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''A Cuba
nessuno è fesso''. Parola del ministro degli esteri Felipe
Perez Roque (nella foto). Il signor Cason - ammicca il ministro degli
esteri nella torrenziale conferenza stampa del 9 aprile,
secondo il resoconto in italiano di Granma - ''dovrebbe
valutare bene il compito che si è proposto, deve valutarlo,
deve sapere che ormai sono passati 10 presidenti degli Stati
Uniti, 20 direttori della CIA.
Bisogna avvertirlo, bisogna metterlo in guardia rispetto al
fatto che a Cuba 'nessuno è fesso', che gli abbiamo detto
soltanto una parte di quello che sappiamo; deve sapere ciò,
e deve sapere anche che il nostro popolo ha imparato a
difendersi e conta sulla gente, perché ha soprattutto
l'appoggio del popolo; perché ha la legittimità che emana
dai suoi atti trasparenti e al servizio del benessere
comune. Deve saperlo, deve saperlo, che qui nessuno è
stupido, e che lui, che è arrivato qui da poco tempo, deve
rivedere il compito che si è proposto; o dovremo continuare
ad organizzargli le riunioni lì e a partecipare ai party che
egli offre?" (risate).
Ecco una sintesi del suo intervento.
40 anni di ferreo
blocco economico, finanziario, commerciale, di
aggressioni, di azioni terroriste; oltre 600 piani di
attentati, di assassini contro il capo dello Stato cubano;
decenni d'incoraggiamento alla sovversione, all'emigrazione
illegale, ai sabotaggi, all'azione di gruppi armati che sono
stati tollerati; dopo tutta questa storia che il nostro
popolo conosce bene – soltanto il blocco è costato è costato
a Cuba oltre 70 milioni di dollari -; dopo tutto ciò, il
nostro popolo ha dovuto affrontare l'ossessione dei governi
degli Stati Uniti di fabbricare a Cuba un'opposizione, di
fabbricare a Cuba una quinta colonna, di incentivare la
nascita e il rafforzamento di gruppi che rispondano ai loro
interessi, con una chiara visione annessionistica, che un
giorno sarebbero incaricati di favorire l'annessione di Cuba
agli Stati Uniti, in un ipotetico scenario di sconfitta
della Rivoluzione Cubana. Questa è stata la loro ossessione:
leggi, finanziamento, stimolo, lavoro dei servizi speciali a
tale scopo. Non è possibile analizzare i recenti avvenimenti
a Cuba dimenticando la lotta dei cubani per il diritto ad
essere un paese indipendente, che ha dovuto affrontare gli
appetiti storici degli Stati Uniti e i piani concreti di
annettere Cuba. E con l'arrivo dell'amministrazione
presieduta da Bush, c'è stato un balzo nell'ostilità contro
Cuba. La presenza in posti chiavi del governo Usa di più di
una ventina di cubani provenienti dai gruppi estremisti di
Miami, la decisione di consegnare la principale
responsabilità nel Dipartimento di Stato negli affari
dell'America Latina, e quindi di Cuba, nelle mani del
signore Otto Reich, hanno propiziato - insieme al
compromesso e al debito di gratitudine che il presidente
Bush aveva già nei confronti dei gruppi di Miami che
l'avevano appoggiato nella campagna elettorale e avevano
avuto un ruolo chiave nella sua elezione - che si scatenasse
una nuova tappa di accresciuta ostilità contro Cuba. Devo
dire chiaramente che noi non incolpiamo il popolo degli
Stati Uniti, non incolpiamo la maggioranza dei cubani che
risiedono negli Stati Uniti, che noi non denominiamo "la
mafia". Non incolpiamo gli ampi settori della società
nordamericana, degli intellettuali, degli imprenditori, che
capiscono la necessità di un cambiamento nella politica
verso Cuba, che appoggiano la normalizzazione dei rapporti.
Noi attribuiamo la colpa di ciò ai gruppi estremisti di
Miami, che sono una minoranza, e ai settori che all'interno
dell'Amministrazione sono impegnati in una politica di
ostilità contro Cuba.
Negli ultimi sette
mesi ci sono stati sette sequestri di aerei e di
imbarcazioni cubane, propiziati dalla tolleranza delle
autorità statunitensi
-
si finanziano oltre 1200 ore settimanali di trasmissione
radio contro Cuba.
- è stato indicato alla Sezione di Interessi degli Stati
Uniti all'Avana (SINA) di convertirsi praticamente nello
stato maggiore e quartiere generale della sovversione
interna a Cuba, con un Capo della suddetta Sezione con un
profilo mai visto durante il quarto di secolo di
funzionamento della SINA, in aperta violazione delle leggi
che regolano il comportamento diplomatico, di aperta
intromissione negli affari interni di Cuba, con un tono e
una condotta che non sono, assolutamente, quelli di un
diplomatico
- l' uso della valigia diplomatica della SINA si è
moltiplicato per finanziare e fornire mezzi necessari ai
gruppi creati e pagati dal governo degli Stati Uniti
affinché svolgano il lavoro controrivoluzionario a Cuba.
Il signor Cason,
come si vede, viene a Cuba con il compito di creare un
partito unico "dei dissidenti". Il suo lavoro vuole
eliminare le differenze interne tra i gruppi dissidenti, gli
scontri interni per motivi di protagonismo o di soldi, e
cercare di creare un gruppo unito, con i soldi. Sottolineo
in vostra presenza che il signor Cason segna un momento di
approfondimento della politica di sovversione contro Cuba,
aperta, sfacciata.
Lui dice: "Ogni volta che posso incontro la Fondazione
Nazionale Cubano americana", e cioè coloro che hanno
finanziato la catena di attentati terroristi contro gli
alberghi a Cuba, che causarono la morte a un turista
italiano* e ferite a varie decine di turisti e di lavoratori
cubani.
"Incontro loro ogni volta
che posso" il Consiglio per la libertà di Cuba, che è la
fazione paramilitare dell'antica Fondazione Cubano
Americana; Martín Pérez, capo dell'apparato paramilitare
della fondazione, organizzatore di molteplici piani di
assassinii del Capo dello Stato cubano, il presidente Fidel
Castro, in eventi internazionali; che parteciparono
all'organizzazione e finanziamento del tentativo di porre 40
chilogrammi di esplosivo C-4 nel vertice iberoamericano di
Panama per assassinare il Presidente di Cuba. Sappiamo molto
bene cosa è venuto a fare qui il signor Cason
Il 24
febbraio
Cason in
una riunione con alcuni di questi ''mercenari'' fa ''delle
insolite dichiarazioni'' per un diplomatico... (*)
Il 6 marzo Fidel Castro definisce quelle dichiarazioni ''una
provocazione svergognata e sfidante (sic)''.
Il 7 marzo il Dipartimento di Stato conferma che da nove
giorni sono nelle celle di rigore i cinque Eroi cubani*
Il 10 marzo viene consegnata a Cason una nota diplomatica
che gli suggerisce ''di smettere con questo suo
comportamento francamente provocatore''.
Il 12 marzo il signor Cason organizza una nuova riunione
cospirativa a casa sua.
Il 14 marzo, ancora un' altra riunione.
Siamo stati pazienti - continua Perez Roque -, ma le cose
erano arrivate a un punto insostenibile per il nostro paese.
Gli arresti.
Voglio
sottolineare che gli arresti sono avvenuti il 18 e il 19
marzo, quindi prima della guerra nell'Iraq e prima dei
sequestri dei due aerei e della barca; la decisione è stata
adottata in precedenza e gli arresti si sono operati come
conseguenza della situazione insostenibile creatasi a
partire dalle provocazioni e dall'azione irresponsabile del
signor Cason.
I processi. E'
falso quello che dicono che ci sono state pene di morte; è
falso che ci siano state condanne all'ergastolo, anche se
sono previste nella legge, e devo dire che i comportamenti
di alcuni di questi accusati meritavano condanne più dure di
quelle ricevute, come si prevede anche in altre legislazioni
del mondo.
1)
I
processi penali sono stati istruiti con carattere sommario
in virtù della Legge di 1977 n. 5, il Codice di Procedura
Penale.
Il processo sommario è
un'istituzione che non è stata creata a Cuba e ancora meno
utilizzata soltanto a Cuba. Praticamente fa parte delle
legislazioni di oltre 100 Paesi nel mondo, compresi gli
Stati Uniti, ed è stato il governo coloniale spagnolo a
portarla a Cuba. Respingo l'idea che un processo sommario
è un processo senza garanzie.
2) Nessuno potrà mai fare il nome di una persona arrestata a
Cuba durante la notte, incappucciata e scomparsa. In
America Latina rimangono ancora senza soluzione migliaia di
questi casi. Non si può imputare niente del genere a Cuba.
3) Abbiamo rispettato assolutamente il processo e le
garanzie per tutti gli accusati, in virtù della legislazione
cubana e in virtù dei principi generalmente riconosciuti e
accettati nel mondo.
Quindi:
Primo,
tutti gli accusati erano a conoscenza dei capi di accusa e
hanno avuto occasione di addurre anche prima della
celebrazione dell'udienza tutto quanto hanno ritenuto
opportuno.
Secondo,
tutti gli accusati hanno esercitato il diritto di avere la
rappresentanza legale, un avvocato della difesa che, secondo
la legislazione cubana, può essere designato dall'accusato o
,se questi non lo facesse, d'ufficio dal tribunale. Voglio
chiarire che hanno partecipato 54 avvocati della difesa nei
29 processi; alcuni degli avvocati difendevano più di un
accusato.
44 di essi
erano designati dagli accusati e dai loro parenti.
Terzo,
tutti gli accusati hanno esercitato il diritto di essere
ascoltati dai tribunali previamente costituiti. Non si è
creato alcun tribunale speciale ad hoc per giudicare loro.
Nessuno è stato giudicato
unicamente sulla base degli atti, dei documenti, senza che
sia stata ascoltata la sua opinione, le sue dichiarazioni, i
suoi avvocati. L'udienza oltre a essere orale è pubblica. Vi
hanno partecipato circa 100 persone in ogni processo. Hanno
partecipato circa 3 000 ai giudizi, soprattutto parenti,
oltre ai testimoni, agli esperti –centinaia di testimoni, di
periti--, e una media di 100 persone come pubblico ai
singoli processi, circa 3 000 complessivamente ai 29
processi. Quanto all' accusa secondo cui ''i diplomatici
stranieri accreditati all'Avana non sono stati presenti nei
processi", chi ha detto che un diplomatico straniero dev'essere
presente in un processo dove non è giudicato un cittadino
del suo Paese? Perché dovrebbe un diplomatico straniero
essere presente in un processo dove sono giudicati dei
cubani, da un tribunale cubano, con pm cubani, avvocati
della difesa cubani e parenti cubani? Quale lavoro di
supervisione dovrebbe fare? I relativi tribunali hanno
deciso di non permettere l'accesso alla stampa, è una loro
prerogativa che noi rispettiamo; hanno deciso, per motivi di
sicurezza e di organizzazione, nonché per evitare qualunque
incidente, limitare anche l'accesso a centinaia di migliaia
di rivoluzionari che, indignati dall'atteggiamento
antipatriottico e mercenario di questi soggetti, avrebbero
voluto essere presenti nei processi e neanche loro sono
stati ammessi. I processi si sono svolti con tutte le
garanzie per l'integrità fisica e morale degli accusati e
con il dovuto ordine e rispetto verso i loro parenti e tutti
i partecipanti.
Quarto,
tutti gli
accusati e la difesa hanno esercitato il diritto di
apportare le prove opportune in loro favore, oltre a quelle
presentate dall'istruzione di polizia, dalla Procura; hanno
presentato i loro testimoni, gli avvocati della difesa hanno
presentato 28 testimoni che non erano stati presentati
previamente dalla procura, di cui 22, la maggior parte, sono
stati autorizzati subito dai tribunali.
Tutti gli avvocati della difesa hanno potuto accedere
previamente al dossier dell'accusa. Non è come nel caso
degli avvocati della difesa dei cinque cubani ingiustamente
condannati a Miami, che ancora oggi non hanno potuto
accedere all'80% della documentazione presentata dalla
procura, perché il governo degli Stati Uniti l'ha dichiarata
segreta. Questo non è capitato nel nostro caso.
Quinto,
tutti hanno il diritto, e così glielo abbiamo notificato nel
processo, di presentare ricorso contro le condanne in un
tribunale gerarchicamente superiore a quello che ha emesso
la condanna, in questo caso in cassazione davanti al
Tribunale Supremo, è un diritto di cui dispongono e che la
legislazione cubana rispetta scrupolosamente (*)
E sesto,
c'è stato il più trasparente e scrupoloso rispetto della
sicurezza fisica, l'integrità fisica e morale di ognuno
degli accusati in tutte le tappe del processo.
Solo
quattro ''veri'' giornalisti, chiaro?
Dei 37 accusati che per anni si sono proclamati "giornalisti
indipendenti", mentre esercitavano il loro lavoro come
agenti del governo degli Stati Uniti a Cuba, in realtà solo
4 erano laureati in giornalismo o sono stati giornalisti una
volta, chiaro?, 4 su 37. A Cuba non esiste il tecnico medio
(il diplomato, ndr) in giornalismo, chiaro?, né in nessun
altro luogo al mondo. Sono 4 quelli che hanno studiato
giornalismo in qualche università e hanno lavorato alcune
volte come giornalista, 4 su 37. Quattordici su 37 hanno
compiuto studi universitari, compresi questi 4, chiaro?
E poi a Cuba oltre ai 157
corrispondenti che lavorano per i mass media stranieri –
alcuni cittadini di altri Paesi, altri cubani, 157 in
totale, una parte importante dei quali è oggi in questa
sede-, a Cuba lavorano come giornalisti laureati, con il
diploma di Laurea rilasciato dalle nostre università dopo
cinque anni di studi, molti con corsi di post-laurea in
altre istituzioni e università del mondo, 2.175 giornalisti.
Per favore, chiarite che i giornalisti siete voi e sono
loro, i 2 175 giornalisti cubani che lavorano oggi in 548
mezzi di comunicazione cubani –cinquecentoquarantotto!;
radio, televisione, stampa, dei quali 237 hanno versioni
digitali. Ecco la stampa cubana; non i mercenari che
pubblicano nel Miami Herald quello che i loro padroni gli
orientano.
Ci sono
più di 700 000 laureati a Cuba.
Quando sento dire ad alcune personalità che il meglio dell'
intellettualità cubana è stata accusata, in realtà, penso ai
nostri colleghi, alle nostre glorie della danza, della
musica, delle lettere, della poesia, della pittura, del
teatro, alle nostre personalità del giornalismo, ai nostri
scrittori. Mi sembra che ignorare in questo modo
l'intellettualità cubana, riducendola a questo gruppo di
persone, solo perché fra di loro ce ne sono alcuni laureati,
alcuni intellettuali, alcune persone che una volta
esercitarono il giornalismo, mi sembra veramente un'offesa
allo sforzo da noi svolto nell'istruzione del nostro popolo
e della cultura.
Sono state
fornite amplissime prove,
materiale probatorio, da esperti, da testimoni. Ad esempio,
esperti della Banca Centrale di Cuba hanno dimostrato a uno
dei tribunali come il denaro scorre dal governo e dalle
agenzie degli Stati Uniti verso i loro agenti a Cuba. E'
ormai chiara la via del denaro sporco: il governo degli
Stati Uniti ad agenzie facciate, Organizzazioni non
governative, gruppi e istituti negli Stati Uniti, e da lì a
Cuba, di contrabbando, sotto forma di rimesse familiari, si
sa in dettaglio. Questo è il denaro pubblico della USAID.
Non stiamo parlando qui dei soldi dei servizi speciali,
quello consegnato qui direttamente dall'Ufficio di
Interessi, ecc.
Il ruolo principale nella
formazione, nella creazione di questi gruppi, nella
direzione di questi gruppi, nel finanziamento di questi
gruppi, nella stimolazione e protezione di questi gruppi
mercenari a Cuba ce l'ha il governo degli Stati Uniti. E'
l'Ufficio di Interessi nordamericano all'Avana --ed è stato
provato nei processi, ampiamente--, a creare, gestire,
finanziare, incentivare, e proteggere la creazione e il
lavoro sovversivo degli agenti a Cuba. Lo fa in virtù di che
cosa? In virtù dell'adempimento della Legge Helms-Burton.
"Si autorizza il Presidente ad assistere" –cioè, a dare
denaro; denaro del contribuente nordamericano –"e altri tipi
di appoggio a persone e organizzazioni a Cuba..." "Niente di
quanto disposto nella presente legge" –cioè, niente di
quanto detto qui che dev'essere appoggiato dal governo e dal
presidente tramite l'USAID- "proibisce nessuna delle
attività d'investigazione'' –guardate i nomi così
interessanti– "protezione o intelligence giuridicamente
autorizzate da un organismo incaricato di far rispettare la
legge o da un organismo dell'intelligence degli Stati
Uniti". Per evitare confusione che possa far pensare che
adesso l'unico modo di dare soldi e di organizzare la
sovversione a Cuba è tramite la via legale, il legislatore,
il senatore Helms, il congressista Burton, hanno assicurato
che nel testo fosse chiaro che quello non ha niente a che
fare con l'altro, comunque bisogna continuare, per la via
segreta degli organismi dell'intelligence dando il denaro,
finanziando e facendo di tutto.
Ecco ciò
che stanno facendo a Cuba.
Si cerca di presentare questo come un movimento autoctono,
nato a Cuba, la "società civile" –la chiamano- a Cuba,
ignorando le oltre 2 000 organizzazioni non governative e
associazioni cubane, che includono dai chef cuochi fino alle
organizzazioni di donne, gruppi ecologisti, centri di
studio, organizzazioni di giovani, di studenti, delle più
svariate materie dell'attività sociale ed economica del
Paese, insultando infatti tutte queste organizzazioni e le
loro decine, centinaia di migliaia e, in alcuni casi,
milioni di membri.
Cercano di presentare un
tentativo di opposizione escogitato e finanziato
dall'estero, in ottemperanza della Legge Helms-Burton come
un movimento di opposizione nato a Cuba.
Centinaia
di fotografie
sono state
presentate.
Ecco il signor Cason nel
momento in cui lui –un diplomatico straniero accreditato
all'Avana– fonda il gruppo giovanile del Partito Liberale
cubano, cosa incredibile, fondatore di un partito a Cuba.
Fondare un partito a Cuba, un cittadino straniero, mi
sembra... e non c'è legislazione nel mondo che consenta che
cittadini stranieri fondino partiti all'interno del paese.
Eccolo nella fotografia d'occasione, nel momento in cui
fondava il gruppo, cioè non solo fonda il partito, adesso
fonda anche il gruppo giovanile, i sostituti, coloro che
cercheranno di abbattere la Rivoluzione nel 2080 o nel 2091.
Ecco un altro pezzo interessante: "Permesso di Libero
Accesso", accesso aperto a qualunque ora del giorno o della
sera di questi mercenari all'Ufficio di Interessi
nordamericano all'Avana, basta la loro presenza. I cubani
non possono entrarci perché ci sono dei meccanismi di
protezione; inoltre, è sempre più difficile per i cubani
entrarci: impronte, perquisizione. Ma ci sono alcuni che non
devono subire queste cose, hanno –come vedete qui: entrata
libera per il signor Oscar Elías Biscet, a qualunque ora del
giorno e della notte; entrata libera per il signor Héctor
Palacios. Com'è possibile che un cubano semplice, un cubano
a piedi possa avere accesso libero, con permesso ufficiale
firmato dal Responsabile dell'Ufficio, per entrare a
qualunque ora del giorno e della notte in qualsiasi posto
dell'Ufficio di Interessi nordamericani all'Avana? Dev'essere
qualcuno che gode di un'estrema fiducia, perché io non ho
mai avuto tale possibilità. Quando devo andare a
un'ambasciata, l'ambasciatore viene avvertito prima, indica
a coloro che sono alla porta di lasciarmi entrare; anche la
sicurezza cubana che protegge l'immobile diplomatico dev'essere
avvertita.
Il denaro
destinato a tali gruppi è denaro ufficiale
del governo degli Stati Uniti. Questo di cui vi ho parlato
non è altro che il programma dell'Agenzia Nordamericana per
l'Aiuto Estero, l'USAID, solo questo, e ho già riferito che
loro dicono che distribuiscono solo la minor parte dei
fondi.
"Per incrementare nel
mondo la solidarietà nei confronti degli attivisti a Cuba",
per procurare loro dei viaggi, premi, riconoscimenti, denaro
stanziato nel 2002: 8. 099. 181 dollari. Se l'USAID, in un
ambiente di rapporti normali con Cuba, dedicasse veramente
questo denaro al benessere economico e sociale dei cubani,
con quegli 8 milioni Cuba potrebbe costruire scuole,
attrezzare poliambulatori, costruire abitazioni; tuttavia,
il denaro si dedica alla sovversione. "Per aiutare la
costituzione di Organizzazioni non governative a Cuba", 1
602 000 dollari; "per dare voce ai giornalisti
indipendenti", 2 027 000 dollari; "per pianificare la
transizione a Cuba " 2 132 000 dollari; "per valutare il
programma", per verificarne l'andamento, 335 000 dollari.
Come l'hanno fatto? Creando gruppi negli Stati Uniti, che
sono quelli che ricevono il denaro, che s'intascano la
maggior parte, perché business sono business, e inviano a
Cuba una parte per i gruppi. Il Centro per una Cuba Libera,
ha ricevuto nel 2002, 2 300 000 dollari. Riceve informazione
dai gruppi di diritti umani e l'invia, la diffonde, la
distribuisce. Gruppo di Lavoro della Dissidenza Interna, 250
000 dollari; Fredoom House, sono i responsabili del
Programma per la Transizione a Cuba, cioè coloro che si
occupano della questione più strategica --questo era Frank
Calzon - , 1 325 000; Cubanet riceve notizie e le pubblica,
98 000 dollari, il suo budget è diminuito. Il Centro
Americano per il Lavoro Internazionale di Solidarietà
-guardate a cosa si dedica, lavora per "persuadere gli
investitori stranieri a non fare investimenti a Cuba", è il
loro oggetto sociale dichiarato– riceve dal governo
nordamericano 168 575 dollari all'anno.
Uno degli imputati
(Perez Roque mostra un
video con la seguente testimonianza)
–
Io, Osvaldo Alfonso Valdés, riconosco che nel nostro lavoro
di oppositori abbiamo potuto essere utilizzati da funzionari
della Sezione di Interessi, per questo nella nostra
intenzione di portare a termine una lotta pacifica abbiamo
risposto in qualche maniera agli interessi degli USA.
Sappiamo che le risorse
che ci arrivano per i nostri lavori provengono da fondi che
il governo di questo paese approva. Ricordo un'occasione,
durante un colloquio con un funzionario della USAID, nello
stesso ufficio dove questi comprovava se le risorse
dell'ufficio arrivavano nelle nostre mani. Durante questo
incontro si analizzarono vie alternative per farci arrivare
queste risorse, alcuni erano d'accordo, altri non lo erano,
perché ciò avrebbe significato dimostrare evidentemente che
eravamo sostenuti dall'Ufficio di Interessi, cosa che
neghiamo. Alcuni proposero che queste risorse arrivassero
attraverso rappresentanti all'estero, per non dimostrare il
vincolo diretto tra il governo nordamericano e gli
oppositori. Il funzionario volle sapere che cosa avremmo
fatto durante il Vertice Iberoamericano, e se avremmo
inviato qualche documento. Durante questa riunione si parlò
anche della necessità di unire la dissidenza interna. In
quest'occasione si raccomandò di avere incontri con persone
provenienti da paesi ex socialisti, come la Polonia, la
Repubblica Ceca e altri, ciò lo ritenevano molto importante
poiché questi avevano esperienze che ci sarebbero state
molto utili nella lotta contro il regime socialista
imperante a Cuba.
La lettera di Bush
Luis Zúñiga, terrorista,
membro dell'apparato militare della Fondazione Nazionale
Cubano Americana, coinvolto nel finanziamento delle bombe
negli alberghi dell'Avana, vincolato a piani di assassinio
contro Fidel, questo signore, che è stato il rappresentante
dei gruppi di Miami nella Commissione dei Diritti Umani in
questi anni, tira fuori davanti alla stampa - prosegue come
un fiume in piena il ministro degli esteri - una lettera e
la legge – vediamo come racconta questa vicenda il Canale 51
di Miami - : "Nonostante sia coinvolto in una guerra, il
presidente Bush ha inviato un messaggio d' incoraggiamento
in forma di lettera ad un conosciuto oppositore incarcerato
a Cuba, ciò sta a significare che la Casa Bianca non si è
dimenticata dei dissidenti. Juan Manuel Cao ci dice che
questo no è stato l'unico segnale del presidente Bush".
Lettera del 26 marzo:
"Caro dottor Biscet". Firmata: "Presidente degli Stati
Uniti, George Bush.
Congratulazioni per il riconoscimento che lei ha ricevuto
dall'Istituto Repubblicano Internazionale", quello che aveva
ricevuto nel 2002, pari a 1 600 000 dollari, che è quello
che crea premi con questo denaro, consegue premi in Europa,
consegue viaggi di riconoscimento. "Congratulazioni per il
riconoscimento che lei ha ricevuto dall'Istituto
Repubblicano Internazionale per il premio ratificato da
questi, premio alla democrazia popolare. Il suo sforzo e il
suo esempio sono l'incarnazione dei valori democratici,
includendo l'autodeterminazione (…), Laura ed io continuiamo
a pregare per lei … Affettuosamente George Bush." Io non ho
mai visto una lettera del presidente Bush che si
congratulava, per esempio, con la dottoressa Concepción
Campa, con la dottoressa Conchita, autrice principale, capo
del collettivo che creò il vaccino contro la meningite
cerebrospinale, unico nel mondo, grazie al quale ormai non
muore più nessun bimbo a Cuba e della quale si utilizzano
milioni di dosi nel mondo, candidata al premio mondiale
dell'organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale,
l'organizzazione più prestigiosa in quest'area. Qualcuno ha
visto una lettera del presidente Bush congratulandosi con
Conchita? Non l'ho vista.
Le riviste
Qui abbiamo una copia
della Revista de Cuba (la mostra), rivista della
società dei giornalisti "Manuel Márquez Sterling", numero di
dicembre del 2002. Qualcuno indovina dove si stampò questa
rivista? Vi do un aiuto, non fu certo nel MINREX (Risate);
dove può essere stata stampata la Revista de Cuba, della
società dei giornalisti "Marquez Sterling"? Bravi!: Nella
Sezione di Interessi Nordamericana all'Avana! Così si fa, i
numeri si stampano lì; cioè la Sezione di Interessi è come
la tipografia, diciamo, come la casa editrice della rivista
dei "giornalisti indipendenti cubani". Qui abbiamo la
rivista El Disidente, questo è un altro caso,
distribuita anch'essa dalla SINA –in questo caso la SINA
distribuisce non edita - ; questa si edita a Porto Rico dove
la rivista ha ricevuto 60 000 dollari dal governo degli
Stati Uniti per la stampa e poi la mandano qui nella valigia
diplomatica e la SINA la distribuisce, si chiama El
Disidente, c'è anche La Carta de Cuba, e altri
volantini. Tutto questo distribuito da loro stessi.
(www.granma.cu/italiano/abril03/vier11/roque-ita.html) |