Menzogne di
stato
di Ignacio Ramonet
"...Nel marzo 1898 il disegnatore del New York
Journal, Frederick Remington, scrisse al suo capo
dall'Avana: «Qui non c'è guerra. Chiedo di essere
richiamato». Hearst gli rispose con il seguente
cablogramma: «Rimani. Fornisci i disegni, io
fornisco la guerra». Fu allora che si verificò
l'esplosione della Maine. Hearst montò una violenta
campagna, illustrata dal film di Orson Wells,
"Citizen Kane" (1941)..." |
Un black out al sapore di
censura
Le tv arabe Al Jazeera e Al
Arabiya sono state «temporanamente» allontanate da Baghdad, censurate dal
governo provvisorio iracheno per questioni di
«sicurezza». Mentre si scrivono le regole
dell'informazione si sollevano le critiche, anche
nei media americani |
Una giornalista Cnn accusa: «Sull'Iraq Bush ci ha imbavagliati»
Anche le star si pentono. Christiane Amanpour, il voto più noto della Cnn,
giornalista «embedded» durante la guerra, tra i primi reporter a raggiungere
Baghdad al seguito delle truppe di occupazione, punta il dito contro Bush
accusandolo di «aver imbavagliato la Cnn» e gli altri media «disseminando
disinformazione» nel corso del conflitto. Pur essendo passati quattro mesi e
mezzo dalla fine «ufficiale» della guerra le dichiarazioni della star del
piccolo schermo vanno registrate perché finora i reporter «embedded», cioè
reclutati dall’esercito americano, avevano fatto muro difendendo l’informazione
fornita nel corso dell’avanzata dei marines verso Baghdad. |
HOTEL PALESTINE, PERMISSION TO FIRE?
Un rapporto del Committee to Protect Journalists, basato
su interviste rivolte a una dozzina di giornalisti inviati
che erano presenti nel luogo dell' Attacco, incluso due
giornalisti embedded che monitoravano il traffico militare
via radio prima e dopo il bombardamento |
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Un giornalista
britannico racconta le ultime ore di Richard Wild, freelance
ucciso il 5 luglio davanti al Museo di Storia Naturale della
capitale irachena |
Il ricordo di un amico perso nel terrore di Saddam
Gad
Gross, fotografo, fu ucciso il 28 marzo 1991, nelle vicinanze di Kirkuk,
durante la repressione irachena delle insurrezioni sciite e
kurde. Oggi, gli amici e i parenti sperano che sia
possibile rintracciarne i resti |
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La liberta della stampa in Iraq:
fantasmi del passato e
incognite del futuro
di Erfan Rashid (corrispondente in Italia del quotidiano Al-
Hayat di Londra)
04.05.03 -
In tutti i paesi in cui regna la dittatura, la stampa occupa un posto di rilievo
nella lotta del popolo, diventando non solo protagonista, ma anche una delle
prime vittime. La dittatura di Saddam Hussein non è stata un’eccezione, bensì un
esempio che sicuramente merita molti studi. |
Usa: Tv, Turner
contro Murdoch: "E' un guerrafondaio"
04.05.03 - Dopo aver retto per settimane senza commentare il
clamoroso sorpasso della Fox News sulla sua CNN,Ted Turner
stavolta non ce l'ha proprio fatta a stare zitto, secondo
quanto riferisce il sito di Cnn Money: invitato a una cena
di gala e "provocato" dal pubblico sugli ascolti record del
network rivale, si è scagliato con parole durissime contro
il re dell'informazione australiano. |
Bugie di guerra: lo
scoop di Powell
di Giuliana Sgrena
26.04.03 - Colin Powell non si smentisce e
incredibilmente giustifica con una palese menzogna
l'uccisione di due giornalisti avvenuta all'hotel Palestine
l'8 aprile scorso: i colpi di artiglieria erano giustificati
poiché «rispondevano al fuoco nemico». Il segretario di
stato americano, in una lettera alla ministra degli esteri
spagnola Ana Palacio, ha detto che i militari statunitensi
«risposero a fuoco ostile, che sembrava provenire da un
luogo successivamente identificato come l'hotel Palestine». |
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Dalla tv di Belgrado all'Hotel Palestine. Quel «vicino»
23 aprile
di Domenico Gallo (24.04.03) |
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Kapuscinski: dal
Kosovo all'Afghanistan non ci sono state più notizie vere
18.04.03 - “Esiste un problema tecnico nei media,
oggi, ed è quello dello zoom. È attraverso questo meccanismo che si manipolano i
fatti. Si riprendono le scene troppo da vicino, ignorando quello che sta intorno
e slegandolo dalla storia, dalla società, dalla tradizione, in una parola, dal
contesto”.
A parlare è Ryzsard Kapuscinski, uno dei più grandi reporter di questa epoca del
giornalismo internazionale, straordinario per le sue indimenticabili
‘corrispondenze africane’. |
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Crimini di guerra a mezzo stampa
di John Pilger
18.04.03 -«Ascolta il rumore della libertà» disse l'uomo della Bbc alzando il telefono
sopra la testa prima che il caccia Usa aprisse il fuoco anche su di lui. E il
manager si complimentò con la redazione: «Questa guerra sembra la Coppa del
Mondo»
|
L'ESERCITO PRIVATO
DELLA CNN
di Amedeo Ricucci
17.04.03 -
Solo poche righe sono state dedicate ieri, dalla stampa italiana, alla notizia
che a Tikrit una troupe della CNN ha risposto al fuoco di un gruppo di fedayn
che ne ostacolava, armi in pugno, l’ingresso in città. E’ passata infatti sotto
silenzio la scelta fatta dal network di Atlanta di ricorrere ad una società
privata per garantire la sicurezza in Iraq dei propri giornalisti non
“embedded”. |
Hotel Palestine
di Amedeo Ricucci (per gentile concessione)
11.04.03 - E’ la solita storia. Prima sparano sull’albergo dei giornalisti e poi, con le
mani sporche di sangue, cercano malamente di scusarsi. E’ successo l’altro ieri
all’Hotel Palestine di Bagdad così com’era successo il 12 febbraio 2002
all’hotel City Inn di Ramallah, dove stavo assieme a Raffaele Ciriello il
giorno prima che venisse ucciso da un blindato israeliano. |
Al Jazeera, resiste in Rete
di Donatella Della Ratta
11.04.03 - Sotto il tiro incrociato
degli americani e del regime iracheno, l'emittente esce malconcia dalla guerra,
ma continua il suo difficile lavoro on line. Ripristinato, dopo il boicotaggio,
il sito in inglese, con news e analisi |
Hotel Palestine, tredici
giorni vissuti pericolosamente
di Toni Fontana
11.04.03 - Toni Fontana era stato
arrestato dagli iracheni nei pressi di Bassora 13 giorni fa assieme ad altri sei
colleghi di diversi giornali italiani. Trattenuto a Baghdad all'Hotel Palestine,
per tutto questo tempo gli era stato impedito di avere contatti con l'esterno e
di mandarci le sue corrispondenze |
Un errore previsto
di Giulietto Chiesa
11.04.03 - Nei conflitti i
giornalisti muoiono perché condividono la stessa sorte dei civili: vittime di
una guerra che non risparmia nessuno nella sua voglia di «civilizzare» popoli
riottosi |
Cannonate sulla
stampa
di Giuliana Sgrena
11.04.03 -
Tre giornalisti uccisi a Baghdad: un giordano, uno spagnolo e un ucraino. Un carro armato Usa prende di
mira l'hotel Palestine. «Si è difeso dai cecchini», sostiene il comando
americano. Ma tutti i reporter negano. «Ci ha visto, sono sicuro che ci ha
visto», dichiara il corrispondente di Sky News. |
La vecchia illusione dei
media liberal
di Eric Alterman
08.04.03 - I mezzi di informazione americani hanno a
lungo conservato una reputazione di indipendenza rispetto ai poteri costituiti.
Retaggio dell'epoca del Watergate, quest'immagine è in realtà falsa, perlomeno
dopo gli anni di Reagan. L'appoggio incondizionato alle politiche di governo
dato oggi da carta stampata, radio e telvisione potrà forse dissipare questa
vecchia illusione. |
L'inarrestabile
reporter tecnologico
di Roberto Zanini
11.04.03 - Nel 1991 la
parabola della Cnn pesava due tonnellate, oggi un videotelefono pesa 4 chiliCi sono almeno mille cronisti nel cosiddetto «teatro
delle operazioni». Grazie ad apparati leggeri e potentissimi è difficile
impedire loro di arrivare in prima linea, ed è quasi impossibile tenerli tutti
sotto controllo. Raccontano tanto, infastidiscono molto. E pagano troppo
|
Al Jazeera, una giornata surreale
di Farid Adly
11.04.03 - Il
funerale del giornalista ucciso, l'invettiva della vedova, l'intervista al
marine |
attacco contro Al
Jazeera e l'hotel Palestine.
L'international Federation of Journalists dichiara: "Non si può
combattere per la democrazia con le vite dei giornalisti"
09.04.03 - Sono 12 i giornalisti che hanno perso la vita per raccontare il conflitto in
Iraq. La cronologia di incidenti, aggressioni e attentati di cui sono
rimasti vittima e che comprende anche i dispersi.
|
La forza dell'invisibile
di Chiara Zamboni
08.04.03 - Una guerra a copertura
mediatica totale che crea spettatori totali. Ma la realtà non sta tutta in
quello che viene fatto vedere, né in quello che viene occultato. C'è qualcosa
che resta invisibile ma che attraverso le immagini possiamo intuire. E porta i
segni di sentimenti e comportamenti che il reportage della guerra non racconta,
ma che lavorano nel profondo di ciascuno di noi e ritesse la trama
dell'esistenza e del legame sociale al di là delle armi e delle strategie
militari e mediatiche |
Maldiguerra nei giornali
di Guido Ambrosino
08.04.03 -
La Berliner Morgenpost e la Welt, due
quotidiani del gruppo Springer con una direzione unificata, non hanno esitato a
schierarsi, già prima dell'invasione Usa in Iraq. Il direttore Jan-Eric Peters
scrisse che si poneva una sola questione: «Con l'America o contro
l'America?». Unica risposta ammissibile, con l'America |
La guerra per
la verità
di John Pilger
07.04.03 - "Abbiamo avuto una gran giornata”, ha dichiarato il
sergente Eric Schrumpf dei Marines sabato scorso. “Abbiamo ucciso un sacco di
persone" |
Embedded:
i giornalisti arruolati
06.04.03 - ‘Embedded’, arruolati. Questa la condizione dei
reporter che seguono le truppe anglo-americane nella guerra irachena |
Venga l'arcobaleno dei
'media' della pace
di don Giulio Albanese
06.04.03 - Ormai, abituati come siamo ai filmati
provenienti dal fronte, tutto sembra esaurirsi in una pietosa
accettazione di un destino inesorabile fatto di bombe a pranzo, cena
e colazione |
«Ci censurano»: la protesta di Al Jazeera
di Donatella della Ratta
06.04.03 -
L'Iraq sospende un giornalista e ordina l'espulsione
della star Allouni E la rete reagisce «spegnendo» i suoi reporter: «Nessuno ci
impone chi va in video» |
IN TV DAL NEMICO, LICENZIATO
PETER ARNETT
02.04.03 - Il premio Pulitzer per il
Vietnam cacciato dalla NBC. La colpa: aver detto che i piani
americani in Iraq sono falliti . Nel 1998 fu allontanato dalla CNN
per un servizio sull'uso dei gas per i disertori |
Arnett perde la battaglia
dello scoop
di Filippo Ceccarelli
02.04.03 -
Chi non si vorrebbe vedere stasera, o
domani, o dopodomani, una bella intervista di un giornalista
occidentale a Saddam Hussein? |
Licenziato Peter Arnett
di Giulia D'Agnolo Vallan
02.04.03
- Il popolare giornalista, inviato a Baghdad, cacciato dalla Nbc
News dopo aver rilasciato un'intervista alla televisione irachena |
L'Iraq raccontato dai media tra censura e
imparzialità
di Federico Rampini
31.03.03 -
Per il 58 per cento degli statunitensi il
diluvio di notizie sull'avanzata dei marines verso Bagdad "trasmette
molta paura".
Giornali e tv concordano: il conflitto va
male |
Zittita l'informazione
di
Giuliana Sgrena
31.03.03 - Su Baghdad continuano i bombardamenti. Un missile
colpisce e distrugge il ministero dell'Informazione, uno dei simboli
del potere ma soprattutto il migliore strumento della propaganda di
regime. E in città arrivano i sette giornalisti italiani fermati
dalla polizia |
Baghdad, fronte
del video
di
Amedeo Ricucci
29.03.03 - Prima dello scoppio del conflitto le televioni hanno
tentato di «formare» l'opinione pubblica con ore e ore di
trasmissioni. Poi, una volta cominciata la guerra, sono emerse le
crepe dell'informazione |
Tempeste di false notizie
di
Giulietto Chiesa
29.03.03 - Per la prima volta gli americani non hanno più il
monopolio delle informazioni sulla guerra. Ma non mancano le
televisioni fedeli a Washington, mentre quelle «nemiche» vengono
bombardate
Sono poche, spiega Giulietto Chiesa, «le trasmissioni televisive che
si sforzano di spiegare cosa sta realmente accadendo in Iraq, sia al
fronte che sul campo diplomatico» |
Bombardata anche la tv: «E'
un obiettivo militare»
28.03.03 -
Salva di
missili sui trasmettitori iracheni vendica lo «sgarbo» delle
immagini dei prigionieri. Breve black out |
Se muore un reporter di
guerra, il direttore del giornale deve ritenersi responsabile?
di Brian MacArthur
26.03.03 - Un'inviata del Times era decisa a rimanere a Baghdad.
Un altro corrispondente ci spiega perché è stata rimandata indietro. |
La
guerra delle televisioni
di John Pilger
26.03.03 -
Negli Stati uniti, dove uno studio ha recentemente accertato che il
75% delle interviste di attualità erano fatte a rappresentanti o ex
rappresentanti del governo o dell'esercito, la censura è più
radicata. Comunque, quando l'attacco è cominciato, politici
favorevoli alla guerra ed «esperti» vari hanno riempito i
teleschermi di tutti i paesi europei, incuranti della popolarità del
movimento contro la guerra. |
Online i messaggi dei marines
e degli iracheni
di Paolo Salom
26.03.03 - Iraq, la guerra dei
blog invade la Rete. Alcuni siti indipendenti raccolgono le
opinioni dei soldati americani e dei sostenitori delle ragioni
dell'Iraq
|
L'aquila del
potere in volo tra Saddam e Bush
di Gianni Canova
26.03.03 - Nei giorni scorsi, gli aerei americani hanno rovesciato
sull'Iraq non solo quintali di bombe, ma anche migliaia di volantini
in cui una foto del rais era affiancata a quella di una famiglia
«proletaria» irachena, con una scritta che - tradotta in italiano -
suona più o meno così: «Lui vive nel lusso, mentre la tua famiglia
lotta per sopravvivere». Il lui era riferito ovviamente a Saddam, ma
qualunque abitante di un ghetto del Bronx avrebbe potuto riferirlo
tranquillamente anche a Bush. Simmetrie di guerra, analogie - di
nuovo - del dominio e del potere. |
Generali in crisi sul fronte
della tv
di Roberto Zanini
25.03.03 -
Settemila
giornalisti nel teatro delle operazioni, 500 con le truppe, 300
nella sola Baghdad: le «notizie ufficiali» americane non reggono
all'urto della massa dei reporter. E le tv arabe trapassano i veti
del Pentagono |
E Radio-Bush riempie le
piazze
di John Andrew Manisco
25.03.03 -
Usa, il gigante
radiofonico Clear Channel convoca «adunate per l'America» |
Un filmato da
cancellare
25.03.03 - L'iniziativa della tv araba Al Jazira non piace ai vertici Usa. I
volti della sconfitta. Scossi e feriti, i 5 prigionieri americani
mostrano la guerra vera, che Bush non vuole far vedere. Ma la
battaglia dell'informazione è appena iniziata |
I network invitati
all'autocensura per avere la possibilità di avvertire prima i
familiari e per non compromettere la sensazione d'invincibilità che
accompagna l'avanzata in corso
di Paolo Mastrolilli
25.03.03 - Il pensiero degli americani, per
chi se lo ricorda, sarà corso all'Hanoi Hilton, la prigione
usata dai vietnamiti per rinchiudere i piloti abbattuti nei
bombardamenti sopra la capitale e il resto del Paese. Il primo
ad entrarci fu Everett Alvarez, catturato il 5 agosto del 1964
dopo che il suo A-4 Skyhawk, decollato dalla portaerei
Constellation per rispondere ai siluri lanciati in mare contro
le navi americane Maddox e Turner Joy, fu colpito sopra la Hon
Gai Bay. |
"Oggi ho veramente paura"
di
Ennio Remondino
22.03.03 - Sarà la prima guerra che mi limiterò a vedere dalla
televisione e ciò che già si percepisce, mi induce alla paura,
peggio che trovarsi al centro del bersaglio.
|
Non a nome mio
di Bianca Mastrominico
22.03.03 - La reazione dei pacifisti britannici alla guerra
contro l’Iraq |
La guerra in televisione e i
salotti dell'informazione, no grazie
di don Giulio Albanese
22.03.03 - Nei salotti
dell’etere, si commentano le immagini dei bombardamenti come se
fossero dei videogame, ignorando il dramma della povera gente di cui
nessuno parla. Personalmente, ho già visto questi fuochi, ho già
ascoltato il grido di persone inermi durante il bombardamento di
Kampala, compiuto nel gennaio del 1986 dalle forze dell’allora
leader ribelle Yoweri Museveni |
I media Usa «si
allacciano le cinture»
di Giulia D'Agnolo Vallan
20.03.03 -
Dal New York Times
l'ultima critica a Bush pre-guerra. Da oggi trionferà il
patriottismo |
Propaganda bellicista
di Anthony Arnove
19.03.03 -
I media diventano parte dello sforzo militare |
Al Jazeera la tv in
onda dall'inferno
di Donatella Della Ratta
19.03.03 -
Intervista con il responsabile della
comunicazione, Jihad Ali Ballout, disponibile a parlare a lungo del
caso unico di un'emittente araba che si vuole libera. Guardata con
diffidenza dall'Occidente, e boicottata dai paesi del Golfo, che le
hanno tolto pubblicità, al Jazeera rivendica la sua professionalità.
Il suo slogan è «spazio a un'opinione e all'opinione opposta».
|
Gli alfieri
stonati della propaganda americana
di Eric Rouleau (giornalista)
14.03.03 -
Col pretesto della comunicazione, tutti i governi, chi
più chi meno, praticano la disinformazione. E in tempi
di guerra, l'informazione manipolata diventa moneta
corrente. Ma anche la disinformazione ha le sue
precise regole |
Prigionieri della notizia
di Giulia D'Agnolo Vallan
07.03.03 -
«Gli americani e gli europei hanno una visione
diversa rispetto alla guerra in Iraq perché
leggono notizie diverse».
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I
giornalisti accompagneranno le truppe USA
di Ralph Blumenthal e Jim Rutemberg
28.02.03 -
Per la prima volta dalla 2° guerra mondiale e su
una scala mai vista prima per l'esercito
americano, saranno assegnati al seguito di unità
di combattimento e di supporto, giornalisti che
copriranno tutti gli attacchi USA in Iraq e li
accompagneranno per tutto il conflitto. |
CNN, il
Pentagono in redazione
di Robert Fisk
27.02.03 -
La madre
di tutte le tv si prepara alla prossima guerra in Iraq. Sul
campo, l'esercito addestra i giornalisti.
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Quante
divisioni ha Murdoch?
di Antonello
Catacchio
27.02.03 -
Centosettantacinque
testate a favore della guerra. Dalla Gran Bretagna alla
Nuova Zelanda, i giornali del magnate australiano vanno
all'attacco
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