|
''Mi chiamo
Néstor Baguer Sánchez Galarraga. Risiedo in Centro Habana. Sono giornalista di
professione; però, oltre a questo, dal 1960 lavoro per gli Organi della
Sicurezza dello Stato"
PUBBLICO MINISTERO. –
Qual è il suo nome per gli Organi della Sicurezza dello Stato?
NÉSTOR BAGUER. –
Octavio.
PM – Ci dica
delle origini dell'Asociación de Prensa Independiente,
e se lei ha avuto
relazioni con questo tipo di attività.
NÉSTOR BAGUER. –
Questo mi fu suggerito da persone controrivoluzionarie, perché avevano
primariamente bisogno di un giornalista; però io lo presi come un lavoro per gli
Organi della Sicurezza dello Stato, cioè, invece di cadere nelle mani di chi
poteva fare molto danno, cercai di ridurre questo danno.
PM –
E questo le fu utile sia per ricevere informazione sia perché si avvicinassero a
lei persone che erano interessate a dare informazioni al nemico?
NÉSTOR BAGUER. –
Esattamente.
PM –
Come si comportò? In quale modo questo tipo di informazioni è trasmessa
all'estero?
NÉSTOR BAGUER. –
Prima di tutto una cosa: i primi ad interessarsi furono quelli dell'Ufficio di
Interessi degli Stati Uniti. Io non conoscevo nessuno di loro e mi chiamarono,
mi invitarono affinché andassi a conversare con loro, e mostrarono un grande
interesse, e mi dissero che loro mi avrebbero appoggiato in tutto affinché io
portassi a termine questo lavoro. Immediatamente dopo incominciarono ad arrivare
giornalisti; anzi, io non potrei dire che erano giornalisti, perché in realtà,
di 30 o 40 giornalisti che venivano, solamente due lo erano, e di questi uno ero
io; io posso dirvi con sicurezza che attualmente dei 100 che si dicono
giornalisti indipendenti, solamente cinque o sei sono professionisti; gli altri
sono mercenari che si dedicano a diffamare, poiché dicono menzogne, insultano,
mancano di rispetto al nostro capo di Stato e al nostro governo; insomma non
sono giornalisti ma terroristi dell'informazione.
PM -
Quando essi preparavano questa informazione, a chi la inviavano?
NÉSTOR BAGUER. -
La inviavano a me, e allora io, visto che avevo telefoni diretti, mi mettevo
direttamente in contatto con Radio "Martí"; poi negli Stati Uniti cubani
controrivoluzionari crearono agenzie per aiutare coloro che erano qui a Cuba.
PM –
Che tipo di agenzie erano queste? Ricorda qualche nome di queste agenzie?
NÉSTOR BAGUER. –
Sì, come no; c'era CUBANET, CubaPress, insomma incominciarono a proliferare come
funghi.
PM– Néstor, lei ha usato la parola mercenari.
NÉSTOR BAGUER. –
Sì.
PM –
Evidentemente riferendosi al fatto che questi vengono pagati.
NÉSTOR BAGUER. –
Logico.
PM –
Come venivano effettuati questi pagamenti?
NÉSTOR BAGUER. –
Il governo nordamericano, consegna milioni, perché io ho cifre che possono
provare ciò. Per esempio, CUBANET riceveva 2 o 3 milioni di dollari per coloro
che lavoravano per quest'agenzia. La mia agenzia lavorava per CUBANET
PM –
Attraverso quale via inviavano il denaro?
NÉSTOR BAGUER. –
La maggior parte utilizza Transcard. Ce ne sono alcuni, quando la quantità non è
troppo grande, che lo mandano con dei postini, che loro chiamano corrieri.
L'ambasciata ti facilita molte cose, molti regali, molte feste, molte
attenzioni; ti regalano borse dove ci sono radio portatili speciali per poter
sintonizzarsi radio "Martí", o registratori, macchine fotografiche, insomma
tutto quello di cui puoi aver bisogno per il tuo lavoro. Tu passi lì dei giorni
in cui loro attendono, ti ricevono, ti danno una festa e poi ti passano in una
sala dove ci sono centinai di borse piene di tutti questi regali perché tu possa
scegliere quelle che vuoi; non è che tu ne prenda una o due; tu scegli quante ne
vuoi. E che cosa succede? Ci sono alcuni che prendono otto o dieci borse;
perché? Perché queste radioline, che sono speciali e sono molto buone, vengono
vendute a 20 dollari ognuna; loro se ne tengono una sola e vendono le restanti.
La stessa cosa fanno con i registratori; chi oggi possiede un registratore fa un
affare perché si vende subito.
PM –
Quando andate all'Ufficio di Interessi ricevete qualche tipo di insinuazione
sulle attività che dovete fare nel paese?
NÉSTOR BAGUER. –
Consigliano loro tutti i temi che devono trattare: "Dovete parlare su questo,
dovete parlare sulla scarsità di alimenti, sui black-out, sul trasporto, sulla
mancanza di medicine, sul trattamento negli ospedali, il trattamento delle
prigioni"; insomma indicano loro i temi che interessano a loro, non i temi che
interessano a Cuba, bensì quelli che interessano a loro affinché l'informazione
venga diffusa all'estero.
PM –
Con quali funzionari dell'Ufficio di Interessi avete avuto principalmente questi
contatti?
NÉSTOR BAGUER. -
Sempre con il responsabile e vice responsabile della Sezione Stampa e
Propaganda. Queste cose si trattano con loro.
PM –
Con riferimento a questo denaro, al quale lei si riferiva pochi minuti fa,
utilizzato per pagarvi, una volta ricevuto qui per le distinte vie, lei è a
conoscenza se sono sorte discrepanze tra i differenti membri del gruppo per
perdite, smarrimento, ripartizione del denaro?
NÉSTOR BAGUER. –
Non solamente ci sono state discrepanze; si sono verificati furti, si rubano tra
loro stessi. Ci sono stati giornalisti che hanno lavorato per sei mesi e non
hanno ricevuto neanche un centesimo, e dopo, quando hanno cercato di
investigare, si è scoperto che il denaro era stato inviato dall'agenzia di Miami
a Cuba, ma siccome tutto si invia a nome del capo gruppo, questi se lo era
preso. Poco fa è venuto fuori un caso di uno che si è preso il denaro di sei
mesi di tutti i giornalisti.
PM–
Qual è questo caso?
NÉSTOR BAGUER. –
Il signore che si autodefinisce giornalista, Jorge Olivera, che si impossessò
del denaro di sei mesi inviato per il resto dei suoi aiutanti.
PM – Néstor, se è possibile noi vorremmo che ci spiegasse quali sono i
principali funzionari della SINA che hanno avuto vincoli con voi in queste
attività.
NÉSTOR BAGUER. –
Per primo c'era Kozak, poi Vicky e poi Cason, che è quello che è a capo in
questo momento. E poi, com'è logico, con quelli della stampa e propaganda,
adesso c'è Gallegos, e prima ce ne sono stati diversi, tra questi Beagle; ce ne
sono stati tantissimi, perché essi vengono cambiati spesso; in questo modo sono
molti quelli che ho conosciuto, perfino donne, una di loro si chiamava Mary,
ed moglie di un argentino, dunque parlava spagnolo perfettamente. Insomma io ho
conosciuto tutti coloro che sono passati da questa Sezione.
PM –
E l'accesso all'Ufficio come si effettua ?
NÉSTOR BAGUER. –
Per andare all'Ufficio bisogna chiedere un lasciapassare che viene dato per un
determinato giorno e a una determinata ora; però il mio lasciapassare è
speciale, si dice aperto, cioè posso andare qualunque giorno e a qualunque ora.
PM – Quali
sono le principali attività che questi funzionari organizzavano con lei, a cui
loro partecipavano? Insomma tutti i tipi di attività che loro potevano
organizzare con voi.
NÉSTOR BAGUER. –
Tutte le volte che c'era un'attività dove si invitavano cubani, tutti loro
partecipavano, includendo le mogli; perché la loro questione è quella di parlare
alla maggior quantità di cubani possibile per vedere quello che riescono a
tirare fuori. "Ditemi, come sono i prezzi nel mercato, nella piazza? C'è o non
c'è scarsità?
PM –
Quando lei visitava l'Ufficio, aveva qualche possibilità di fare qualche lavoro
giornalistico o di accedere alle informazioni?
NÉSTOR BAGUER. –
Lì avevo una sala, c'è una sala per internet, dove ci sono moltissimi computer,
e si possono usare. Per esempio, io potevo usarle senza bisogno di chiedere il
turno, perché questo lo fanno per i giornalisti cubani, gli danno un turno per
un giorno fisso e due ore di lavoro al computer.
PM –
In questa sala, su cui ci ha riferito, aveva la possibilità di portare via con
sé alcune pubblicazioni?
NÉSTOR BAGUER. –
A me le pubblicazioni me le consegnano sempre a casa. Ogni pubblicazione mi
viene mandata a casa mia, giornali o riviste.
PM –
Il 14 marzo partecipò a un'attività che venne data lì?
NÉSTOR BAGUER. –
Sì.
PM –
Quali furono i motivi dell'attività e dove si svolse?
NÉSTOR BAGUER. –
L'attività si svolse nella sala da pranzo della residenza del signor Cason,
ovvero dentro casa sua. Quindi la gente venne divisa in tre gruppi: primo, il
gruppo di etica giornalistica, presieduto da me; un altro, il gruppo di contatti
e relazioni con la stampa di altri paesi; e infine un altro per i temi da
lavorare nel futuro. Mi venne dato
il tavolo dell'etica su richiesta degli stessi americani; però, immaginatevi,
parlare… lo ce l'ho messa tutta … Lì c'era la France Press, la TV spagnola, la
tedesca, ce ne erano cinque di queste.
PM –
Potrebbe parlarci di Raúl Rivero e dei suoi vincoli con questo
tipo d'attività.
NÉSTOR BAGUER. –
È un alcolizzato, e l'alcolismo lo portò all'estremo, perché diceva cose
incredibili nell'UPEC, nell'UNEAC, a squarciagola, e questo gli costò
l'espulsione da tutte le parti. Insomma si "suicidò" con le sue stesse mani, e
per guadagnarsi da vivere incominciò a mandare poesie all'estero, e da lì,
quando vide che il giornalismo era distinto, falso, però che dava denaro,
contattò gli ex compagni dell'UNEAC e dell'UPEC che si trovavano in esilio,
traditori, e utilizzò la loro amicizia affinché gli conseguissero un posto dove
scrivere. Dunque, questa gente contattò i giornalisti nordamericani e fecero sì
che lui potesse scrivere nell'Herald di Miami, che è il giornale più conservatore
del sud della Florida e, ovviamente, è pagato molto bene. Poi lo
collegarono con l'istituzione della stampa nordamericana, a cui aderiscono tutti
i proprietari dei giornali degli Stati Uniti, che è la SIP (Società
Interamericana della Stampa), e con l'influenza della mafia di Miami riuscirono
a far nominare Raúl vicepresidente per i Caraibi della SIP, ovviamente con una
rimunerazione da vicepresidente di una istituzione nordamericana.
PM –
Raúl viene pagato per queste informazioni che offre?
NÉSTOR BAGUER. –
Eccome no e profumatamente anche!
PM –
In che modo viene effettuato questo pagamento?
NÉSTOR BAGUER. –
Glielo pagano negli Stati Uniti a sua figlia che vive lì.
PM –
Che cosa ci dice di Ricardo?
NÉSTOR BAGUER. –
Ricardo si attaccò a Raúl, poiché Ricardo non è giornalista neanche alla
lontana. Raúl era in una situazione che lo portò a separarsi da tutti i suoi
amici, perché chi erano i suoi amici? I giornalisti dell'UPEC e gli scrittori
dell'UNEAC. Si trovò senza amici. L'unico amico che gli restava ero io,
comprende?, e siccome non coincidevamo in idee, non ci scontravamo, però non
coincidevamo in idee – a volte stavamo mesi senza comunicarci – ricorse a questi
che in pratica gli venne dietro. Dunque offrì la sua casa di Miramar per
installare una redazione dotata di tutto: apparecchiature elettroniche, tre
impiegati stipendiati, insomma tutte le comodità per lavorare, e mise tutto a
disposizione di Raúl. Raúl, dunque, costituisce la società "Marquez Sterling" da
lui presieduta; insomma, è lui che dirige e che comanda lì, e l'altro non è
altro che una polena, una figura decorativa.
PM –
Quando si riferisce all'altro si riferisce a Ricardo?
NÉSTOR BAGUER. –
L'altro è Ricardo, la polena, la figura che appare di fronte, però non è
nessuno.
PM–
Ricardo ha vincoli con il governo degli Stati Uniti, con l'Ufficio di Interessi?
NÉSTOR BAGUER. –
Certo. Appare come presidente dell'associazione "Marquez Sterling"; ormai ha
fatto lì i suoi vincoli.
PM –
Uno dei due ha vincoli con gli elementi che risiedono a Miami?
NÉSTOR BAGUER. –
Raúl sì. Per quello che riguarda Ricardo non so, perché non conosco la sua vita,
lo incontrai per la prima vola quattro o cinque mesi fa. Raúl sì, poiché tutti i
poeti che se ne sono andati, tutti gli scrittori che se ne sono andati, sono
tutti amici suoi, perché sono stati compagni per molti anni nell'UNEAC, compagni
di sbronze, compagni di festini e di cose del genere. Sono tutti amici. Tutti i
poeti cubani in esilio sono amici di Raúl.
PM–
Lei conosce Frank Calzón?
NÉSTOR BAGUER. –
Certamente.
PM –
Lei sa chi di queste due persone ha relazioni con Frank Calzón?
NÉSTOR BAGUER. –
Sia Ricardo che il Gordo, cioè Raúl, perché Frank Calzón ci conosce tutti; da
quando si è separato dall'agenzia con cui lavorava non ho più avuto rapporti con
lui. Ho il suo telefono però non mi sono mai visto nella necessità …
PM –
Può descrivere chi è Frank Calzón?
NÉSTOR BAGUER.
– In primo luogo, Frank Calzón non è giornalista, bensì un vecchio agente della
CIA, che lavora da anni per la CIA.
|