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Archivio articoli 2006 
 


 

Natale 2006, le Nazioni Unite e la strage dei giornalisti
26 dicembre 2006
di Roberto Reale (segretario generale di ISF)
Le atrocità contro i civili portano le fazioni armate a volere la eliminazione di tutti i testimoni. Lo dice una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (numero 1738 riguardante la protezione dei giornalisti in aree di conflitti, approvata all'unanimità il 23 dicembre). Siamo davanti a un vero e proprio  “crimine di guerra”. La comunità internazionale comincia ad accorgersi dei rischi che corrono gli operatori dell’informazione. A tacere sono invece i grandi media...  

Russia: costituita Commissione  di inchiesta contro gli attacchi alla libertà di informazione
26 dicembre 2006
di Roberto Natale
Stavolta l’emozione e l’indignazione non si sono spente in pochi giorni, e anzi si sono trasformate in testarda domanda di giustizia. Due mesi dopo l’omicidio di Anna Politkovskaya, freddata davanti all’ascensore di casa sua a Mosca dopo esser tornata viva da decine di viaggi in Cecenia, la rabbia dei suoi colleghi russi e di tutto il mondo si organizza e diventa strumento di intervento. A Londra, su iniziativa della Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) e del sindacato russo, è stata costituita una Commissione internazionale di inchiesta per contrastare l’impunità che circonda la strage silenziosa messa in atto in Russia in questi anni contro l’informazione...

Il  giornalista croato Drago Hedl premiato dal Comitato di Helsinki
20 dicembre 2006
"Drago Hedl ha dimostrato che la realizzazione del mestiere del giornalista si consegue con tenacia nella lotta all'indifferenza nei confronti della violazione dei diritti umani". Con queste parole la sezione croata del Comitato di Helsinki ha voluto premiare Drago Hedl, tra i principali giornalisti croati e corrispondente dell'associazione Osservatorio sui Balcani..

Rapporto CPJ: aumenta il numero dei giornalisti imprigionati per aver scritto su Internet
19 dicembre 2006
Il numero di giornalisti arrestati nel mondo  aumentato per il secondo anno consecutivo e uno su tre è un giornalista che lavora su Internet, secondo un rapporto del Committee to Protect Journalist (CPJ) di New York. Il rapporto annuale calcola al primo dicembre 2006 in 134 il numero di giornalisti e operatori dei media, incarcerati nell'anno, sei in più che nel 2005. Cina, Cuba, Eritrea e Etiopia sono le prime quattro nazioni (in questa classifica tutt'altro che virtuosa) tra le 24 nel mondo che hanno imprigionato giornalisti... .


Siamo noi le persone dell’anno
18 dicembre 2006
di Roberto Reale (segretario generale di ISF)
A dircelo è Time assegnando a noi che usiamo la Rete il titolo di Protagonisti del 2006. Attenzione però:  il settimanale americano non ha voluto premiare un fatto di costume, ma un dato di  enorme significato politico.  Non facciamoci distrarre da chi punterà a ridurre la questione a semplice curiosità.  Lo meritiamo o no questo riconoscimento? Cos’è la democrazia digitale?..

Bianet, oltre la notizia
18 dicembre 2006
Bianet (Rete di informazione indipendente) è una delle più interessanti realtà del mondo dell’informazione indipendente in Turchia, un sito internet ma non solo. Un'intervista a Ertugrul Kürkçü, coordinatore del progetto...

Libertà di stampa? L'Italia e gli altri
di Roberto Reale
Conviene leggere con attenzione  il rapporto di Reporters sans Frontières sulla libertà di stampa nel mondo. Analizzate le ragioni del 40esimo posto dell’Italia. Guardate poi la posizione di Cina, Russia e Stati Uniti.  Non c’è da stare tranquilli su un pianeta dominato da guerre e autoritarismi
Background
Classifica mondiale della libertà di stampa 2006
(in francese)

Redatta da Reporters sans Frontières

Il nemico
7 dicembre 2006   
La storia di un cameraman di Al-Jazeera, in prigione a Guantanamo da cinque anni senza prove o processo. Avrà mai la possibilità di difendersi?

Fuoco sui reporter: marines alla sbarra
7 dicembre 2006   
La Spagna processa tre soldati americani Nel 2003 un carro Abrahm fece fuoco contro l'Hotel Palestine, a Baghdad, uccidendo Josè Couso, cameraman spagnolo e Taras Protsyuk, cameraman della Reuters. E ora Madrid apre un processo mai visto...

Background
Dossier HOTEL PALESTINE: PERMISSION TO FIRE?
Il rapporto del Committee to Protect Journalists, basato su interviste rivolte a una dozzina di giornalisti inviati che erano presenti nel luogo dell'attacco, incluso due giornalisti embedded che monitoravano il traffico militare via radio prima e dopo il bombardamento.


Pechino 2008, Giochi senza censure
7 dicembre 2006  
Articolo 6: "Per intervistare organizzazioni o individui in Cina i giornalisti stranieri hanno bisogno solo del consenso degli interessati". In due righe scarne questo è l'annuncio di una ritirata strategica della censura cinese, un'apertura senza precedenti in vista delle Olimpiadi di Pechino nel 2008. Per la prima volta il regime cinese rinuncia a controllare l'attività dei giornalisti stranieri sul suo territorio, e questo non riguarda solo la copertura degli avvenimenti sportivi ma ogni genere di inchiesta e reportage su temi politici, sociali, ambientali, religiosi. Si conferma così che la Cina vuole usare la vetrina dei Giochi olimpici per affermarsi come una superpotenza "rispettabile" e rassicurare l'Occidente. Restano però in vigore le gravi restrizioni ai danni della stampa locale...


«Io, giornalista, in fuga dall'Italia»
7 dicembre 2006  
Aladji Camara è un rifugiato «doc»: ex direttore di un giornale in Guinea Conakry, in fuga per i suoi articoli. Il duro impatto con il nostro paese, la condizione di richiedente asilo...


L’informazione sulla Rete? Incredibilmente più ricca di quella tradizionale
6 dicembre 2006    
di Roberto Reale (segretario generale di ISF)
C’è un corrispondente da Baghdad che si confessa: passo la maggior parte del mio tempo cercando notizie su Internet. Ci sono i siti dei movimenti ormai in grado di analizzare in “tempo reale” i comportamenti dei grandi media e di raccogliere opinioni e commenti. L’informazione tradizionale è il passato. Il futuro è sempre più  sulla Rete...


Egitto: la rivolta dei blogger
4 dicembre 2006    
"L’Egitto non ama guardarsi allo specchio, o meglio, si guarda e ciò che vede non gli piace. Quindi, invece di cambiare, preferisce coprire lo specchio e nasconderne il riflesso". Ha le idee chiare Sam Adam, 25 anni, autore di ‘Sand Monkey’, uno dei blog più letti del Cairo. Dove un esercito di giovani, sfruttando la rete, si oppone al regime di Mubarak...


Somalia: la drammatica avventura dell'inviato del Corriere della Sera
4 dicembre 2006    
Massimo Alberizzi arrestato e portato all'aeroporto di Mogadiscio. "Sembrava tutto pronto per un'esecuzione. L'ambientazione (la pista deserta dell'aeroporto di Mogadiscio), i sicari (islamici) e la vittima, come negli ultimi film sul tema, io. Ma alla fine è andata bene. Ora so che cos'è il terrore...

Iran: Internet, accesso negato
29 novembre 2006  
di Kimia Sanati  
Alcuni funzionari iraniani non hanno gradito l’etichetta affibbiata al loro paese da Reporters sans frontières che l’ha definito uno dei 13 buchi neri del mondo, e hanno fatto sapere che continueranno a proteggere quelli che considerano i principi morali della loro società...

Bangladesh: la violenza contro la stampa continua mentre il Parlamento europeo adotta una risoluzione sull'argomento
22 novembre 2006    
Mentre il  Parlamento europeo ha adottato il 16 novembre 2006 una risoluzione sulla situazione della libertà di stampa e sui diritti umani in Bangladesh, le minacce e le aggressioni si susseguono nel Paese. Nello spazio di una settimana sei giornalisti sono stati vittime di violenze...  

Sui primi quattro giorni di Al Jazeera International
20 novembre 2006  
di Roberto Reale (segretario generale di ISF)
L’hanno chiamata l’edizione inglese della tv di Bin Laden. Ma Al jazeera International è ben altro. Mette il Sud del mondo al centro del palinsesto: ribalta la prospettiva dei network occidentali. E il primo botto è arrivato da un’intervista a Blair che ha ammesso il “disastro iracheno”...

Eritrea: tre giornalisti sarebbero morti durante la loro prigionia nel carcere di Eiraeiro
17 novembre 2006  
Reporters sans frontières esige che il governo eritreo fornisca delle prove immediate della sopravvivenza di tre giornalisti detenuti arbitrariamente dal settembre 2001. L’organizzazione è stata informata, da fonti attendibili, del possibile decesso di tre reporter, avvenuto tra il 2005 e il 2006, nella prigione di Eiraeiro, in una zona desertica nord-orientale del Paese...

"Corrotti da capo a piedi"
14 novembre 2006  
di Roberto Reale (segretario generale di Information Safety and Freedom)
Un documento di straordinaria utilità.  Si tratta della traduzione integrale di quanto ha scritto su Anna Politkovskaya e sul suo assassinio l’edizione russa di Wikipedia. E’ un’occasione unica per saperne di più sul delitto e per misurare il livello di libertà di espressione in quel paese...

Al Jazeera e la rivoluzione dei media arabi: l'analisi di Lawrence Pintak, dell'American University of Cairo sul sito dell'emittente del Qatar
14 novembre 2006  
"C'è una rivoluzione in corso nel mondo arabo. E' la rivoluzione che sta cambiando il prisma attraverso il quale gli arabi guardano gli eventi del mondo e del loro 'giardino'. Una rivoluzione che sta riforgiando il modo in cui la gente comune osserva i suoi leader e il modo in cui essi interagiscono con il popolo. Questa è una rivoluzione dei media e nessuno è meno interessato dei giornalisti stessi. La questione del loro ruolo è oggi al top dell'agenda nel mondo arabo". L'analisi di Lawrence Pintak, direttore dell'Adham Center per il giornalismo elettronico all'American University del Cairo, pubblicato sul sito di Al Jazeera (edizione inglese) nello speciale per il decennale - e il lancio del nuovo canale in lingua inglese previsto alle 12 del 15 novembre- che l'emittente sta offrendo ai suoi lettori...


Assegnati i premi al concorso internazionale dei blog organizzato dalla Deutsche Welle
12 novembre 2006  
Tra i vincitori della categoria "libertà di espressione" anche un premio speciale per due blogger iraniani...

Condanna di Saddam: il parere di Selwa Zako, decana dei giornalisti iracheni
7 novembre 2006
di Mirella Marzoli 
Quasi mezzo secolo di esperienze, di lavoro e sofferenze, Selwa Zako è considerata a tutti gli effetti la decana dei giornalisti iracheni. Giornalista comunista, incarcerata da Saddam Hussein, è stata alcuni giorni in Italia per ricevere il Premio giornalistico "Città di Siena-ISF".  Prima che lasciasse l'Italia e dopo la notizia della condanna a morte di Saddam Hussein, la redazione esteri del Giornale radio Rai l'ha intervistata...  

Reporters sans frontières ha pubblicato un rapporto sul controllo di Internet a Cuba
20 ottobre 2006  
Intitolato "Internet à Cuba : un Réseau sous surveillance", il rapporto - realizzato da un giornalista francese che ha trascorso molte settimane sull'isola per condurre l'inchiesta - è uno studio accurato del controllo esercitato sul web dalle autorità cubane...


Bangladesh: direttore di settimanale rischia la pena di morte con l'accusa di spionaggio e sedizione
19 ottobre 2006  
Le tragiche vicissitudini di Salah Uddin Shoaib Choudhury, direttore del tabloid settimanale 'Blitz International,' giornalista musulmano moderato,  sostenitore del dialogo interreligioso, avversario dichiarato dei gruppi fondamentalisti cui ha dedicato numerose inchieste, e fautore dell’amicizia ebraico-islamica e dell’instaurazione di normali rapporti diplomatici fra Israele e il Bangladesh...


La stampa albanese in bancarotta
19 ottobre 2006  
Un commentatore del quotidiano albanese 'Gazeta Shqiptare' lancia l’allarme per le condizioni in cui versa la carta stampata in Albania. E non mancano gli spunti per la soluzione della crisi... 

Anna e Antonio uccisi due volte
16/10/2000: muore Antonio Russo

16 ottobre 2006
 
di Stefano Marcelli (presidente di Information Safety and Freedom)
Sei anni fa, la mattina del 16 ottobre 2000, Antonio Russo veniva trovato morto al ciglio di una strada, nei pressi di Tiblisi, in Georgia, dove si trovava per raccogliere documenti sulle atrocità commesse dai russi nella guerra russo-cecena.

Repubblica democratica del congo: radio Bonanga va in giro a piedi
15 ottobre 2006
In un villaggio sperduto del Congo, privo di acqua, elettricità e strade, Soka Ilonga gira tutto il giorno gridando notizie nel megafono. E ora la sua apprezzata «radio» vuol crescere...


Non è stato un incidente: inchiesta britannica accusa gli Usa di aver ucciso il reporter Terry Lloyd in Iraq nel 2003
13 ottobre 2006
Ucciso illegalmente": è il verdetto ufficiale del medico legale britannico che ha concluso l'inchiesta sulla morte di Terry Lloyd, giornalista della Itv ucciso nel 2003 in Iraq. Nessun 'fuoco amico', nessun 'danno collaterale', l'azione dei militari Usa fu proditoria e deliberata: il coroner chiederà ai magistrati britannici il rinvio a giudizio dei militari che spararono. Un crimine di guerra, secondo il Sindacato nazionale dei giornalisti...

Inferno iracheno
12 ottobre 2006
di Roberto Reale (segretario generale di Information Safety and Freedom)
Prendete il mappamondo, fatelo girare. Con un dito scegliete la capitale di uno stato, una qualsiasi. A questo punto pensate a una successione di eventi. Ipotizzate che stamattina un commando di killer vestiti da poliziotti abbia fatto irruzione in una televisione uccidendo una decina di  persone, compresi il direttore dell’emittente e il capo di un partito che si era presentato alle elezioni. Aggiungete a tutto questo un paio di altre notizie.  Immaginate che nelle ultime 24 ore nella stessa città siano stati trovati i cadaveri legati e torturati di 40 persone e che nel frattempo delle autobomba, esplose in diversi quartieri, abbiano seminato il terrore. Considerate che in quella città  quanto  accaduto oggi è la ripetizione di quanto successo nei mesi precedenti e che domani le cose potrebbero andare anche peggio. Come chiamereste questo atroce incubo?..

Media negli USA: la battaglia del Los Angeles Times
9 ottobre 2006
Le dimissioni - in realtà un malcelato licenziamento in tronco - dell'amministratore delegato del Los Angeles Times, Jeffrey Johnson, sono state una punizione attesa dopo la sua opposizione pubblica all'ultimo taglio di «esuberi» ordinato dalla casa madre di Chicago, e il rifiuto di licenziare cento giornalisti della redazione...

Una perfetta macchina della propaganda
2 ottobre 2006
di Roberto Reale (segretario generale di ISF)
Se non credete alla favola fatta girare dai politici/editori e dai loro seguaci quando dicono che la tv non influisce sugli orientamenti degli elettori, allora vi consigliamo di sintonizzarvi su Foxnews. E di studiare le tecniche con cui questo canale lavora per far vincere ai repubblicani le prossime elezioni per il Congresso americano, ribaltando i pronostici...


I media albanesi tra crisi economica e libertà vigilata
26 settembre 2006
Corruzione, ingerenze politiche, ristrettezza del mercato, scarsità delle risorse pubblicitarie: i media albanesi sono in crisi. Un commento del Direttore del dipartimento di giornalismo all’Università Aleksandër Xhuvani...

La Turchia di Elif Safak, scrittrice alla sbarra
26 settembre 2006
Il tribunale di Istanbul ha proscioltola scrittrice turca Elif Safak  dall'accusa di aver insultato l'identità turca, a causa dai commenti fatti dal personaggio di un suo romanzo a proposito dei massacri di armeni compiuti dall'Impero Ottomano nel 1915. La Turchia rifiuta infatti ancora l'accusa di 'genocidio' relativamente a queste uccisioni di massa, avvenute nei primi anni del Novecento. Sono in molti a pensare che la decisione del tribunale sia stata fortemente influenzata dalle pressioni dell'Unione Europea.


Francia: appello del quotidiano 'Libération' ai lettori, aiutateci a restare liberi
21 settembre 2006
Il quotidiano francese verso la crisi decisiva: la redazione è spaccata, una parte sta con l'editore Rothschild, che presenterà il suo piano «ultima chance»; gli altri si appellano ai lettori più fedeli per avere sostegno indipendente. Il tutto nel mezzo di una crisi di vendite comune a tutti i giornali francesi...

I giornalisti iraniani non possono essere abbandonati
14 settembre 2006

di Ahmad Rafat ( membro del Comitato esecutivo di ISF)


Iraq: scrivere tra gli spari e le bombe
14 settembre 2006

di Ali Fadhil (The New York Times)
...Nell’Iraq di oggi, gli intellettuali sono vittime di una diffusa serie di omicidi, spesso di natura etnica. Molti sono fuggiti dalle loro case, o anche dal loro paese, per proteggere le loro famiglie. Ma una categoria di professionisti non può fuggire la violenza, perché il suo lavoro è strettamente collegato ad essa. Ed è un gruppo che è stato attirato e coltivato dal nuovo Iraq. Si tratta degli operatori dell’informazione e dei media, ed io sono uno di essi...

Cinque anni dopo qualcosa è cambiato
14 settembre 2006
di Roberto Reale (segretario generale di ISF)
E’ un anniversario diverso dai precedenti. Ce lo dicono i numeri di questo 11 settembre. Negli Stati Uniti la “macchina del consenso” conservatrice si è come inceppata. Sono cambiati anche gli orientamenti del pubblico televisivo che sta abbandonando Foxnews la tv militante della destra...


Iran: chiuso l'ultimo giornale riformista
13 settembre 2006
di Marina Forti (il Manifesto)

Due anni fa il quotidiano 'Shargh' aveva accettato di autolimitarsi pur di restare in edicola, unica voce critica. Ora è al bando
...

“Dite la verità sull'11 settembre"
11 settembre 2006
di Roberto Reale (segretario generale di ISF)
I retroscena dell’incredibile storia di uno sceneggiato tv della ABC che dà a Clinton la colpa di non aver voluto catturare Bin Laden. Un’operazione propagandistica  smascherata dai blogger progressisti. Una vicenda che chiarisce il  rapporto fra politica/tv/internet...


Serbia: confusione sulla radiodiffusione
10 settembre 2006
In luglio un provvedimento d'urgenza. E la maggioranza parlamentare in Serbia ha adottato alcuni emendamenti alla legge sulla radiodiffusione. Molte le voci critiche, dalle organizzazioni internazionali, alle associazioni di categoria allo stesso Presidente serbo Tadic...


Radio ''Nova Evropa'', il tramonto di un'epoca?
18 agosto 2006   
Una radio simbolo della guerra fredda: Radio Free Europe/Radio Liberty, finanziata dal Congresso americano, si riceveva in tutti i Paesi dell'est. Ora in Bulgaria, venuto meno il sostegno USA, il management vuole aumentare ascolti e pubblicità. E diminuire gli spazi dedicati all'informazione...

Iran: il gruppo di Shirin Ebadi è «illegale»
11 agosto 2006   
Teheran annuncia: il Centro per la Difesa dei diritti umani, fondato da un gruppo di avvocati tra cui la Nobel per la pace 2003, deve chiudere, o saranno tutti arrestati. Uno dei suoi membri è stato condannato di recente. E' l'ultimo segnale di un giro di vite del governo contro le libertà e i diritti civili: uno studente morto in carcere, un filosofo costretto a fare confessioni pubbliche...


«Le bombe contro la tv? Normale in tempo di guerra»
3 agosto 2006  
Sei reporter israeliani si dimettono dall' International Federation of Journalists che aveva condannato il raid sull' emittente sciita. I giornalisti italiani ne discutono...


USA: Cuba all'indice
26 luglio 2006  
Nelle elementari di Miami un libro sull'isola viene messo al bando. E diventa un caso...


Iran: Come Galileo
25 luglio 2006  
Ancora due dissidenti condannati in Iran e uno di loro confessa davanti a una telecamera...


India: Blog 'pericolosi'
21 luglio 2006  
Arginare la rete per motivi di sicurezza: censura o misura necessaria per evitare illeciti, violenze o addirittura tensioni religiose? Il quesito si pone in India, dove 17 blog sono stati oscurati per motivi generici, due giorni dopo i gravi attentati di Mumbai (ex Bombay), che hanno causato 207 morti e oltre 800 feriti...

Libano: se la Tv non nasconde la guerra
14 luglio 2006  
...Sarà perché il Libano in questi anni era diventato una sorta di laboratorio di una possibile rinascita mediorientale, sarà per la presenza di molte stazioni radiotelevisive e l’affermarsi di una cultura aperta all’informazione, sarà perché questo conflitto “non era stato preparato”, ma il messaggio sostanziale che passa sulle tv dei “network globali” è che questa è una guerra distruttiva. La stanno pagando persone innocenti. Per una volta (ma non è mai il caso di eccedere col facile ottimismo) il sistema dell’informazione occidentale pare muoversi in maniera autonoma dagli input che arrivano dagli strateghi del potere...


Drago Hedl: miglior giornalista dell’anno per l'ICFJ  
Hedl,  vice caporedattore del settimanale croato  'Feral Tribune', è il primo giornalista dei Balcani ad aver vinto il premio giornalistico internazionale Knight per meriti giornalistici. Affinché sia chiaro di cosa si tratta, basta segnalare che insieme a Hedl, quest’anno, l’unico premiato è stato Sadha Muhammad Al-Jubori, corrispondente della BBC in Iraq. Il premio viene attribuito dal Centro internazionale per i giornalisti (ICFJ) di Washington, dove i premiati di quest’anno saranno invitati alla cerimonia che si terrà il 15 settembre. Questo premio viene attribuito dal 1984...


Balcani: verso una rete regionale d’informazione
Un nuovo progetto, nato nell’ambito dell’Iniziativa Igman e guidato da Zlatko Dizdarevic, cercherà nei prossimi mesi di mettere in relazione tra loro i media di Croazia, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Serbia...


Web: comprarsi la reputazione
Pagare i blogger per scrivere «cose carine» sugli sponsor: è l'ultima frontiera del product placement...

La betulla nel giardino di Calipari
di Stefano Marcelli (presidente di ISF)
...Per il giornalista, i servizi, sono compagni di strada obbligati. Il problema è stabilire la linea di condotta da tenere nei loro confronti. Il primo punto è che facciamo due mestieri diversi: noi, i giornalisti facciamo un lavoro pubblico e rispondiamo (o dovremmo) solo al nostro editore e ai lettori. Loro, fanno un mestiere segreto che non è detto risponda ufficialmente a qualche istituzione. Sta al giornalista valutare se qualche notizia che venga da quella fonte sia compatibile con il proprio mestiere...

Con la scusa della guerra
Dagli Usa all'Italia: il giornalismo imbavagliato
di Roberto Reale
..
. Non è facile contrastare la forza ideologica del “siamo in guerra”. Bisognerebbe che si alzassero con più forza le voci di chi pensa che il terrorismo è sì un pericolo, ma che va contrastato con mezzi politici, con la fermezza di chi crede che l’illegalità si combatte con il diritto. Invece i “Combattenti dell’Occidente” hanno in mano il gioco. Se c’è un attentato possono gridare che è colpa del “lassismo delle sinistre”, se non c’è possono rivendicare il merito di “aver messo il nemico in condizioni di non nuocere”. Novanta volte su cento sono balle...

Rainews24: i fatti , nient'altro che i fatti
di Stefano Marcelli
La nuova inchiesta di Sigfrido Ranucci su Rainews24 ci ricorda un'antica lezione del giornalismo anglosassone (ma si potrebbe dire del giornalismo tout court) che sembravamo aver dimenticato un po' tutti in questi anni terribili della professione dell'informare. Cioè che la ricetta per un'informazione corretta è la più semplice del mondo: raccontare i fatti, nient'altro che i fatti...

Olanda: il governo si dimette sulla sceneggiatrice di Van Gogh
Maggioranza a pezzi per una ministra che ha messo in discussione la cittadinanza alla ex deputata somala Hirsi Ali .  Ieri il premier di centro-destra ha annunciato al Parlamento che rimetterà il proprio mandato nelle mani della regina Beatrice a seguito dell´affaire Ayaan Hirsi Ali, la deputata olandese di origine somala nota al pubblico per avere scritto con Theo Van Gogh la sceneggiatura di Submission, il cortometraggio sulla vita delle donne musulmane che nel 2004 è costato la vita al regista...

L'hacker che violò la Nasa, ora rischia Guantanamo
Storia di Gary MacKinnon, cittadino britannico di cui gli Usa chiedono l'estradizione. La sua colpa aver violato i sistemi di sicurezza...

Le regole democratiche che servono a Internet 
La primigenia democrazia elettronica è scomparsa prima ancora d´essere nata. Nessuno, oggi, proporrebbe la sostituzione del parlamento con un «congresso virtuale», come fece nel 1994 un politico americano, Newt Gingrich, in quel "Contratto con l´America" che fece scuola anche dalle nostre parti, e che annunciava appunto che sarebbero stati direttamente i cittadini, con votazioni rese possibili dalle tecnologie elettroniche, a prendere le decisioni fino ad allora di competenza del Senato e della Camera dei rappresentanti. Oggi, quando si discute di democrazia elettronica, l´attenzione non è rivolta verso consultazioni continue dei cittadini, non si esaurisce nel prospettare referendum elettronici, nel progettare una democrazia "casalinga", dove ciascuno interviene premendo un bottone collocato accanto ad un televisore...


Nasce la prima emittente on-line per i musulmani d'Italia
Si chiama 'Radiocom Islam' la prima radio islamica italiana che trasmette sul web. Il progetto è stato lanciato dal collettivo 'Islam Network Italia', un gruppo di persone (musulmani e non) conosciutosi su internet. Il suo ideatore è Abdul Kabir Aliotta, 34enne di Albenga, che ha deciso di mandare in onda notizie provenienti dal mondo islamico sul sito 'www.comislamica.net', affidando lo speakeraggio dei notiziari a una voce virtuale...


Il rischio di scrivere
La cultura non si rassegna alla violazione della liberà di pensiero ed espressione...

Italia:  intercettazioni telefoniche, «Ingiusto il carcere per i giornalisti. Meglio multe salate per gli editori»
Giuliano Pisapia: «Già oggi è proibita la pubblicazione degli atti nella fase delle indagini preliminari. Bisogna tutelare insieme il diritto all'informazione con il rispetto della privacy. Affidando le sanzioni al garante. E la magistratura dev'essere più rigorosa»...

La comunicazione come sfida strategica
Iniziative a cavallo tra Europa e America Latina - La Minga (la rete informativa dei movimenti sociali sudamericani) ha dato impulso a convergenze con altre reti sociali e istanze di comunicazione; collaborazione che si spera di estendere alle reti europee...

Strage di Haditha, dove erano le TV Usa?
di Roberto Reale
Gli ottimisti non hanno dubbi: dobbiamo ringraziare la grande informazione Usa per aver parlato della terribile vicenda dei civili – donne e bimbi compresi –  uccisi a freddo  in Iraq ad Haditha  da una squadra di marines/giustizieri che voleva vendicare un commilitone morto in un attentato.  Ma è andata proprio così? La stampa americana ha svolto  realmente un ruolo “encomiabile”  nello svelare i  retroscena  di questo atto di rappresaglia e le coperture con cui i comandi hanno tentato di proteggere gli esecutori della strage?  A tutti suggeriamo di leggere quanto scritto da Danny Schechter su Alternet ( “I crimini dei media supportano i crimini di guerra”)...

La truffa delle Fake News, i TG del falso
Che fare se il Governo manipola con le proprie “Fake News” ( falsità)  l’informazione televisiva? Sulla materia noi italiani siamo – come dire – in prima linea. Qualsiasi esperienza di “denuncia e contrasto dal basso” delle manipolazioni prodotte dal Potere può tornarci utile.  C’è una storia americana che merita di essere raccontata.  Protagonista un istituto di ricerca: il Centro per i Media e la Democrazia...


Dalla Bulgaria con amore
Giornalisti famosi, politici influenti, servizi segreti. Sono questi i protagonisti di una storia di ricatti, nomi in codice, confessioni in tv. Resi pubblici i vecchi dossier della “Darzhavna Sigurnost”, lo spionaggio del regime comunista...


Italia: il silenzio sulle schedature Telecom
«È sufficientemente provato che Telecom ha posto in essere pratiche abusive attraverso l´impiego sistematico di informazioni privilegiate, acquisite in violazione di precisi obblighi». Lo scrive in un'ordinanza la Corte d'Appello di Milano, appena venti giorni fa. Accade questo. Il vecchio monopolista delle comunicazioni controlla ancora in modo esclusivo la Base Dati Unica, l´archivio informatico che custodisce le informazioni su tutti i clienti di telefonia fissa e mobile del Paese...


Media: parla una reporter algerina, "non esistono giornali arabi indipendenti"
"Non esistono giornali arabi sopra le parti, fuori dalle logiche politiche imposte dagli equilibri regionali. Anche i quotidiani detti 'panarabi' rispondono a logiche di potere ben chiare". Nadia Mehdid, giornalista algerina ed editorialista del quotidiano saudita pubblicato a Londra 'ash-Sharq al-Awsat', non ha dubbi: "Sono giornali che esprimono la visione di ristretti gruppi politici e finanziari. Per anni ho lavorato per 'ash-Sharq al-Awsat', prima come inviato in Algeria, poi come caporedattore degli esteri. Dal 2002, con l'intensificarsi della campagna occidentale contro l'Iraq, notai un appiattimento sempre più totale del mio giornale sulla politica statunitense. Protestai, alla fine mi dimisi e per un po' lavorai a Dubai in un canale d'analisi economica. Dopo poco, però, tornai alla politica e chiesi al giornale di poter scrivere come commentatrice"...


Giornalismo mercantile
(
di Norman Solomon - Common Dreams)  
"Ho pensato ai limiti del lavoro giornalistico, che pure viene spesso condotto con le migliori intenzioni. La routine del giornalista è una ruota nell'ingranaggio dei media, che tratta le tragedie come merce da notizie"... 


Hirsi ali tra le paure dell'Olanda
Rita Verdonk, ministro dell´immigrazione olandese, ha improvvisamente deciso di revocare la cittadinanza all´attivista politica Ayaan Hirsi Ali , per aver dichiarato a suo tempo false generalità. Si è scatenata una bufera: Hirsi Ali è autrice della sceneggiatura di "Submission", un cortometraggio in cui si denunciano le brutalità commesse contro le donne in nome dell´islam, che portò all´assassinio del suo regista, Theo van Gogh, era stata costretta a nascondersi, e tuttora non può muovere un passo senza le sue guardie del corpo...


Croazia: "Ti ucciderò come un cane!"
Nuove minacce di morte a Drago Hedl giornalista di 'Feral Tribune' e corrispondente dell'associazione Osservatorio sui Balcani. Tollerare minacce a un giornalista equivale a partecipare all’uccisione della libertà di espressione. ISF si unisce alla condanna espressa dalla redazione del 'Feral Tribune' e dall’Associazione dei giornalisti croati per l'ennesimo attacco nel Paese della libertà di espressione e del lavoro di inchiesta dei giornalisti...


"Un assedio a noi di Le Monde, ma Villepin non ci fermerà"
di Giampiero Martinotti
Intervista a Jean-Marie Colombani, direttore del quotidiano francese che si sente nel mirino del governo...

Kosovo: le responsabilità dei media
di Sasa Stefanovic
Media serbi, kosovari, internazionali. Notizie da Pristina, Belgrado, Vienna e New York. Sono molte le informazioni che arrivano ai cittadini del Kosovo ma non è mai nato un giornalismo di approfondimento capace di descrivere una realtà non in modo unilaterale...


I dissidenti all'assalto del fondatore di Wikipedia
di Benedetto Vecchi
Accuse di censura e difesa della necessità di riprendere il controllo sullo sviluppo in rete dell'enciplopedia «partecipata». Botta e risposta colpi di articoli su giornali e interviste a magazine on line. La notizia, d'altronde, era succulenta. Un gruppo di «dissidenti» di Wikipedia ha lanciato una campagna internazionale contro Jimmy Wales (wikipedia.org), il fondatore dell'enciclopedia «partecipata» più nota di Internet, accusato di essere un despota e di aver imposto censure in nome della «neutralità» rispetto a temi controversi e spinosi...


Tunisia: luci e ombre
di Filippo Cicognani
Ha il volto di un paese prospero, sereno, aperto, ma oltre la lucente vetrina c’è una diffusa penombra, appiccicosa, infida. Se ne parla poco: si trovano difficilmente aggiornate analisi socio-politiche, sulla stampa raramente ce n’è traccia, negli scaffali delle librerie le pubblicazioni reperibili sono per lo più turistiche. Neppure il 50° dell’indipendenza ha acceso i riflettori su quel piccolo paese nord-africano, vicinissimo all’Italia...

France soir, l'ultima edizione?
di Anna Maria Merlo
In sciopero. Ieri il quotidiano francese non era in edicola. La redazione protesta contro la vendita e un progetto editoriale che prevede oltre 80 licenziamenti e la trasformazione della storica testata in gossip modello tabloid...


Non sparate sulle conigliette: Il radicalismo islamico contro la pubblicazione della seconda edizione di Playboy Indonesia

Bulgaria: giornalismo e tritolo
di Tanya Mangalakova
Preoccupati i giornalisti bulgari a seguito dell’attentato dinamitardo indirizzato al giornalista di “Nova Tv” Vassil Ivanov. Il giornalista non era in casa e non si registrano feriti. Colpito al cuore il giornalismo investigativo bulgaro, del quale Ivanov è un coraggioso esempio...

Grossi guai per l'amico George
di Roberto Reale
“Leaker in Chief”. L’ironia del Los Angeles Times è ferocemente efficace. Nell’America della “Guerra al Terrore”, George W. Bush ha amato in questi anni farsi definire  dai suoi compatrioti “Commander in Chief” (Comandante in Capo). Adesso il giornale californiano ci spiega - con un gioco di parole di un titolo illuminante - che il presidente è sì il capo, ma non proprio delle Forze Armate quanto della banda di “spifferatori/talpe” che dalla Casa Bianca (leak è il termine usato per “fuga di notizie”) non hanno avuto scrupoli a “usare informazioni riservate, coperte dal segreto, per colpire gli avversari politici”...

Kurdistan iracheno: libertà di stampa soffocata da leggi obsolete
L'arresto di numerosi giornalisti e intellettuali curdi ha riportato al centro del dibattito la libertà di parola e di stampa nel Kurdistan iracheno. Mentre la stampa indipendente locale spinge per ottenere maggiori libertà di espressione, il governo regionale curdo arresta e punisce i giornalisti in base alle vecchie leggi ancora in vigore...