalisti
La traduzione italiana del manuale realizzato dall'International Federation of Journalists
pagg. 118
Edito Regione Toscana (2004)

Esaurito ma disponibile gratuitamente in formato PDF
al seguente indirizzo
Live News

segnalazioni

Dedicato a tutte le giornaliste e scrittrici a cui i vari governi del mondo impediscono la libertà di espressione
Il video "Women in Art", è uno splendido inno consacrato alla storia dell'arte attraverso l'immagine della donna

A chi si occupa nel mondo e nel web di attacchi alla libertà di stampa 52 Years Gallery
(1955-2007)
World Press Photo of the Year
RAPPORT ANNUEL 2008
Nel suo Rapporto annuale, reso pubblico il 13 febbraio 2008, l'organizzazione denuncia l´impotenza, la viltà e la doppiezza dei «difensori ufficiali» della libertà di espressione.


immagini e documenti dell'edizione 2006 realizzata in collaborazione con Information Safety and Freedom
La tutela dei reporter di guerra
tesi di laurea di Nazzara Pederzani
Università per Stranieri di Perugia
Facoltà di Lingua e Cultura Italiana
Corso di Laurea in Comunicazione Internazionale



Information Safety and Freedom

associazione a difesa della libertà di stampa e di espressione nel mondo
sede: piazza Massimo D'Azeglio 18 - 50121 Firenze - tel. 0039 055 2001649
 

per scriverci: isfreedom@gmail.com