torna alla HOMEPAGE


Gli attentati dell’11 settembre e la guerra in Afghanistan stanno provocando dei complessi contraccolpi sul mondo dell’informazione. I media sono uno dei ‘’fronti’’ principali del conflitto, come hanno subito dimostrato le fortissime pressioni del governo degli Stati Uniti, da un lato, e delle forze che ispirano o utilizzano Bin Laden, dall altro, sugli editori e la redazione di Al Jazeera e la deriva censoria e autocensoria che sta caratterizzando i rapporti fra stampa, radio e Tv e il potere americano. Le organizzazioni che negli Usa svolgono un ruolo prezioso di monitoraggio delle violazioni della libertà di stampa e degli attacchi ai giornalisti nel mondo sembrano sconcertate e impotenti di fronte allo scenario illiberale che questa volta si è aperto vistosamente in casa loro. La guerra le costringe a fare i conti con la parte più complessa del problema della libertà di stampa, quella che caratterizza i paesi a democrazia complessa e che si accentua nei momenti di forte crisi, quando la pressione della censura e, soprattutto, dell’autocensura finisce per assumere – come stanno dimostrando gli sviluppi più recenti – dimensioni altrettanto gravi, se non più pesanti, degli attacchi diretti che l’informazione e i giornalisti subiscono nei paesi a democrazia debole. Negli Usa il fenomeno è preoccupante. Accade, ad esempio, che la rete televisiva Fox News stabilisce che la morte di civili sotto i bombardamenti in Afghanistan non può essere considerata ‘’una grossa notizia’’, visto che, sostengono i dirigenti, ‘’l’uccisione di civili è, per definizione, un aspetto naturale delle guerre’’. Oppure che i vertici di una piccola catena di giornali della Florida che fa capo a Jim Romenesko impongano di non pubblicare in prima pagina foto di civili afghani uccisi ‘’a meno che non si tratti di bambini morti nel bombardamento di scuole o ospedali’’. E, ancora, che diversi commentatori e anchorman Usa si chiedano pubblicamente se sarebbe davvero censurabile l’uso della tortura sulle centinaia di cittadini arrestati dopo gli attentati alle Twin Towers e di cui non si sa praticamente più nulla.
La guerra non toglie la parola. Anzi. Manipola l’informazione con diluvi di emozioni, cerca di imporre la propaganda e la malafede, sollecita l’abbandono del ‘’politicamente corretto’’ in cambio della scorrettezza professionale, genera il fastidio per le regole, la prevalenza della ‘’appartenenza’’, insinua su tutto il sospetto e lascia affiorare il linguaggio dell’odio, quello che le organizzazioni americane di difesa della libertà di stampa chiamavano negli anni scorsi ‘’speech hate’’ riferendosi al Ruanda o ai Balcani. Ora esse vivono sulla propria pelle il fatto che i media possono diventare strumenti di guerra.

 

OPERAZIONE ENDURING FREEDOM
Tra libertà di informazione, censura di guerra e autocensura


11.01.2002 - In onda Radio Kabul
Le emittenti afghane tornano a trasmettere. Le attrezzature arrivano da Iran, Uzbekistan, Danimarca, Olanda. Gli Usa stanziano 19,5 milioni di dollari per Radio Free Afghanistan in lingua dari e pashto
07.01.2002 - «Nel cassetto altri dieci video di Osama»
Intervista a Mohammed Jassin, direttore di Al Jazira
20.12.2001 - Informazione blindata a braccetto col potere
Intervista a Giulietto Chiesa
19.12.2001 - «Così ho visto colpire a morte Maria Grazia»
A Jalalabad scoperta ieri una lapide alla memoria
di Lorenzo Cremonesi (da Il Corriere della Sera)

13.12.2001 - Tora Bora, il giornalista con la pistola: polemiche su Geraldo Rivera
(da CNN Italia)

11.12.2001 - Longhi (Tg1) e Mentana (Tg5): «Meglio mostrare e spiegare»
I due direttori: «Quel materiale deve andare in onda con la mediazione giornalistica»
di Paolo Conti (da Il Corriere della Sera)

05.12. 2001 - E l’inviato tv sfodera la pistola: «Sparerò a Osama»
Geraldo Rivera della Fox News fa impennare l’audience con le sue cronache «militanti»
di Alessandra Farkas (da Il Corriere della Sera)

02.12.2001 - Quello che non sappiamo di questa guerra
Dopo 53 giorni in Afghanistan, Amedeo Ricucci, inviato del TG1 e di TV7 in Afghanistan, è tornato in Italia per ripartire il 1 dicembre per Kandahar. Lo abbiamo incontrato per conoscere la sua esperienza e le opinioni che, come reporter, si è fatto di questo conflitto. (da www.altremappe.org)
01.12.2001 - Rida, la voce di Kabul «Caro diario, oggi va in onda la libertà»
Il racconto della speaker costretta a tacere per cinque anni E sotto il regime talebano pettinava le donne di nascosto (da Il Corriere della Sera)
01.12.2001 - Afghanistan: Barbe e tv. E la stessa miseria
di Giuliana Sgrena (da Il Manifesto)
27.11.2001 - Assalto nella notte, ucciso giornalista svedese
Tre banditi giovanissimi gli sparano durante una rapina. Reporter canadese rapito nella zona di Kandahar
di Fabrizio Dragosei (da Il Corriere della Sera)
26.11.2001 Rischiamo la vita per far conoscere la verità. A colloquio con Ennio Remondino
di Enrico Pulcini (Fonte: Infocity)

22.11.2001 - «Reporter in prima linea, ci vuole coraggio»
Carl Bernstein: «Maria Grazia ha fatto bene il suo mestiere e ha pagato il prezzo più alto: la sua fine ci addolora tutti»

20.11.2001 - Il fiore della passione
Il primo disperso italiano in questa maledetta e invisibile guerra è una nostra giornalista, Maria Grazia Cutuli, 39 anni. Non portava alcuna divisa se non quella, orgogliosa, della propria professione
editoriale di Ferruccio De Bortoli (direttore de Il Corriere della Sera)

19.11.2001 - Afghanistan: quattro giornalisti uccisi
E' stata una vera e propria esecuzione

13.11.2001 - Afghanistan: uccisi tre giornalisti
Tre giornalisti uccisi dai Taliban. Parlano i compagni di viaggio
di Renato Caprile (da La Repubblica)

13.11.2001 - L'inviato sulla linea del fronte tra fame, pallottole e malattie 
Come vivono i reporter al seguito delle truppe dell'Alleanza del Nord
di Alberto Stabile (da La Repubblica)

10.11.2001 - L'informazione tra Torri e antenne
"Media, eventi, terrorismo tra realtà e rappresentazione". Un'inchiesta e un convegno a Roma
di Sebastiano Triulzi (da Il Manifesto)

06.11. 2001 - L'autocensura dei media americani
L'informazione di guerra è diventata propaganda: oscurato bin Laden, ma anche le notizie
di Marco D'Eramo (da Il Manifesto)

04.11.2001 - Arnett: «La stampa libera deve informare, inutile censurare quei video»
Le tv americane mettono la sordina al video di Osama Bin Laden diffuso da Al Jazira , rispettando così l’invito dell’amministrazione Bush, convinta che quei filmati siano un diabolico strumento usato da Bin Laden per inviare messaggi in codice ai terroristi di tutto il mondo.
di Alessandra Farkas (da Il Corriere della Sera)

04.11.2001 - I taliban liberano il giornalista francese
Peyrard ha detto di essere stato trattato "correttamente" (da La Repubblica)

01.11.2001 - Istruzioni per l'uso delle immagini choc
Il presidente della Cnn chiede ai suoi corrispondenti internazionali di fare sempre notare le colpe dei talebani. Si tratta di editing giornalistico o censura? (da La Stampa)

30.10.2001 - Così la guerra ha cambiato i media
La «pista americana», parlando di antrace, è una notizia così pazzesca che normalmente avrebbe stravolto la pubblica opinione e monopolizzato per settimane i media mondiali. Ma viviamo tempi eccezionali, e l'impressione è che l'enorme vortice della confusione generale stia già inghiottendo anche questo macigno come un sassolino.
di Michele Serra (da La Repubblica)
30.10.2001 - Bombe e bugie, il flop della propaganda
Ai tempi della guerra del Golfo, la propaganda stravinse prima ancora che un Mig di Saddam Hussein saltasse in aria. In Kosovo, la propaganda incespicò su troppi trattori scambiati per carri armati, senza che la fine di Slobodan Milosevic venisse mai messa in dubbio. In Afghanistan, la propaganda sta annaspando dopo tre settimane di raid e nessun risultato all'orizzonte.
di Francesco Paternò (da Il Manifesto)

29.10.2001 - Pakistan: vietato l'ingresso ai giornalisti indiani
La politica restrittiva pakistana sta seriamente danneggiato la stampa indiana, come pure altre compagnie internazionali d’informazione, tra cui la BBC, che a Delhi ha il suo ufficio per l’Asia meridionale (da CPJ)

23 ottobre 2001 - Nella battaglia della propaganda ora il Pentagono perde colpi
Vittime civili e resistenza inattesa complicano la campagna Usa
di Maurizio Ricci (da La Repubblica)
23 ottobre 2001 - "L'informazione? E' in autocensura"
Parla Steve Rendall, direttore dell'agenzia che controlla l'imparzialità dei media americani
di Patricia Lombroso (da Il Manifesto)
22.10.2001 - Il gusto intollerabile delle news sulla guerra
di Enrico Pulcini (da Infocity)
20 ottobre 2001 - "Niente stampa intorno è il sogno dei generali" 
Peter Arnett (ex Cnn): è un fatto senza precedenti
di Irmintraud Jost (da Welt am Sonntag/La Repubblica)

20.10.2001 - Appello di Gerard Depardieu e di André Glucksmann dalle colonne del settimanale "Paris Match"
L'attore e il filosofo ai Taliban: "Liberate il giornalista francese"
di Pietro Del Re (da Il Corriere della Sera)

19.10.2001 - Libera informazione e confronto di opinioni non possono e non devono subire limitazioni o controlli
L'intervento del segretario della Federazione nazionale della stampa italiana, Paolo Serventi Longhi, al Terzo Forum di Gubbio (19 –21 ottobre 2001)

16 ottobre 2001 - "Così vi racconto la guerra vista dall'inferno afgano"
Parla il corrispondente di Al Jazeera , l'unico giornalista straniero presente a Kabul
di Magdi Allam (da Il Corriere della Sera)
15 ottobre 2001 - Autocensura made in Usa
Gli effetti della guerra in Afghanistan omessi (o cancellati) dai media statunitensi. L'imperativo principale è il controllo delle informazioni e il boicottaggio mediatico dell'avversario bin Laden. Che ha troppa audience
di Marco D'eramo (da Il Manifesto)
13 ottobre 2001 - Se la stampa è arruolata
Come in ogni guerra si pone il problema della censura. Non c'è una volta che i militari non l'abbiano chiesta, sempre con un motivo diverso, ma finora non l'avevano ottenuta
di Curzio Maltese (da La Repubblica)
12 ottobre 2001 - Il patriottismo del giornalista
Appelli dei terroristi e libertà di stampa
di Piero Ostellino (da Il Corriere della Sera)
11 ottobre 2001 - Minacce e censure
Nella quarta mattina di guerra, terribile eppure scontato si rialza il dilemma storico tra libertà di informazione e censura di guerra
di Vittorio Zucconi (da La Repubblica)
11 ottobre 2001 - Journalists alert over media war crisis
The International Federation of Journalists has expressed concern over demands by the US administration of President Bush that media should exercise care over using material from the Arab media satellite channel al-Jazeera, which has been putting across the views of Osama Bin Laden and his al Qaeda network
11 ottobre 2001 - Following the pressure put on Al Jazeera
Reporters sans Frontières asks the American authorities to respect the informational pluralism
9 ottobre 2001 - Il Dipartimento di Stato cerca di influenzare la politica editoriale dell’emittente televisiva araba Al-Jazeera
Lettera dell’International Press Institute di Vienna al Segretario di Stato americano Colin Powell
9 ottobre 2001 - I mass media volteggiano sulla parola terrorismo
di Norman Solomon (da Znet)
1 ottobre 2001 - USA, quel "bisogno" di autocensura
«Vi ho spaventato? O vi ho informato? L’incertezza farà parte delle vostre vite e delle nostre» scrive un accorato Steven Luxenberg sull’inserto del Washington Post
di Goffredo Buccini (da Il Corriere della Sera)
    per ulteriori informazioni e per scriverci: isf@fol.it