|
Liberato in Cina un giornalista dopo dodici anni di prigione
Ma altri 87 tra giornalisti, scrittori
e dissidenti informatici rimangono ancora incarcerati
L'informazione in Cina, spot e propaganda
13 canali free,
uno solo di notizie e 6 a pagamento. Viaggio nei media
Spagna: arrestato giornalista di Al Jazeera
Noto per aver intervistato bin Laden, Tayssir
Allouni, è accusato di appoggiare al Qaida. Spagnolo
di origine siriana, Allouni era stato arrestato per la prima volta nel settembre
2003.
Iran: I «sovversivi» messi in rete
Ventun giornalisti arrestati
negli ultimi due mesi. Giornali e, soprattutto, siti web chiusi d'autorità.
L'attacco dei conservatori in Iran prende di mira l'informazione per ingabbiare
una società che cambia.
Se
la notizia è già nota
di Franco Carlini
Il punto di vista diventa l'elemento
decisivo per qualificare l'informazione
quando le notizie sono ormai patrimonio
pubblico. Le alternative? Un quotidiano
che insegue i lettori, o una selezione via
software del già scritto o detto.
Notizie
firmate
Donald Rumsfeld, assieme ai suoi funzionari sta preparando una struttura con il
duplice compito d'influenzare l'opinione pubblica all'estero e confondere il
nemico con la diffusione di notizie false. Secondo quanto riportato dal New
York Times, il dibattito all'interno del ministero della difesa Usa è «aspro e
d'alto livello».
Quel
grido muto dalla piazza di Kiev
di Stefano Marcelli
- segretario generale di Informazione senza
frontiere
France 2, l'informazione non è «fiction»
La rete francese denuncia chi l'accusa di avere «inscenato» la morte del bimbo
palestinese
Buone
notizie, ma infondate. Sulla Bbc
«Accettiamo la
piena responsabilità per la catastrofe di Bhopal», dice un portavoce
di Dow Chemical intervistato dalla Bbc: e annuncia un risarcimento
di 12 miliardi di dollari. Troppo bello per essere vero: e infatti
era un falso clamoroso che ha costretto l'emittente britannica a
fare le sue scuse. Rivendicato dal gruppo «Yes Men»
Nuovi
media si affacciano in Iraq
Incontro con Faisal Al Yasiri, l'imprenditore iracheno che nel suo paese ha
lanciato l'emittente satellitare Al Diyar Sat dopo aver lavorato a Baghdad per
la tv di Saddam e poi per Al Jazeera. «Un settore in esplosione grazie
all'iniziativa dei privati cittadini o di consorzi con imprenditori arabi»
Iraq: la
morte in diretta
E' morto davanti
alle telecamere, mentre raccontava la battaglia
di Bagdad, il giornalista palestinese Mazen Al
Tomaizi, 26 anni, ucciso durante un
bombardamento di elicotteri statunitensi.
In
guerra al tempo del telegrafo
Il mestiere del corrispondente
di Sandro Viola
(fonte: la Repubblica)
The press
has let the country down
di Stefano Marcelli
Relazione letta al Forum Sociale Europeo di
Londra nel corso del seminario "The lies of war
- exposing propaganda and fighting censorship"
FBI sequestra i server di Indymedia
Un atto che ha colpito più di
20 siti di Indymedia in tutto il mondo, compreso quello
italiano.
La
Commissione per i diritti umani delle Nazioni
Unite si esprime a favore di un giornalista
dello Sri Lanka in merito a un caso di attacco
alla libertà d’espressione
Filippine:
rapporto sulla "cultura dell´impunità" attorno ai casi di morte dei
giornalisti
Cuba: il giornalista Fabio Prieto Llorente inizia il suo terzo sciopero
della fame
Iraq:
l´albergo maledetto di Baghdad
dove i giornalisti scompaiono
Algeria:
«Le Matin», fine annunciata di un giornale
troppo scomodo
Iraq«Via dalla città santa o il reporter è morto»
Micah Garen, preso
a Nassiriya. Su al Jazeera cinque uomini armati
a volto coperto e un prigioniero in ginocchio
identificato come il giornalista americano
rapito 6 giorni fa. Chiedono il ritiro da Najaf
in 48 ore.
Angola: si organizzano le elezioni mentre ancora vengono violati i diritti sulla
libertà di stampa
La pace in Angola sembrava aver aperto la strada allo sviluppo della libertà
d’espressione, di associazione e assemblea ma l’Osservatorio per i Diritti Umani
ha affermato, in un dossier, che queste libertà vengono tuttora violate
all’interno del paese. Il 2 luglio scorso il consiglio ha suggerito di
organizzare le elezioni generali nel 2006, le prime dal 1992. Il dossier
"Unfinished Democracy: Media and Political Freedoms in Angola" nota come la
detenzione e le pressioni nei confronti dei giornalisti siano diminuiti dal
2002, dalla fine della guerra civile, e come le autorità siano diventate più
tolleranti verso l’attività politica di opposizione.
Ma questi cambiamenti sono limitati spesso alla sola capitale angola: Luanda. In
tutta la nazione invece gli ufficiali del governo usano spesso la violenza
contro gli attivisti di opposizione e non esistono mezzi di informazione
indipendenti.
Ucraina:
mezzi d’informazione sotto pressione per
l’avvicinarsi delle elezioni
Mentre i cittadini ucraini si preparano a votare
per le elezioni presidenziali di ottobre, i
media sono sotto assedio Della difficile
situazione dell'informazione nel Paese ne parla
il dossier “Sotto assedio: i mezzi
d’informazione e le elezioni presidenziali 2004
in Ucraina”, già reso pubblico nell’ottobre del
2003 e ora aggiornato per riflettere la
condizione della stampa dagli inizi del 2004.
Uganda:
messaggio via etere per convincere i ribelli ad
arrendersi
Il messaggio arriva dalle frequenze di 'Radio
Wa', quando il dj abbassa la musica e lascia
spazio alle parole. "Ehi, Okot, che aspetti a
buttare il kalashnikov e a tornare con la tua
famiglia? I tuoi ti stanno aspettando: esci dal
nascondiglio, abbandona la ribellione e torna
con noi al villaggio". Okot è un ribelle, uno
dei 'totong' - come li chiamano in lingua lango
- attivi da 18 anni nei distretti settentrionali
del nord Uganda.
Iran:
"la mia lotta al potere a colpi di satira
"Fino a quando in Iran non si è
arrivati a chiudere 35 giornali in un anno,
molta gente nel mondo aveva una vaga idea di
come fosse questo Paese e spesso lo confondeva
con l’Iraq. Ma c’è una fondamentale differenza:
in Iraq tutto è tragedia, in Iran invece è
commedia". A sostenerlo è uno che della comicità
ha fatto il suo pane quotidiano e la propria
ragione di vita: Seyyed Ebrahim Nabavi,
giornalista e scrittore di satira politica tra i
più noti nella nazione mediorientale, autore di
46 libri, diversi documentari e sceneggiature,
imprigionato due volte dalle autorità di Teheran
e oggi in esilio in Belgio.
Russia:
chiude "Libertà di parola", il più seguito
talk show russo
La rete televisiva Ntv cancella il programma
condotto da Savik Shuster: troppe critiche al
Cremlino. Un altro passo verso la
"normalizzazione" dell´informazione. Alla
direzione della rete un uomo di fiducia del
presidente Putin.
Algeria,
manette alla stampa libera
Il governo di Bouteflika arresta i giornalisti
«scomodi» e chiude i giornali che ne criticano
le scelte politiche Tra gli altri, Mohamed
Benchicou, il direttore del quotidiano «le
Matin», la cui sede è stata messa sotto
sequestro e venduta all'asta. Mobilitazione in
tutto il paese.
BbC,
50 anni vissuti «pericolosamente»
Le news della tv di stato britannica compiono
mezzo secolo. Nella storia della British
Broadcasting Company il 2003 sarà ricordato come
il periodo più difficile: l'accusa al governo di
aver manipolato il dossier sulle armi di
distruzione di massa in Iraq costò la testa del
direttore. Oggi al suo posto siede Mark Thompson
pronto a risanare la crisi con un programma
ambizioso e rischiosi tagli.
Iran: un anno di detenzione arbitraria per tre
giornalisti
Reza Alijani, caporedattore del mensile Iran-e-Farda, Hoda
Saber, uno dei direttori di Iran-e-Farda, e
Taghi Rahmani, del settimanale Omid-e-Zangan,
detenuti dal 14 giugno 2003 "celebrano"
tristemente il loro primo anniversario di
detenzione arbitraria.
Bbc-Al Jazeera, è concorrenza
L'emittente inglese, che ha fatto scuola ai migliori
giornalisti della tv satellitare del Qatar, va sul
mercato con le sue news televisive in arabo, «aiutata»
da Ibrahim Helal, reporter che ha tenuto le fila per
anni della regina dell'informazione in Medioriente
La tv egiziana è imbavagliata
Al Nile Hotel, un dibattito promosso dalla Bbc sullo
stato della stampa araba
Dichiarazione rilasciata all'undicesimo Meeting
generale di Baku, in Azerbaijan
Condannate le violazioni alla libertà d'informazione
in otto stati del continente africano
Il Congo senza mosche sul viso
L'informazione dal basso del giornalista Jean
Léonard Touadi
Quando il silenzio del popolo parla
di Rafael Marques
Giornalista e poeta angolano,
Marques nell'ottobre 2000, è stato inderdetto da
un tribunale a pubblicare, viaggiare e parlare
in pubblico durante 5 anni. Da allora i suoi
scritti possono solo circolare all’estero.
Rivolta contro la concentrazione dei media
La campagna che vedrà confrontarsi George W.
Bush e John Kerry permetterà senza dubbio di
affrontare la questione dell'informazione
manipolata - in particolare al momento della
guerra in Iraq - e quella della concentrazione
capitalista nei media.
Colombia: nel paese domina l'impunità nei casi
di assassinio di giornalisti
Nel sesto anniversario dell'assassinio del
giornalista Nelson Carvajal il risultato di
un'indagine sull'andamento di processi
giudiziali di 51 crimini per ragioni
professionali.
Myanmar (ex Birmania): la
giunta militare proibisce la libera copertura giornalistica del Congresso
Nazionale
Il governo militare birmano ha deciso di bloccare qualsiasi
discussione libera all'interno della Convenzione Nazionale. Le autorità si sono
rifiutate di garantire i visti ai giornalisti, i
quali peraltro, sono stati più volte minacciati.
L'Associazione birmana dei mass media (BMA) ha
fatto appello al primo ministro affinché sia
istituito un ufficio stampa collegato a livello
internazionale e ha chiesto che siano liberati
tutti i giornalisti ad oggi imprigionati.
Turchia:
l’osservatorio per i diritti umani invita il
governo a migliorare le proprie leggi per
aderire all’offerta dell’EU sulla libertà di
stampa
Sanzioni contro il governo bielorusso
accusato per le indagini insoddisfacenti sulla sparizione di un giornalista
L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa
ha approvato una risoluzione con la quale sono
state emanate sanzioni contro il
governo bielorusso, accusato di non aver
adeguatamente investigato su una serie di
rapimenti, compreso quello, avvenuto nel luglio
2000, del giornalista Dmitry Zavadsky.
Missione di solidarietà dell'International
Federation of Journalists in Iraq per la
sicurezza e l'unità tra i giornalisti
Concluso a Ginevra il Summit mondiale
sulla società dell’informazione
Il quinto potere
Nato il Media Watch Global
"Io, per sei giorni nelle mani dei ribelli"
Il
diario di Michal Kubal, giornalista ceko rapito
e rilasciato in Iraq.
Fusione alla francese tra i colossi dei media
La concentrazione dell'informazione è una delle
aspirazioni dell'Eliseo. Così Chirac manovra per
creare un gigante dall'unione di Vivendi
Universal con il gruppo Lagardère.
Myanmar
(ex Birmania): così muore la libertà di stampa
"Libertà di stampa? Nel mio paese la censura
elimina le pagine scomode dai libri. Capita,
così, di passare dalla pagina 18 alla 21. Quello
che succede in mezzo bisogna inventarselo. Prima
il regime copriva con un inchiostro d’argento le
parole ma poi scoprì che la gente lo cancellava
con l’alcool e cominciò ad usare quello nero,
troppo riconoscibile per l’opinione
internazionale. Così ora fa eliminare le
pagine”. Così racconta Ponnya, poeta birmano e
giornalista scappato in Thailandia dopo i
massacri dell’88.
Colombia:
minacciato di morte giornalista italiano
Angelo Falleti, corrispondente dalla Colombia di
Reporter Associati è stato costretto a lasciare Bogotà dopo aver ricevuto
minacce di morte che hanno coinvolto la sua famiglia, da parte degli "squadroni
della morte" delle Auc. Ecco il suo drammatico racconto scritto al suo rientro
in Italia.
Cuba:
liberato giornalista dopo sei anni di carcere
Il giornalista cubano
Bernardo Rogelio Arévalo Padrón ha confermato di
aver subìto torture fisiche e psicologiche
durante il tempo di detenzione.
Dossier
Internet e Palestina: lo stato che non c’è
Tra il 1999 e il 2003, la diffusione di Internet
in Palestina è salita dal 2 all’8%, e i
navigatori sono passati da 50.000 a 200.000. Un aumento del 2% all’anno che
AlJazeera.net – la fonte di questi dati – definisce come “qualcosa
da festeggiare”, tenuto conto che il paese è in condizioni socio-economiche
terribili, soffre di una drammatica instabilità politica, e che quasi l’80% dei
palestinesi nei territori occupati vive sotto la soglia di povertà, con meno di
2 dollari al giorno.
Bulgaria: la torta ghiotta della pubblicità
Il direttore della rete televisiva pubblica appalta ad una società
russa l'intermediazione sui contratti pubblicitari. Scoppia la polemica su un
servizio pubblico che di pubblico, affermano i critici, ha oramai molto poco.
World
Press 2003
La fotografia di un prigioniero di guerra
iracheno incappucciato che abbraccia il figlio piccolo e
spaventato dietro il filo spinato ha vinto il prestigioso
premio della World Press Photo per il 2003. Lo scatto è del
fotografo francese Jean-Marc Bouju, per conto dell'agenzia
Associated Press.
Rifiuti e armi in
Somalia e Mozambico, la storia di Ilaria Alpi
La trascrizione integrale dell’audizione tenuta
dai magistrati Gualdi e Romanelli alla
Commissione parlamentare d’inchiesta sul
traffico dei rifiuti che si è svolta il 28
gennaio
Cina: cresce l’attivismo su Internet e aumentano
i controlli, denuncia di Amnesty International
Dal novembre 2002 in Cina c’è stato un
drammatico aumento del numero di persone
arrestate o condannate per aver espresso le
proprie opinioni online o per aver scaricato
informazioni da Internet: il numero dei
prigionieri è salito a 54, con un incremento del
60 per cento rispetto alla fine del 2002
Cecenia, chi non vuole la pace?
Intervista ad Aleksandr Alekseevic Lomtev,
presidente dell’Associazione capiredattori dei
giornali locali della Federazione russa e membro
dell’Unione russa dei giornalisti.
Angola:
come comportarsi con la democrazia
Un articolo di Rafael Marques, giornalista e
poeta angolano.
Il
premio "Città di Siena-ISF", giunto alla quarta
edizione, è stato assegnato all'International
Federation of Journalists in rappresentanza di
tutti i giornalisti morti in Iraq nell'ultimo
conflitto
Informazione senza frontiere
vince la seconda edizione del premio di giornalismo
‘Maria Grazia Cutuli’
Al Jazeera censurata
Dietro ispirazione dell'amministrazione USA, cadono le teste nell'emittente
qatarense. Cacciati giornalisti e disegnatori satirici giudicati
«antiamericani».
Euskal Erria:
la solidarietà rimossa
Nel paese basco, da
metà marzo del 2003, si è inasprita la lotta e ed è
stato chiuso 'Egunkaria', l'unico quotidiano
integralmente in lingua basca
Croazia: timori per la libertà di stampa
A Opatija si sono ritrovati i giornalisti
croati.
Iraq: quando
muore un reporter a Baghdad
Il giornalista di Al-Jazeera Tarek Ayyoub muore
l'8 aprile 2003 all'interno della redazione a Baghdad sotto
i colpi dei missili Usa. La moglie di
Tarek rivela come apprese la notizia. Da come quel giorno
la sua vita è cambiata e come quel bombardamento fosse
mirato proprio a colpire i giornalisti di Al-Jazeera.
Il re del Marocco
è indulgente
Indulto per
giornalista che aveva pubblicato caricature del
re
BBC,
va via anche il reporter
Cade
anche la testa di Andrew Gilligan, il giornalista della BBC che ha denunciato le
manipolazioni del dossier sull'Iraq da parte del governo. Gilligan ha dichiarato
che «la decisione di andarmene è soltanto mia. Mi dimetto per proteggere la Bbc
che amo e di nuovo chiedo scusa per gli errori che ho commesso nei miei
servizi». Se Tony Blair sperava di mettere il punto finale a questa vicenda dopo
l'assoluzione di Hutton, le dimissioni di Gilligan assicurano che girare pagina
non sarà possibile. Perché, come ha detto lo stesso giornalista, «la Bbc
collettivamente è stata vittima di una profonda ingiustizia».
Caso Blair versus BBC: «minaccia ai giornalisti indipendenti»
«Le critiche di Lord Hutton a Andrew Gilligan e alla Bbc
sono infondate e il rapporto è una minaccia all'indipendenza giornalistica in
questo paese». E' durissimo Jeremy Dear, segretario nazionale del sindacato dei
giornalisti britannici (NUJ), nel commentare il rapporto Hutton.
BBC: assunto caporedattore di Al Jazeera
Dopo aver «suggerito» le dimissioni allo showman
anti-islamico, la Bbc assume Ibrahim Helal, caporedattore della televisione
araba più temuta in occidente. È polemica: l'emittente pubblica inglese viene
accusata di favorire la comunità mediorientale
BBC:
il presentatore antiarabo è fuori
Robert Kilroy-Silk, dopo 17 anni di carriera, ha
annunciato le sue dimissioni. Ex deputato laburista e
personaggio controverso dello schermo, è stato al
centro di polemiche per aver accusato i musulmani di
essere dei «kamikaze, amputa-arti, oppressori di
donne»
In Tailandia i media hanno dovuto far fronte a
numerose restrizioni nel 2003
Il Thai Journalists Association ha definito
il 2003 un anno di controllo per l'informazione tailandese.
I media hanno fatto ricorso all'autocensura e hanno
rinunciato alle critiche nei confronti delle autorità in
conseguenza della pressione del governo
Usa:
stop ai cartelli
Il Congresso blocca un tentativo di concentrazione dei media.
La legge proposta da Bush ha fatto paura anche
ai repubblicani.
«Le
truppe Usa contro i giornalisti»
30 media americani (anche l'Associated Press) accusano
il Pentagono: "In Iraq i reporter sotto minaccia
fisica"
|