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comunicato stampa (24.10.2008)




 

 

 

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28 novembre 2008
ore 11,00 - Palazzo Squarcialupi - Sala Stretta
piazza del Duomo, 2 - Siena

Ottava edizione del Premio di giornalismo "Città di Siena-Isf"

vincitori:
Sayed Parwez Kambakhsh (23 anni) e Nasim Fekrat (25 anni),
giornalisti afghani

Sayed Parwez Kambakhsh, 23 anni, redattore di 'Jahan e Now' (Il nuovo mondo), studente di giornalismo accusato di blasfemia, condannato in prima istanza alla pena di morte. Il 21 ottobre 2008 la pena capitale è stata annullata ma commutatata in 20 anni di reclusione. Secondo l'accusa il giovane aveva distribuito illegalmente un articolo stampato da Internet, in cui si chiedeva perché la fede islamica non si modernizza per dare più diritti alle donne. La condanna a morte nei suoi confronti era stata presa a esempio della deriva conservatrice dell'Afghanistan di oggi. Il 27 ottobre 2007 Sayed venne infatti arrestato dai servizi di sicurezza interni nella sua città natale, Mazar-e-Sharif, con l'accusa di «ehaant be Islam», il termine usato dalla «Sharia» (la legge religiosa) per i blasfemi. Lui, studente di giornalismo, aveva solo mandato via e-mail ai compagni un articolo di un intellettuale iraniano dove si sosteneva che le donne dovrebbero avere gli stessi diritti degli uomini, anche in materia di matrimonio.

Sayed, una vicenda incredibile

Nasim Fekrat, ideatore dell'associazione dei blogger afghani, è un giovane blogger afghano, reporter e fotografo freelance, che vive e lavora a Kabul. Per qualche tempo è stato anche costretto ad abbandonare l’Afghanistan per le minacce subite da chi non accettava una voce libera e irriducibile come la sua. Nonostante tutto Nasim ama profondamente la sua terra e, mettendo a rischio la propria sicurezza, da molti anni sta cercando, anche attraverso il web, di costruire un futuro migliore, più libero e più giusto. Per sé, per i suoi amici, per le generazioni che verranno. Nel 2005 ha ricevuto il premio di Reporters sans frontières per la libertà di espressione sui blog. Adesso ha deciso di organizzare in Afghanistan, dove anche l’elettricità è un lusso,un blogging workshop, un laboratorio per insegnare a bloggare agli studenti, ai giovani giornalisti e a tutti coloro che vogliano apprendere come scrivere e diffondere le proprie idee sul web.

Nasim, la sua storia raccontata da lui


Edizione 2007



Vincitori:
Adnan Hassanpour e Hiwa Boutimar (documenti e foto)

Edizione 2006



vincitori:
Selwa Zako e William Warda (documenti e foto)

I vincitori precedenti del Premio

Nel 2000
Il giornalista bosniaco Zeljko Kopanja (cofondatore e attuale direttore del settimanale Nezavisne Novine, il maggiore settimanale indipendente di lingua serba della Bosnia-Erzegovina) e la redazione del quotidiano curdo di Istanbul Yeni Gundem (Nuovo diario).

Nel 2001
Gideon Levy, redattore del quotidiano di opposizione israeliano Ha'aretz, uno dei giornalisti più sensibili ai problemi e alle sofferenze del popolo palestinese e il giornalista irlandese Martin O’ Hagan (alla memoria) redattore del Sunday World di Dublino, ucciso a colpi di arma da fuoco davanti alla sua abitazione nella cittadina di Lurgan il 28 settembre 2001 in un agguato poi rivendicato dal gruppo paramilitare lealista "Difensori della mano rossa’.

Nel
2002
Bassem Eid, giornalista palestinese, fondatore e direttore esecutivo del Palestinian Human Rights Monitor Group di Gerusalemme Est. Una delle voci meno schierate e significative del panorama mediorientale.

Nel 2004
Aidan White
, segretario generale dell’International Federation of Journalists (il sindacato mondiale dei giornalisti).

Nel
2005
Akbar Ganji, giornalista e scrittore, in carcere dal 2000 al 2006 per aver accusato  in molti articoli alti esponenti del regime di Teheran di essere coinvolti nell’uccisione di alcuni dissidenti negli anni ’90. Al momento della premiazione Ganji era ancora in carcere e il premio è stato ritirato da
Mashaollah Shamselvaezin (presidente dell’Associazione Professionale dei Giornalisti Iraniani, Teheran) e da Yousef Molaie, (avvocato del collegio difensivo di Akbar Ganji).

Nel 2006
Selwa Matti Zako, giornalista, attuale direttore della rivista ‘Tawasol Monthly’, membro dell’Iraqi Media and Communications Commission, e William K. Warda, direttore della catena televisiva Ashur, con sede a Baghdad; la televisione dà voce alla minoranza assira.

Nel 2007

Adnan Hassanpour e Abdolvahed “Hiwa” Boutimar, giovani giornalisti curdo-iraniani, condannati all’impiccagione, il 14 luglio 2007, da un Tribunale della Rivoluzione Islamica con l’accusa di  "attività sovversive contro la sicurezza nazionale", "spionaggio" e "propaganda separatista". Nella realtà tutte queste accuse si traducono in una sola: aver scritto e diffuso parole di libertà contro la metodica persecuzione esercitata dal regime degli ayatollah nei confronti dei curdi, nella regione del Kurdistan iraniano. Attualmente i due giornalisti sono ancora in carcere ma la condanna a morte è stata annullata.


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