|
Guatemala: i Maya vanno in onda
30.04.2008 -
La millenaria cultura maya sbarca in Tv. Da mercoledì scorso, sulle
frequenze di Canal 5, un programma diffonderà usi, costumi, tradizioni e
valori degli aborigeni, “per un futuro nuovo, diverso, senza discriminazione,
dove si possa vivere in pace e armonia e con tolleranza”. E se si pensa che
quel canale era proprio quello da cui, durante la sporca guerra che ha
sterminato migliaia di indigeni (l'83,33 per cento dei 200mila morti o
desaparecidos erano maya), l'Esercito trasmetteva la sua propaganda, la
notizia acquista ancor più significato...
Croazia:
un film dell'orrore
30.04.2008 -
La moglie del potente editore croato Ivo Pukanić, Mirijana, divisa dal
marito per questioni di eredità, viene ricoverata con la forza durante
un'intervista e portata in manicomio in diretta televisiva. I legami tra
politica, media e violazione dei diritti umani in Croazia...
Russia: addio alla libertà di stampa
29.04.2008 -
Non è vero che è tutto come nel passato. Ai tempi dell’Unione
Sovietica, del controllo del partito sulla stampa, i provvedimenti al Soviet
supremo erano infatti sempre presi all’unanimità. L’altro giorno nel voto della
Duma che ha abolito, per legge, la libertà di stampa nella Federazione russa, i
favorevoli sono stati 339 e un deputato ha coraggiosamente votato contro...
Egitto: la stampa e il Faraone
09.04.2008 -
Mentre nel Paese
si vota per le municipali, in Egitto cresce l'allarme per la libertà di stampa.
Sono undici, solo nel 2007, i giornalisti arrestati dal regime di Mubarak, che
non tollera qualsiasi denuncia degli abusi del suo sistema poliziesco...
Maja F., giornalista di Sarajevo
31.03.2008 -
La storia di Maja F., redattrice del sarajevese Oslobodjenje, figura
leggendaria del giornalismo bosniaco prima e durante la guerra...
«È
filo-Hamas», Israele dichiara
guerra ad 'Al Jazeera'
14.03.2008 -
Lo Stato ebraico prova a mettere
il bavaglio alla tv più odiata
dai regimi arabi: niente più
interviste dal governo e in
futuro stop agli accrediti...
Protesta virtuale nelle piazze «proibite»:
da Tienanmen a Rangoon gli avatar partecipano alle manifestazioni
13.03.2008 - Sono 63 i cyberdissidenti attualmente in carcere in giro per il mondo.
Persone che hanno l'unico torto di aver espresso liberamente la propria opinione
utilizzando il web. Sorte analoga è toccata a 2.600 siti web e blog, chiusi nel
corso del 2007 per lo stesso motivo. Sono i primi risultati dello studio annuale
sullo stato della libertà di espressione redatto da Reporters sans frontières,
organizzazione internazionale a difesa della libertà di stampa...
Parvin Ardalan: la mia lotta per la democrazia
in Iran
10.03.2008 -
Intervista di Marina Forti a
Parvin Ardalan,
36 anni, caporedattrice del sito
web WeChange, arrestata nel
giugno 2006 per aver organizzato
una manifestazione pacifica
nella quale si chiedeva una
riforma delle leggi
discriminatorie verso le donne
in Iran. A lei è stato assegnato
in Svezia, per il 2008, il premio Olof Palme
(che viene dato a
personalità che si
contraddistinguono per la loro
difesa dei diritti dell'uomo) ma
il governo iraniano le ha
impedito di andarlo a
ritirare...
Mettere il bavaglio ai media arabi
10.03.2008 -
Il nuovo codice di regolamentazione della televisione satellitare, recentemente
approvato dalla Lega Araba, rischia di rappresentare un duro colpo alla libertà
di stampa ed al pluralismo dell’informazione nel mondo arabo. Esso può infatti
aprire la strada all’adozione di provvedimenti seriamente restrittivi nei
confronti di un settore – quello dei canali satellitari – che ha avuto un ruolo
chiave nell’aumentare il livello di trasparenza nell’informazione e nel dare
spazio alle voci del dissenso nel mondo arabo…
Russia:
il giornale che non vuole nessuno
26.02.2008 -
La 'Novaya Gazeta' è l'unico quotidiano
indipendente russo. Ma l'apatia che regna nel Paese lo mantiene in un limbo.
Luca Galassi, inviato di Peace Reporter, si è recato nel giornale, i cui
uffici sorgono sulla Archangelskyi Pereulok, vicino alle ambasciate bielorussa e
lituana...
Turchia: effetto Sarkozy
18.02.2008 -
Libertà di espressione, i burattinai dell'omicidio del giornalista Dink, la
resistenza al cambiamento di giudici e burocrazia di Stato. I problemi della
Turchia, un Paese a cui l'Europa di Sarkozy sembra voltare le spalle. Intervista all'europarlamentare Joost Lagendijk (presidente della
delegazione parlamentare congiunta Europa-Turchia e membro della Commissione
Esteri del Parlamento europeo)...
Quando il giornalista diventa rifugiato
07.02.2008 -
Sono 27 mila i rifugiati politici in Italia.
Molti sono giornalisti, in fuga dal loro paese perchè non gli è garantita la
libertà di stampa...
RAPPORTO
Eritrea: "Il giornalista Seyoum
Tsehaye si trova nella cella
numero 10 della Sezione A01";
nuove rivelazioni sulla prigione
di Eiraeiro
01.02.2008 -
Mentre si sta svolgendo il vertice dei capi di Stato dell'Unione Africana (31
gennaio-2 febbraio 2008), Reporters sans frontières (RSF) esorta i Paesi membri
ad intervenire presso le autorità eritree. Inoltre RSF chiede all'Unione Europea
di applicare sanzioni individuali contro i responsabili della prigione...
Guerra di mafia e terrorismo: i giornalisti caduti sul fronte italiano
29.01.2008 -
Undici uccisi e sette feriti dal '60 a oggi. Il picco negli anni 70-80. Sono più
dei colleghi morti all'estero nelle guerre "vere"...
Google entra in campo per la tutela della privacy
29.01.2008 -
Il capo di questo settore al Parlamento europeo: ci
battiamo perché la riservatezza venga sempre più garantita...
IRAN: GIORNALISTA CURDO
DENUNCIA, "UN GENOCIDIO BIANCO CI CANCELLA DALLA STORIA DEL PAESE, COSI' TEHERAN
TIENE LE MINORANZE LONTANE DAL POTERE"
24.01.2008 -
Quello che la Repubblica Islamica mette in atto contro la popolazione iraniana
di etnia curda è un "vero genocidio bianco", destinato a cancellare la cultura e
la dignità di questi cittadini, costringendoli a "restare fuori dalla storia del
paese". E' l'amara constatazione di Jalil Azadikhah, intellettuale curdo
iraniano, ex direttore del settimanale 'Aso', fuggito dall'Iran circa un anno
fa, dopo aver subito pressioni e gravi minacce. "Vivere in Iran e portare avanti
il mio lavoro era l'obiettivo della mia vita - spiega Azadikhah in un'intervista
rilasciata all'AKI-ADNKronos International da una località che chiede di non
rivelare - Ma andare avanti era diventato impossibile"...
Messico: libertà di stampa?
11.01.2008 -
Negli ultimi sette anni in Messico, si contano 35 giornalisti uccisi e sei
dispersi, mentre nel 2007, 84 operatori dei media hanno denunciato insulti o
attacchi; e nei primi giorni del 2008, Carmen Aristegui, un'illustre
commentatrice indipendente della radio che ha spesso criticato i poteri forti, è
stata licenziata. Dati questi precedenti, molti analisti si chiedono se i
media in Messico siano realmente liberi, come sostiene il governo del presidente
conservatore Felipe Calderón. "I dati sulla libertà d’opinione non sono
incoraggianti, e non si intravedono segni di cambiamento all'orizzonte; al
contrario, le cose potrebbero peggiorare", ha detto all'IPS Aleida Calleja,
vicepresidente dell'Associazione mondiale delle radio comunitarie (AMARC)...
Pakistan: Geo Tv sotto schiaffo
11.01.2008 -
Geo Tv, la più credibile emittente televisiva
pakistana, è sottoposta alle critiche, alle censure e alle intimidazioni (spesso
violente) del regime di Musharraf. Nel paese, al di là dell'apparente libertà di
stampa, non è facile fare un'informazione obiettiva. Fra povertà e
analfabetismo, le tv sono il medium più importante...
Myannmar (ex Birmania):
la pirateria difende la democrazia
10.01.2008 -
Il regime birmano cerca di mettere la museruola
alla circolazione delle informazioni nel proprio paese, con il proposito di
oscurare le tv satellitari, che forniscono ai birmani le notizie che i media di
stato non diffondono. Ma i militari non sono in grado di controllare tutti i
proprietari di antenne satellitari del paese, come hanno spiegato a
PeaceReporter alcuni esuli rifugiati in Europa...
2007:
l'anno nero delle libertà
digitali
09.01.2008 -
Per quanto attiene alle libertà
e ai diritti digitali del
citizen (il cybercittadino) il
2007 è stato un anno drammatico,
in Italia come in Europa, come
nel mondo. Ripercorriamo a
ritroso le principali tappe
appena passate...
Libertà di stampa: non basta contare i morti, bisogna ascoltarli, ci insegnano
il coraggio
di
Stefano Marcelli
presidente di Information Safety and Freedom
07.01.2008 -
Il Washington Post apre il
2008 schierandosi esplicitamente contro la pena di morte. Questa campagna per la
Moratoria delle esecuzioni,approdata vittoriosamente all’Assemblea Generale
dell’Onu, proprio sul finale del 2007,con il marchio del Made in Italy, è uno
dei pochi buoni auspici per il futuro che s’intravedono in questo inverno. Sarà
anche per questo che, di bilanci, sui media, in questo periodo, se ne son visti
pochi. La nostra società (e la borsa) ha bisogno di ottimismi e, se si fanno i
conti, in quasi tutti i campi, di motivi di buonumore se ne trovano davvero
pochi. I bilanci, quelli obbligatori di fine anno, fanno venire i brividi...
Iraq: la libertà dei media non abita in Kurdistan
03.01.2008 - Le autorità della regione autonoma kurda si preparano a imbavagliare i media.
Recentemente, il parlamento regionale ha approvato una legge che permetterebbe
di perseguire i giornalisti sulla base di accuse vaghe di “terrorismo” o di
minaccia alla sicurezza. A giudicarli sarebbero tribunali speciali
antiterrorismo, che prevedono anche la pena di morte, mentre i giornali
potrebbero essere chiusi fino a sei mesi, o essere costretti a pagare multe che
arrivano a 8.200 dollari. L’approvazione parlamentare del provvedimento, che per
diventare legge deve essere ratificato dal presidente della regione autonoma,
Mas’ud Barzani, ha già suscitato numerose proteste da parte dei giornalisti
kurdi, e delle organizzazioni internazionali per la libertà di stampa...
Bilancio 2007: 86 giornalisti
e 20 collaboratori dei media uccisi, un aumento del 244 % in cinque anni, l'Iraq, la Somalia e il Pakistan sono i Paesi
più pericolosi, più di 880 giornalisti arrestati, più di 2600 siti Internet e blog chiusi durante
l’anno
02.01.2008 -
Almeno 86 giornalisti sono
stati uccisi nel mondo nel 2007. Dal 2002, il numero è in aumento costante. In
cinque anni è passato da 25 a 86, il che corrisponde ad un incremento del 244 %.
Bisognerebbe ritornare al 1994 per ritrovare numeri così elevati e preoccupanti.
Nel 1994, 103 giornalisti avevano perso la vita, di cui circa la metà durante il
genocidio in Rwanda, una ventina in Algeria, vittime della guerra civile, e una
decina nell’ex-Jugoslavia...
|