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Archivio 2004 
 


 

Liberato in Cina un giornalista dopo dodici anni di prigione
Ma altri 87 tra giornalisti, scrittori e dissidenti informatici rimangono ancora incarcerati

L'informazione in Cina, spot e propaganda
13 canali free, uno solo di notizie e 6 a pagamento. Viaggio nei media

Spagna: arrestato giornalista di Al Jazeera
Noto per aver intervistato bin Laden, Tayssir Allouni, è accusato di appoggiare al Qaida. Spagnolo di origine siriana, Allouni era stato arrestato per la prima volta nel settembre 2003.

Iran: I «sovversivi» messi in rete
Ventun giornalisti arrestati negli ultimi due mesi. Giornali e, soprattutto, siti web chiusi d'autorità. L'attacco dei conservatori in Iran prende di mira l'informazione per ingabbiare una società che cambia.

Se la notizia è già nota
di Franco Carlini
Il punto di vista diventa l'elemento decisivo per qualificare l'informazione quando le notizie sono ormai patrimonio pubblico. Le alternative? Un quotidiano che insegue i lettori, o una selezione via software del già scritto o detto.

Notizie firmate
Donald Rumsfeld, assieme ai suoi funzionari sta preparando una struttura con il duplice compito d'influenzare l'opinione pubblica all'estero e confondere il nemico con la diffusione di notizie false. Secondo quanto riportato dal New York Times, il dibattito all'interno del ministero della difesa Usa è «aspro e d'alto livello».

Quel grido muto dalla piazza di Kiev
di Stefano Marcelli - segretario generale di Informazione senza frontiere

France 2, l'informazione non è «fiction»
La rete francese denuncia chi l'accusa di avere «inscenato» la morte del bimbo palestinese

Buone notizie, ma infondate. Sulla Bbc
«Accettiamo la piena responsabilità per la catastrofe di Bhopal», dice un portavoce di Dow Chemical intervistato dalla Bbc: e annuncia un risarcimento di 12 miliardi di dollari. Troppo bello per essere vero: e infatti era un falso clamoroso che ha costretto l'emittente britannica a fare le sue scuse. Rivendicato dal gruppo «Yes Men»

Nuovi media si affacciano in Iraq
Incontro con Faisal Al Yasiri, l'imprenditore iracheno che nel suo paese ha lanciato l'emittente satellitare Al Diyar Sat dopo aver lavorato a Baghdad per la tv di Saddam e poi per Al Jazeera. «Un settore in esplosione grazie all'iniziativa dei privati cittadini o di consorzi con imprenditori arabi»

Iraq: la morte in diretta
E' morto davanti alle telecamere, mentre raccontava la battaglia di Bagdad, il giornalista palestinese Mazen Al Tomaizi, 26 anni, ucciso durante un bombardamento di elicotteri statunitensi.

In guerra al tempo del telegrafo Il mestiere del corrispondente
di Sandro Viola (fonte: la Repubblica)

The press has let the country down
di Stefano Marcelli
Relazione letta al Forum Sociale Europeo di Londra nel corso del seminario "The lies of war - exposing propaganda and fighting censorship"

FBI sequestra i server di Indymedia
Un atto che ha colpito più di 20 siti di Indymedia in tutto il mondo, compreso quello italiano.

La Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite si esprime a favore di un giornalista dello Sri Lanka in merito a un caso di attacco alla libertà d’espressione

Filippine: rapporto sulla "cultura dell´impunità" attorno ai casi di morte dei giornalisti

Cuba: il giornalista Fabio Prieto Llorente inizia il suo terzo sciopero della fame

Iraq: l´albergo maledetto di Baghdad dove i giornalisti scompaiono

Algeria: «Le Matin», fine annunciata di un giornale troppo scomodo

Iraq«Via dalla città santa o il reporter è morto»
Micah Garen, preso a Nassiriya. Su al Jazeera cinque uomini armati a volto coperto e un prigioniero in ginocchio identificato come il giornalista americano rapito 6 giorni fa. Chiedono il ritiro da Najaf in 48 ore.

Angola: si organizzano le elezioni mentre ancora vengono violati i diritti sulla libertà di stampa
La pace in Angola sembrava aver aperto la strada allo sviluppo della libertà d’espressione, di associazione e assemblea ma l’Osservatorio per i Diritti Umani ha affermato, in un dossier, che queste libertà vengono tuttora violate all’interno del paese. Il 2 luglio scorso il consiglio ha suggerito di organizzare le elezioni generali nel 2006, le prime dal 1992. Il dossier "Unfinished Democracy: Media and Political Freedoms in Angola" nota come la detenzione e le pressioni nei confronti dei giornalisti siano diminuiti dal 2002, dalla fine della guerra civile, e come le autorità siano diventate più tolleranti verso l’attività politica di opposizione. Ma questi cambiamenti sono limitati spesso alla sola capitale angola: Luanda. In tutta la nazione invece gli ufficiali del governo usano spesso la violenza contro gli attivisti di opposizione e non esistono mezzi di informazione indipendenti.

Ucraina: mezzi d’informazione sotto pressione per l’avvicinarsi delle elezioni
Mentre i cittadini ucraini si preparano a votare per le elezioni presidenziali di ottobre, i media sono sotto assedio Della difficile situazione dell'informazione nel Paese ne parla il dossier “Sotto assedio: i mezzi d’informazione e le elezioni presidenziali 2004 in Ucraina”, già reso pubblico nell’ottobre del 2003 e ora aggiornato per riflettere la condizione della stampa dagli inizi del 2004.

Uganda: messaggio via etere per convincere i ribelli ad arrendersi
Il messaggio arriva dalle frequenze di 'Radio Wa', quando il dj abbassa la musica e lascia spazio alle parole. "Ehi, Okot, che aspetti a buttare il kalashnikov e a tornare con la tua famiglia? I tuoi ti stanno aspettando: esci dal nascondiglio, abbandona la ribellione e torna con noi al villaggio". Okot è un ribelle, uno dei 'totong' - come li chiamano in lingua lango - attivi da 18 anni nei distretti settentrionali del nord Uganda.

Iran: "la mia lotta al potere a colpi di satira
"Fino a quando in Iran non si è arrivati a chiudere 35 giornali in un anno, molta gente nel mondo aveva una vaga idea di come fosse questo Paese e spesso lo confondeva con l’Iraq. Ma c’è una fondamentale differenza: in Iraq tutto è tragedia, in Iran invece è commedia". A sostenerlo è uno che della comicità ha fatto il suo pane quotidiano e la propria ragione di vita: Seyyed Ebrahim Nabavi, giornalista e scrittore di satira politica tra i più noti nella nazione mediorientale, autore di 46 libri, diversi documentari e sceneggiature, imprigionato due volte dalle autorità di Teheran e oggi in esilio in Belgio.

Russia: chiude  "Libertà di parola", il più seguito talk show russo
La rete televisiva Ntv cancella il programma condotto da Savik Shuster: troppe critiche al Cremlino. Un altro passo verso la "normalizzazione" dell´informazione. Alla direzione della rete un uomo di fiducia del presidente Putin.

Algeria, manette alla stampa libera
Il governo di Bouteflika arresta i giornalisti «scomodi» e chiude i giornali che ne criticano le scelte politiche Tra gli altri, Mohamed Benchicou, il direttore del quotidiano «le Matin», la cui sede è stata messa sotto sequestro e venduta all'asta. Mobilitazione in tutto il paese.

BbC, 50 anni vissuti «pericolosamente»
Le news della tv di stato britannica compiono mezzo secolo. Nella storia della British Broadcasting Company il 2003 sarà ricordato come il periodo più difficile: l'accusa al governo di aver manipolato il dossier sulle armi di distruzione di massa in Iraq costò la testa del direttore. Oggi al suo posto siede Mark Thompson pronto a risanare la crisi con un programma ambizioso e rischiosi tagli.

Iran: un anno di detenzione arbitraria per tre giornalisti
Reza Alijani, caporedattore del mensile Iran-e-Farda, Hoda Saber, uno dei direttori di Iran-e-Farda, e Taghi Rahmani, del settimanale Omid-e-Zangan, detenuti dal 14 giugno 2003  "celebrano" tristemente il loro primo anniversario di detenzione arbitraria.

Bbc-Al Jazeera, è concorrenza
L'emittente inglese, che ha fatto scuola ai migliori giornalisti della tv satellitare del Qatar, va sul mercato con le sue news televisive in arabo, «aiutata» da Ibrahim Helal, reporter che ha tenuto le fila per anni della regina dell'informazione in Medioriente

La tv egiziana è imbavagliata
Al Nile Hotel, un dibattito promosso dalla Bbc sullo stato della stampa araba

Dichiarazione rilasciata all'undicesimo Meeting generale di Baku, in Azerbaijan
Condannate le violazioni alla libertà d'informazione in otto stati del continente africano

Il Congo senza mosche sul viso
L'informazione dal basso del giornalista Jean Léonard Touadi

Quando il silenzio del popolo parla
di Rafael Marques
Giornalista e poeta angolano, Marques nell'ottobre 2000, è stato inderdetto da un tribunale a pubblicare, viaggiare e parlare in pubblico durante 5 anni. Da allora i suoi scritti possono solo circolare all’estero.

Rivolta contro la concentrazione dei media
La campagna che vedrà confrontarsi George W. Bush e John Kerry permetterà senza dubbio di affrontare la questione dell'informazione manipolata - in particolare al momento della guerra in Iraq - e quella della concentrazione capitalista nei media.

Colombia: nel paese domina l'impunità nei casi di assassinio di giornalisti
Nel sesto anniversario dell'assassinio del giornalista Nelson Carvajal il risultato di un'indagine sull'andamento di processi giudiziali di 51 crimini per ragioni professionali.

Myanmar (ex Birmania):  la giunta militare proibisce la libera copertura giornalistica del Congresso Nazionale
Il governo militare birmano ha deciso di bloccare qualsiasi discussione libera all'interno della Convenzione Nazionale. Le autorità si sono rifiutate di garantire i visti ai giornalisti, i quali peraltro, sono stati più volte minacciati. L'Associazione birmana dei mass media (BMA) ha fatto appello al primo ministro affinché sia istituito un ufficio stampa collegato a livello internazionale e ha chiesto che siano liberati tutti i giornalisti ad oggi imprigionati.

Turchia: l’osservatorio per i diritti umani invita il governo a migliorare le proprie leggi per aderire all’offerta dell’EU sulla libertà di stampa


Sanzioni contro il governo bielorusso accusato per le  indagini insoddisfacenti sulla sparizione di un giornalista
L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha approvato una risoluzione con la quale sono state emanate sanzioni contro il governo bielorusso, accusato di non aver adeguatamente investigato su una serie di rapimenti, compreso quello, avvenuto nel luglio 2000, del giornalista Dmitry Zavadsky.

Missione di solidarietà dell'International Federation of Journalists in Iraq per la sicurezza e l'unità tra i giornalisti

Concluso a  Ginevra il Summit mondiale sulla società dell’informazione

Il quinto potere
Nato il Media Watch Global

"Io, per sei giorni nelle mani dei ribelli"
Il diario di Michal Kubal, giornalista ceko rapito e rilasciato in Iraq.

Fusione alla francese tra i colossi dei media
La concentrazione dell'informazione è una delle aspirazioni dell'Eliseo. Così Chirac manovra per creare un gigante dall'unione di Vivendi Universal con il gruppo Lagardère.

Myanmar (ex Birmania): così muore la libertà di stampa
"Libertà di stampa? Nel mio paese la censura elimina le pagine scomode dai libri. Capita, così, di passare dalla pagina 18 alla 21. Quello che succede in mezzo bisogna inventarselo. Prima il regime copriva con un inchiostro d’argento le parole ma poi scoprì che la gente lo cancellava con l’alcool e cominciò ad usare quello nero, troppo riconoscibile per l’opinione internazionale. Così ora fa eliminare le pagine”. Così racconta Ponnya, poeta birmano e giornalista  scappato in Thailandia dopo i massacri dell’88.

Colombia: minacciato di morte giornalista italiano
Angelo Falleti, corrispondente dalla Colombia di Reporter Associati è stato costretto a lasciare Bogotà dopo aver ricevuto minacce di morte che hanno coinvolto la sua famiglia, da parte degli "squadroni della morte" delle Auc. Ecco il suo drammatico racconto scritto al suo rientro in Italia.

Cuba: liberato giornalista dopo sei anni di carcere

Il giornalista cubano Bernardo Rogelio Arévalo Padrón ha confermato di aver subìto torture fisiche e psicologiche durante il tempo di detenzione.

Dossier Internet e Palestina: lo stato che non c’è
Tra il 1999 e il 2003, la diffusione di Internet in Palestina è salita dal 2 all’8%, e i navigatori sono passati da 50.000 a 200.000. Un aumento del 2% all’anno che AlJazeera.net – la fonte di questi dati – definisce come “qualcosa da festeggiare”, tenuto conto che il paese è in condizioni socio-economiche terribili, soffre di una drammatica instabilità politica, e che quasi l’80% dei palestinesi nei territori occupati vive sotto la soglia di povertà, con meno di 2 dollari al giorno.

Bulgaria: la torta ghiotta della pubblicità
Il direttore della rete televisiva pubblica appalta ad una società russa l'intermediazione sui contratti pubblicitari. Scoppia la polemica su un servizio pubblico che di pubblico, affermano i critici, ha oramai molto poco.

World Press 2003
La fotografia di un prigioniero di guerra iracheno incappucciato che abbraccia il figlio piccolo e spaventato dietro il filo spinato ha vinto il prestigioso premio della World Press Photo per il 2003. Lo scatto è del fotografo francese Jean-Marc Bouju, per conto dell'agenzia Associated Press.

Rifiuti e armi in Somalia e Mozambico, la storia di Ilaria Alpi
La trascrizione integrale dell’audizione tenuta dai magistrati Gualdi e Romanelli alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul traffico dei rifiuti che si è svolta il 28 gennaio

Cina: cresce l’attivismo su Internet e aumentano i controlli, denuncia di Amnesty International
Dal novembre 2002 in Cina c’è stato un drammatico aumento del numero di persone arrestate o condannate per aver espresso le proprie opinioni online o per aver scaricato informazioni da Internet: il numero dei prigionieri è salito a 54, con un incremento del 60 per cento rispetto alla fine del 2002

Cecenia, chi non vuole la pace?
Intervista ad Aleksandr Alekseevic Lomtev, presidente dell’Associazione capiredattori dei giornali locali della Federazione russa e membro dell’Unione russa dei giornalisti.

Angola: come comportarsi con la democrazia
Un articolo di Rafael Marques, giornalista e poeta angolano.

Il premio "Città di Siena-ISF", giunto alla quarta edizione, è stato assegnato all'International Federation of Journalists in rappresentanza di tutti i giornalisti morti in Iraq nell'ultimo conflitto

Informazione senza frontiere vince la seconda edizione del premio di giornalismo ‘Maria Grazia Cutuli’

Al Jazeera censurata
Dietro ispirazione dell'amministrazione USA, cadono le teste nell'emittente qatarense. Cacciati giornalisti e disegnatori satirici giudicati «antiamericani». 

Euskal Erria: la solidarietà rimossa
Nel paese basco, da metà marzo del 2003, si è inasprita la lotta e ed è stato chiuso 'Egunkaria', l'unico quotidiano integralmente in lingua basca

Croazia: timori per la libertà di stampa
A Opatija si sono ritrovati i giornalisti croati.

Iraq: quando muore un reporter a Baghdad
Il giornalista di Al-Jazeera Tarek Ayyoub muore l'8 aprile 2003 all'interno della redazione a Baghdad sotto i colpi dei missili Usa. La moglie di Tarek rivela come apprese la notizia. Da come quel giorno la sua vita è cambiata e come quel bombardamento fosse mirato proprio a colpire i giornalisti di Al-Jazeera.

Il re del Marocco è indulgente
Indulto per giornalista che aveva pubblicato caricature del re

BBC, va via anche il reporter  
Cade anche la testa di Andrew Gilligan, il giornalista della BBC che ha denunciato le manipolazioni del dossier sull'Iraq da parte del governo. Gilligan ha dichiarato che «la decisione di andarmene è soltanto mia. Mi dimetto per proteggere la Bbc che amo e di nuovo chiedo scusa per gli errori che ho commesso nei miei servizi». Se Tony Blair sperava di mettere il punto finale a questa vicenda dopo l'assoluzione di Hutton, le dimissioni di Gilligan assicurano che girare pagina non sarà possibile. Perché, come ha detto lo stesso giornalista, «la Bbc collettivamente è stata vittima di una profonda ingiustizia».

Caso Blair versus BBC: «minaccia ai giornalisti indipendenti»
«Le critiche di Lord Hutton a Andrew Gilligan e alla Bbc sono infondate e il rapporto è una minaccia all'indipendenza giornalistica in questo paese». E' durissimo Jeremy Dear, segretario nazionale del sindacato dei giornalisti britannici (NUJ), nel commentare il rapporto Hutton.

BBC: assunto caporedattore di Al Jazeera
Dopo aver «suggerito» le dimissioni allo showman anti-islamico, la Bbc assume Ibrahim Helal, caporedattore della televisione araba più temuta in occidente. È polemica: l'emittente pubblica inglese viene accusata di favorire la comunità mediorientale

BBC: il presentatore antiarabo è fuori
Robert Kilroy-Silk, dopo 17 anni di carriera, ha annunciato le sue dimissioni. Ex deputato laburista e personaggio controverso dello schermo, è stato al centro di polemiche per aver accusato i musulmani di essere dei «kamikaze, amputa-arti, oppressori di donne»

In Tailandia i media hanno dovuto far fronte a numerose restrizioni nel 2003
Il Thai Journalists Association ha definito il 2003 un anno di controllo per l'informazione tailandese. I media hanno fatto ricorso all'autocensura e hanno rinunciato alle critiche nei confronti delle autorità in conseguenza della pressione del governo

Usa: stop ai cartelli
Il Congresso blocca un tentativo di concentrazione dei media. La legge proposta da Bush ha fatto paura anche ai repubblicani.

«Le truppe Usa contro i giornalisti»
30 media americani (anche l'Associated Press) accusano il Pentagono: "In Iraq i reporter sotto minaccia fisica"
 

   

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